Il valore della scrivania

Il valore della scrivania

Ordine e organizzazione non sono la stessa cosa, te lo racconto spesso.

Ma proprio per questo i nostri spazi di lavoro non devono essere necessariamente ordinati, ma sicuramente devono essere organizzati. Cioè deve esserci tutto ciò che ci serve per il tuo lavoro.

Non usi quasi mai la stampante nel tuo lavoro? Quindi non è indispensabile averla proprio sulla scrivania.
Scrivi le note sul pc? Allora avere cinque blocchi alla tua destra non è molto funzionale.
Ogni volta che hai bisogno di una busta trasparente ti alzi e la prendi nella stanza affianco? Perché non metterle nel primo cassetto della scrivania?

Bene… al di là di questi veloci spunti, non ti nego che un pizzico di ordine, anche sulla scrivania, aiuta. Ed ecco tre ragioni per farlo:

Serenità

Trovare il proprio posto di lavoro pulito e in ordine ti fa affrontare la giornata in modo più sereno e costruttivo, è proprio come avere tutta la giornata davanti. Unica eccezione che ti concedo è lasciare sulla scrivania la to do list, o l’agenda per il giorno successivo, così da non dimenticare la tua pianificazione lavorativa.

Velocità

Se nel tuo spazio di lavoro ci sono solo le cose che usi e ognuna ha il suo posto, trovarle è più semplice e veloce, così facendo sarai più efficiente al lavoro. Stai pensando alle buste di plastica, eh?
Allo stesso modo avere degli spazi sgombri da tutto ti aiuterà quando dovrai fare dei lavori manuali o semplicemente spostare pesanti fascicoli.

Creatività

Più non perderai tempo a cercare ciò che ti serve e più la tua scrivania sarà sgombra dal lavoro del passato, più sarai libero di pensare a nuove idee e nuovi progetti. Sembra un controsenso, ma è proprio così e, credimi, funziona.
Certo non vale spostare tutto nel cassetto o nel piano a fianco, ma dare regolarità e sistematicità al riordino e al lavoro permette anche di non preoccuparsi di scadenze e urgenze. Così facendo sarai più sereno e la tua mente sarà aperta alle novità.

Se stai ancora pensando che una scrivania ordinata sia un miraggio, beh, voglio rincuorarti, come ti raccontavo qui, non deve essere sempre ordinata, ma nemmeno sempre disordinata.
Quindi a fine progetto, a fine lavoro, a fine giornata, impiega cinque minuti del tuo tempo a mettere in ordine e vedrai che le tre ragioni che ti ho appena raccontato diventeranno realtà!

E se non sai da dove cominciare, perché non mi mandi una foto della tua scrivania?

Lavorare a cinque sensi

Lavorare a cinque sensi

Il tuo luogo di lavoro è il posto dove passi la maggior parte delle ore della tua giornata. Quindi non credere di perdere tempo se lo riordini o se lo fai diventare come ti piace, anzi, se quando ci entri pensi che sia un posto piacevole e dove ti senti proprio te stesso… beh, stai aiutando la tua concentrazione e la tua produttività!

Allo stesso modo alleggerirlo di tutto ciò che non è lavoro, ti fa lavorare meglio! Già, il tuo luogo di lavoro non è il salotto di casa, non è il posto dove fai anche ginnastica. Evita le distrazioni, lascia fuori ciò che ti rende difficile lavorare.

Non può poi mancare una piccola nota di sostenibilità verso il nostro “corpo” di lavoratori, come ti raccontavo in questo post: tieni la superficie di lavoro libera, fai in modo che ci sia quanta più luce naturale possibile, ma non diretta, cambia l’aria e tieni una temperatura gusta.

Il tocco in più che mi piacerebbe aggiungessi oggi è un elemento leggero e divertente che non deve esserci sempre, ma di tanto in tanto, quando ne hai bisogno. Un elemento che ti faccia lavorare a cinque sensi. Ad esempio?

Ad esempio, un profumo, un’essenza.

Lo sai che il nostro olfatto è uno dei sensi più arguti? Ti capita mai di sentire un odore per strada e… bam! Come per magia, il ricordo è affiorato in un nano secondo! Eh, sì l’olfatto è una delle nostre memorie più forti.

Quindi perché non usarlo per rendere il tuo lavoro un po’ più allegro, un po’ più tuo, e sicuramente più motivante?

Armati dunque di candele profumate se vuoi un ufficio un po’ più hygge, o di un buon diffusore con un’essenza agli agrumi o alla menta se vuoi un po’ di sprint in più!

Provalo e poi raccontami come va 😉

Ti diverti al lavoro?

Ti diverti al lavoro?

È finalmente tempo di frittelle coriandoli e di scherzi! Eh, già il carnevale di avvicina e quest’anno è anche mooooolto lungo!

Meglio per me perché voglio proprio parlarti di divertimento.
Ma come? Mi dirai… Qui non si parla di lavoro? Sì, proprio di questo ti voglio parlare: di lavoro e divertimento!
Partiamo dall’ambiente in nel quali lavori. È piacevole? Rilassante e allo stesso tempo motivante? Oppure quando vedi la tua scrivania pensi… Oh mio Dio devo lavorare un sacco!

