7 alleati contro la procrastinazione

7 alleati contro la procrastinazione

Come hai visto nei post delle scorse settimane, la procrastinazione è una cosa complessa, che non fa presa sottogamba e che capita a tutti.

Ci sono delle vere e proprie tecniche per aiutarti ad affrontarle e per aumentare la tua produttività personale, ne abbiamo vista una la settimana scorsa, la tecnica della montagna.

 

Ma ci sono anche delle piccole azioni, dei comportamenti che puoi fare tuoi, in modo da contrastarla.

 

ECCO I TUOI SETTE MIGLIORI AMICI:

 

1. Mangia la rana

Una volta messa la testa sul lavoro, fai come prima cosa la cosa che ti pesa di più da un punto di vista energetico. Non si tratta tanto della cosa più urgente e impegnativa, ma piuttosto della cosa che ti scoccia di più fare. Falla e basta.

 

2. 10 minuti

Inizialmente dedica anche solo 10 minuti al compito ingrato, poi potrai fare altro, ma intanto hai “attaccato” il problema”.

 

3. Preparati le cose

Sii buono con te stesso e se una cosa ti pesa facilitati il compito, quindi fatti trovare le cose pronte. Vuoi fare ginnastica? Lascia fuori il tappetino. Vuoi fare la revisione finale del report? Lascia solo quello sul desktop.

“Uno dei modi migliori per smettere di procrastinare e ottenere il massimo risultato nel minor tempo disponibile è avere a portata di mano tutto ciò che serve prima di cominciare” Bryan Tracy

 

4. Batching

Combatti la forza di inerzia e, una volta che hai iniziato con qualcosa, fai tutte le cose simili. Funziona con ciò che ti piace, ma anche con ciò che non ti piace. Così non dovrai combattere contro la voglia di dire “lo faccio dopo”.
Attenzione però: non stra fare, questa regola vale limitatamente, prevedi una pausa o metti subito dopo un’attività che ti piace.

 

5. Non aggiungere altro alla tua todolist

Se nella tua lista di cose da fare c’è una cosa che procrastini e tre che ti piacciono, stai certo che reputerai le altre più urgenti e importanti. Quando metti in lista una cosa da fare che stai rimandando, metti solo quella, non correrai il rischio di avere una scusa per fare altro.

 

6. Allunga i tempi

Quando fai qualcosa che non ti va e non ti piace, dedica un tempo maggiore, ne perderai comunque a inizialo, ma almeno non rimarrai indietro con il resto.

 

7. Conosciti e rispettati. Evita di mettere ciò che non ti piace quando hai meno energia

Se vuoi andare a correre e tutti ti dicono di alzarti la mattina alle 5, ma sei un dormiglione, cominciare così non è la soluzione. Fai in modo che le cose siano alla tua portata: vai a correre la sera e aumenterai le possibilità di farcela.

 

Non pensare che sia solo tu ad avere questo problema, tutti non amano fare proprio tutto, e ciò che non ci piace ci pesa, ma non per questo non va fatto.

 

Quindi anziché pensare di essere poco capace e lasciare lì le cose, inizia a comportarti nel modo migliore per evitare il problema alla radice.

 

E per te, quali di questi sette comportamenti è il più utile? Raccontamelo nei commenti!

 

Photo by Todd Quackenbush – Unsplash
Le buone notizie della procrastinazione

Le buone notizie della procrastinazione

Un modo complementare alla tecnica della montagna per affrontare la procrastinazione è essere consapevoli di alcuni aiuti naturali che il nostro cervello ci dà contro la procrastinazione.

 

COMPULSIONE ALLA CHIUSURA

Nella natura umana c’è l’istinto a chiudere le cose una volta iniziate, a chiudere i cerchi, a mettere la parola fine.

Sembra impossibile, eppure, se ci pensi è proprio così. Una volta che hai iniziato a fare qualcosa e hai l’abitudine a farlo è molto più facile continuare a fare quello che iniziare con qualcosa di nuovo.