Valutiamo insieme alcune cose che possono rendere il tuo lavoro più divertente.

Metti vicino a te qualcosa che ti faccia venire voglia di fare

Non dimenticare mai il valore simbolico di una foto o di un ricordo. Fai in modo che quando alzi la testa mentre lavori il tuo sguardo incontri qualcosa di bello o di energetico, così basterà poco ma ti sentirai un po’ sollevato. Magari un’immagine dei tuoi cari o di un momento felice in vacanza, o anche solo un oggetto che per te vale molto.
A me ad esempio piace molto avere una pianta vicino, così sento di avere un pizzico di natura con me. Per me è molto energizzante.
Come sai però l’importante è che ce ne sia uno solo, altrimenti lo sforzo per concentrarti sarà maggiore di quello per rilassarti!

Usa cose che ti piacciono

Se lavori in un ufficio dove non sei tu a comprare cancelleria e simili potresti usare un sacco di cose (cartelline, penne e blocchi) che non necessariamente sono come le vorresti. Aggiungi a queste cose qualcosa che ti piaccia, basta anche solo un dettaglio, ma fai in modo di avere uno “strumento di lavoro” che è proprio come lo vorresti tu.
Credimi, qualcosa che ti fa venire voglia di fare è assolutamente un buon aiuto per un lavoro, è una marcia in più.
Se pensi che un’agenda colorata non sia professionale, magari accompagnala con un segnalibro o una penna come piace a te. Personalizza il desktop con i colori che ami. Usa dei post-it del tuo colore preferito…
Se poi puoi scegliere tu i tuoi strumenti di lavoro, non sceglierli solo adatti, ma anche che ti piacciano!

Fai delle pause degne di nota!

E via con la tua canzone preferita, un ballo di tre minuti, con un capitolo del tuo libro o con una boccata d’aria!

E tu hai tutte e tre queste cose nelle tue ore di lavoro? Se non ci sono tutte e tre, aggiungi ciò che manca e fammi sapere come va!

Scrivania ordinata? Dipende!

Scrivania ordinata? Dipende!

Se vedessi la mia scrivania in questo momento, forse penseresti che l’ordine è molto lontano da me, ebbene… non è una contraddizione in termini, anzi!

E come mai? Perché sto lavorando su un progetto del prossimo anno e ho bisogno di pensare, di creare, di liberare la mia fantasia, quindi… ho lasciato carta bianca al mio cervello e sto raccogliendo idee, spunti. Già, è un momento creativo che non può portare con sé ordine e razionalità, proprio come ti raccontavo la scorsa settimana per le liste.

Poi, quando avrò finito, sta sera, allora sì dovrò riordinare il tutto e dovrò trovare un posto per ogni cosa e mettere ogni cosa al suo posto 😊

Riordinare mi aiuterà a fare ordine anche nelle mie idee: ho finito tutto? Cosa devo tenere e cosa posso buttare? Dove vanno tutti i miei strumenti? Come posso archiviare al meglio ciò che ho creato oggi?

Come vedi ordine e organizzazione non sono sinonimi e essere produttivi non significa essere ordinati, o meglio… non sempre!

Ogni momento vuole il suo ordine!

La mia cartella “old”

La mia cartella “old”

Mentre lavoro creo spesso una cartella che chiamo “old”. Sai perché?

Mentre sto creando un nuovo file che nel tempo cambia, ad esempio un’agenda di un corso, una raccolta di dati, un’elaborazione di un progetto, capita di lavorarci per molto tempo e di fare svariate modifiche.

Capita anche che si tratti di un file condiviso in un gruppo di lavoro e che quindi segua dei “botta e risposta” via mail.

A volte si fanno modifiche minime, a volte, invece, ci sono delle modifiche importanti che segnano delle vere e proprie svolte nel progetto. In base al tipo di modiche cambia il metodo di lavoro. 

Se le modifiche sono minime, non vale la pena creare una nuova versione, è sufficiente salvarle. Se, invece, i cambiamenti sono importanti, finché non si è arrivati alla versione finale del file, vale la pensa tenere traccia delle modifiche, così da poter ripercorrere l’evoluzione del documento.

Sarà quindi più efficace creare una nuova versione, magari salvandola con lo stesso nome e semplicemente aggiungendo a seguire la data della modifica. La versione aggiornata, quella sulla quale si continua a lavorare, è giusto che sia in evidenzia, cioè visibile nella cartella di raccolta dei documenti.

E, proprio per evitare di fare confusione con tutte le altre, è più semplice spostare quelle vecchie e superate nella cartella “old”. Se dovesse essere necessario ripescare una parte modificata, allora basterà riprendere la versione archiviata in “old”.

Questa cartella di fatto è un archivio temporaneo e, a progetto concluso, andrà cancellata, tenendo solo la versione finale del file in questione.

Perché lasciarne fuori solo una? Perché tutti lavoriamo velocemente e non averne tante a vista aiuta a limitare l’errore e a ritrovare ciò che serve in modo più veloce e produttivo.

Come vedi a volte basta anche un piccolo trucco e tutto diventa più semplice!