Un po’ perché cambiare pesa, un po’ perché ora hai capito come fare, fatto sta è più semplice continuare.

Ed è per questo che nella procrastinazione il punto più difficile è proprio l’inizio. Il resto, poi, è paradossalmente più semplice. Questa è la ragione per la quale ti dico sempre che è molto utile rendere il primo passo piccolo, fattibile… semplice.

È un po’ come attaccare il problema concentrandosi su una singola azione, poi il resto verrà da sé.

 

80/20

La regola di Pareto centra anche qui e può venire in tuo soccorso. Anche per ciò che lasci da parte vale il principio che il 20% dei nostri sforzi dà l’80% dei risultati.

Quindi la buona notizia è che puoi fare solo l’80% del compito e poi dedicarti alle correzioni e lasciar stare il restante 20%.

 

LA FORZA DI VOLONTÀ SI ALLENA

Un’altra buona notizia è che la forza di volontà è come un muscolo: è allenabile.

Sono stati fatti diversi studi scientifici a riguardo e si è visto che chi allena la propria resistenza a non mollare, a dedicarsi a compiti complessi, poi è più portato a replicare lo stesso atteggiamento a nuovi ambiti e nuove sfide.

Gli studi sono partiti dando dei dolcetti a dei bambini in età pre-scolare e dicendo loro che, se avessero resistito per più di tre minuti nel non mangiarli, ne avrebbero ricevuti il doppio. I bimbi con maggiore forza di volontà hanno dimostrato, nel tempo, di sapersi applicare con più successo anche negli studi scolastici.

Quindi lo sforzo che fai ora per “tenere duro” non è fine a sé stesso, ma ti dà una nuova capacità, sai gestire e organizzare meglio il tuo approccio alla fatica. Se impari a conoscerti e a giocare in tuo favore, poi potrai usare la stessa tecnica a nuove sfide.

Attenzione però a non esagerare, dopo un momento di fatica, deve seguirne uno di riposo, piacevole e di scarico. Quindi… quando la fatica si fa sentire… pensa anche alla ricompensa dopo!

 

E tu, hai mai sentito una di questi piccoli aiuti?

Ora li conosci e, in modo consapevole, puoi usarli a tuo vantaggio!

 

 

Photo by Patrick Fore – Unsplash
Il tuo Everest

Il tuo Everest

Le bollette che aspettano di essere archiviate, la lista di pubblicazioni che non sono state incluse nell’ultima versione del tuo curriculum e per finire… il cesto pieno di cose da lavare.

Presi singolarmente nessuno di questi elementi è un vero problema, ma sommati sì. Ormai sono una vera e propria barriera.
Fanno sì che tu non abbia voglia, non sia motivato ad affrontare, per nessuna ragione, quell’enorme mole di lavoro, è molto più semplice lasciarla lì.

Piccolo problema: non si annullerà da sola, anzi, continuerà a crescere.

  

Ecco che la tecnica della montagna può esserti d’aiuto.

 

Come sai nel tempo libero mi piace andare a camminare e la vista dalla cima è sempre molto gratificante. Ma, come si dice con parole semplici, la cima non si raggiunge in un solo passo, ma mettendo un piede davanti all’altro.

E questa è la chiave della tecnica: fintanto che penserai di affrontare il problema nella sua interezza sarà molto difficile tu abbia l’energia e la motivazione per affrontarlo, se non l’hai fatto fino ad ora, più aumenta il problema, più sarà difficile farlo.

 

Quindi cambia prospettiva: scomponilo.

Affronta solo una parte. anche piccola, ma inizia concretamente con un’azione.

E, da un punto di vista organizzativo, aggiungo anche: rendi il primo passo semplice e fattibile, comincia dalla cosa più semplice e facile, non preoccuparti, serve solo a vincere la naturale forza di inerzia che ti blocca all’idea di arrivare fino in cima.

Puoi anche imbrogliarti un po’ all’inizio e quindi allungare i tempi e mettendo in lista solo una piccola cosa, come ti raccontavo qui.

L’importante è che tu non guardi l’intera montagna, ma ti concentri solo sulla singola azione.

 

Così il singolo passo sarà chiaro, semplice e fattibile.

Di tanto in tanto è utile rialzare lo sguardo e guardare la cima, ma solo se sei stanco e perdi la visione di insieme, questo ti ridarà motivazione ed energia. E attenzione non ho detto riguardare l’intera montagna, ma solo la cima e con intenzione, ricordando cioè perché è importante e perché la vuoi raggiungere.

Quindi se si tratta di un progetto vuol dire pensare a perché lo fai, senza guardare l’intera mole di lavoro.

 

Che ne dici, così non è tutto più fattibile? Ora pensa in quale situazione vuoi provare anche tu la tecnica della montagna e definisci il primo passo!

 

 

Photo by Ingmar – Unsplash
Le ragioni del “lo faccio dopo”

Le ragioni del “lo faccio dopo”

Tutti abbiamo delle cose nel nostro lavoro che ci piacciono di più e altre che non ci piacciono affatto, ed è molto semplice lasciare indietro quelle che non ci piacciono.

Il problema è che, se realmente ignorate, queste incombenze, da piccole briciole di pane, diventano dei mostri inaffrontabili e realmente temibili.

Ok, facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come mai capita.

Le ragioni della procrastinazione sono tante, puoi averle provate anche tu in modo più o meno forte a seconda del nodo da affrontare o in maniera diversa a seconda dei tanti momenti della vita.

Non ti preoccupare, tutti si devono confrontare con questi aspetti, tutti tendiamo a procrastinare su qualcosa, quindi non farne un cruccio, ma impara ad affrontarla.

Vediamo insieme tre ragioni che sono alla base della procrastinazione.

 

È UNA COSA PIÙ GRANDE DI ME

Può capitare di trovarsi di fronte a un compito apparentemente inaffrontabile perché nuovo o realmente difficile. Tanto è complesso e sconosciuto che è meglio girarci alla larga e spostare la questione di giorno in giorno… Dici? No, non è proprio così.

Iniziamo con l’analizzarlo: è difficile sì. Ok, ma perché? Le ragioni possono essere due: è realmente complesso e richiede molte energie e tempo o noi pensiamo che lo sia, ma è il nostro sentire che ci guida.

Nel primo caso, spesso il nocciolo della questione sta nel fatto che non vogliamo dedicargli la giusta quantità di tempo per risolverlo. La via più semplice ed efficace per risolvere la questione è una buona pianificazione: metti quest’attività nel momento del giorno in cui hai più energia e dedicale più tempo del necessario.

Sapere di avere il tempo e le energie per affrontarlo, lo rende un piccolo mostriciattolo e non un Gozzilla in azione.

Nel secondo caso la soluzione sta nel problema stesso: non hai le reali informazioni per agire, quindi realisticamente il primo passo è… informati. Dedica del tempo a capire perché questa cosa è così difficile per te. Lo è realmente o lo stai pensando tu? Raccogliendo le informazioni necessarie scoprirai che probabilmente il problema è più semplice di quanto tu stesso credessi, oppure scoprirai quale può essere la figura che ti sarà d’aiuto per risolvere il problema o lo strumento che ti mancava.

In entrambi i casi avrai messo il problema sotto una nuova luce e sarà affrontabile.

 

VORREI FARLO, MA NON HO MAI TEMPO DI FARLO

Siamo proprio sicuri sia una cosa che vuoi realmente fare? Le cose che rimangono in fondo alla lista di cose da fare spesso e volentieri sono cose che non hai proprio voglia di fare e tanto vale eliminarle.

Se volessi farle, comunque il momento arriva, il punto magicamente va in cima alla lista delle cose da fare. È molto poco utile riempire il proprio tempo di convinzione, mettendo in lista cose che potresti fare e che non fai. Questo è proprio il caso di un buon decluttering.

È quella che in gergo si chiama procrastinazione creativa:

decidi razionalmente ciò che vuoi rinviare a un secondo momento e cosa invece puoi davvero eliminare.

 

NON HO NESSUNA VOGLIA DI FARLO

La mancanza di motivazione è il miglior alleato della procrastinazione. Va a braccetto per tutti i compiti a noi noiosi e, per quando tu sia una persona organizzata, sono certa che almeno una volta tu l’abbia fatto. Io sì 😊

Questa è la più difficile da combattere perché è molto umana, ma anche qui un pizzico di organizzazione ti può salvare. Di questo ne parleremo bene nei prossimi articoli del mese, ma giusto per iniziare pensa al perché fai quella cosa. Se è utile, ma ti pesa, sai anche che va fatta, quindi tanto vale ampliare i tempi, programmare morbido e mettere i punti giusti in lista.

Se invece ricadesse nella seconda ragione e cioè non è una cosa che in fondo ti interessa… abbiamo visto prima, la soluzione è: elimina!

 

 

Dedica un po’ di tempo a capire qual è la vera ragione per la quale scatta il pensiero “lo faccio dopo”.

Non è tempo perso, è tempo che ti permetterà di capire come affrontare il problema.

Potrebbe essere uno dei primi due casi, e allora la soluzione ora la conosci, potrebbe essere il terzo, e allora vedremo quale tecnica può fare al caso tuo! Te ne parlo il prossimo venerdì, segui il blog!

 

 

Photo by Pineapple Supply – Unsplash
Progetti camaleontici

Progetti camaleontici

Anche i progetti nascono, crescono e si evolvono.

Cosa intendo? Che una buona progettazione è efficace se è sì ben fatta, realistica e sostenibile, ma anche se è flessibile e adattabile.

A che cosa? Beh, in prima battuta alle novità che la vita presenta. Puoi progettare un’idea dal momento creativo alla realizzazione finale, ma non puoi sapere come andranno le cose. Mettendolo in atto, ad esempio, possono arrivare inaspettatamente nuove idee e nuovi impulsi.

Che fare? Considerarli e portarli avanti o far finta di nulla? Dipende, dipende da come hai definito il tuo scopo all’inizio, te ne parlavo qui: una buona struttura a monte ti aiuta a capire se è una buona idea, o semplicemente un pensiero.

Così, come sempre nella vita succede, possono arrivare degli imprevisti. Un ritardo inaspettato, una collaborazione che non si concretizza come fruttuosa, un evento personale che porta a mettere energie e pensieri altrove. Succede… ma ancora una volta è la progettazione a monte che ti permette di avere il quadro d’insieme e valutare come procedere: fermarsi, rallentare o ignorare il tutto e mettere in atto il piano B? Guarda il tuo progetto nel suo insieme, guarda la struttura e decidi.

Ecco che come vedi i progetti nascono, crescono e si evolvono.

Ma per far sì che il contorno, sia in senso positivo, e quindi con l’arrivo di nuove idee, sia in senso negativo, e quindi con l’avvenire di imprevisti, abbia il giusto perso è molto utile avere alle spalle una solida struttura, cioè una buona progettazione.

Molto spesso quando sia ha un’idea si parte in quarta senza riflettere.

Pianificare, invece, è un tempo utile, non sprecato, che merita di essere investito.

Ti piace questo approccio alla progettazione delle tue idee personali e di lavoro?


Questo è solo un assaggio… c’è un corso che fa per te che sarà pronto a brevissimo… curioso? Si chiama “Dal dire al fare” e ti aiuta a rendere efficaci i tuoi progetti, concrete le tue idee.

E’ on line, lo puoi fare quando vuoi, con i tuoi tempi e secondo le tue esigenze. Per ogni modulo materiali, esercizi e un recap, per non perdere proprio nulla!

Stay tuned! E se non stai nella pelle… mettiti in lista!

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