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Back up

Back up

Una delle cose che mi piace di questo lavoro è quello di poter lavorare dove voglio, letteralmente.

Rispetto molto il principio che ogni luogo di lavoro ha il suo lavoro, ma devo dire che la questione che mi preme molto è avere con me tutte le cose che mi servono. Ti parlo spesso di liste e check list per questo, ma oggi voglio andare un po’ sul pratico e parlarti di back up.

Sì, perché è vero che è bene con sé le cose che servono, ma è ancora meglio essere sicuri di non perderle!

Ecco dunque qualche dritta per il tuo back up:

Il tuo archivio deve essere unico

Il posto dove archivi i dati deve essere uno solo, non importa se è una cartella in Drive, in Dropbox, nel disco fisso o in un hard disk… fai in modo che le cose non siano sparse, ma al contrario raccolte in un unico posto.
Tante volte mi è capitato di vedere pezzi sparsi nei diversi pc che si usano o anche in cartelle diverse dello stesso pc. Semplificati la vita e decidi un posto, poi mantieni quello.

La parola d’ordine è ordine

Sì purtroppo quando si parla di archivi è necessario fare in modo che siano ordinati, c’è poco da fare.

Questo significa che anche i file dovranno essere nominati in modo chiaro, semplice e univoco e archiviati in un altrettanto semplice e flessibile sistema di cartelle. Questo è un argomento molto importante e che merita spazio, te ne ho parlato nel blog (cerca i post con il tag “archivio”) qui e non voglio rubarti troppa attenzione a riguardo, quindi passo oltre, ricordandoti solo il concetto di ordine.

3 copie, 2 sistemi diversi, 1 sempre al sicuro

Fai in modo che del tuo sistema di lavoro siano sempre 3 copie attive:

  1. una copia è quella in uso, ad esempio sul disco del pc o in cloud;
  2. due sono i back up di tutti i tuoi dati fatti però su sistemi diversi, ad esempio una in cloud e una su un disco fisso esterno;
  3. le copie sono tre e non sono tante. Nella numero uno infatti non è detto che tu debba avere sempre tutto il tuo archivio. Ad esempio il tuo archivio di lavoro corrente potrebbe non avere un progetto fatto e finito di cinque anni fa. La copia numero uno deve essere leggera e facilmente consultabile, al contrario le copie due e tre devono essere complete e uguali. Il punto centrale è che una delle due copie di archivio (la due o la tre) non deve mai uscire dall’ufficio (o da casa, se lavori da casa), quindi essere sempre “al sicuro” e non collegata a internet.

Ovviamente in base alle caratteristiche dei tuoi dati e della tua storia potremmo dire tante altre cose e scendere nel dettaglio. E qui sta l’aiuto di un professionista che ti può aiutare a decidere come meglio gestire i tuoi dati di uso quotidiano… ma in senso assoluto possiamo dire che: un archivio per essere utile è:

unico, ordinato e resiliente!

E il tuo com’è? Raccontamelo nei commenti!

Photo by Annie Spratt – Unsplash

Delega Boomerang

Delega Boomerang

La delega è sicuramente una tecnica di lavoro ostica ai più. Sì, vorremmo tutti essere alleggeriti da certe incombenze e compiti ormai noiosi, ma spesso il dubbio “sarà fatto a dovere?” la riflessione “ormai lo faccio ad occhi chiusi” il sospetto delle competenze non ottimali dei colleghi rendono il compito di affidare ad altri una delle nostre mansioni una strada in salita. A volte però, anche una buona delega può avere degli intoppi e, come un boomerang, tornare su di noi a tutta velocità.

Di cosa sto parlando?

“Potresti occuparti tu della ricerca di un nominativo per questa fase del lavoro?”

Questa è la delega verso un collega. Dopo un po’ di tempo il collega ritorna e dice:

“Ho cercato un po’ di nomi, ma non sono sicuro siano adatti, possiamo visionarli insieme così da scegliere il migliore?”

Ecco che si è compiuto l’effetto boomerang.

Ciò che era compito di un’altra persona torna su di te con una richiesta d’aiuto. Come dire di no e soprattutto, è corretto sottrarsi a una simile richiesta d’aiuto?

Questa è quella che Brian Tracy chiama delega inversa e che è un ulteriore passo in più nel lavoro di gruppo e di squadra. Il punto è che spesso ci si focalizza nella richiesta d’aiuto, ma il modo migliore per risolvere la questione è dare i mezzi per poterla risolvere.

Perché è stato chiesto proprio a te l’aiuto? Dov’è la radice del problema? E’ la mancanza di mezzi o di impegno da parte di chi ha ricevuto la delega?

Il modo migliore per fare il modo che il compito non torni a noi in tutta la sua completezza è passare allo step successivo con una risposta del tipo “quali secondo te possono essere i criteri si scelta?” “Come possiamo scegliere il candidato migliore?” Ecco che avrai offerto l’aiuto, ma non avrai presto in carico il compito.

Spesso è talmente tanta la paura che le cose non siano fatte a dovere che non si delega, ma a volte è anche la richiesta d’aiuto che la blocca, generando l’effetto boomerang che ti ho descritto. Per questo mantenere i ruoli tra delegante e delegato, senza sostituirsi e riprendersi carico del compito, ma piuttosto fare in modo che ci sia comunque condivisione e appoggio è un buon modo per organizzare il lavoro senza perderne il controllo o venirne sopraffatti. E probabilmente la prossima volta il problema non si ripresenterà.

Ecco dunque come una riflessione in più, una condivisione di esperienza, aiuta anche la delega, una tecnica di lavoro che se ben gestita può far crescere sia te, sia chi lavora con te.

E per te, quali sono le difficoltà maggiori nella delega?

Photo by Davi Moreira – Unsplash

Troppe domande, risposte confuse

Troppe domande, risposte confuse

Se ti chiedo qual è il tuo colore preferito mi sai rispondere subito?

E il tuo piatto preferito?

E se poi volessi anche sapere se ti piace di più il mare o la montagna?

Ti sto infastidendo? Probabilmente sì. Ti sto infatti costringendo a compiere delle scelte in sequenza, una dopo l’altra senza darti tregua. Probabilmente sono tutte cose sulle quali hai già riflettuto e quindi, un po’ per abitudine e un po’ per leggerezza, mi risponderesti correttamente senza pensarci troppo.

Ma se queste fossero scelte impegnative e io te ne proponessi troppe, una dopo l’altra, a un certo punto andresti in confusione e mi risponderesti a caso, pur di farmi stare zitta.

Questo è un fatto scientificamente provato: la capacità decisionale è una risorsa finita.

Non ce ne accorgiamo perché l’abitudine ci salva dal fare le cose a caso. Se vai a fare la spesa di solito non consideri tutte le marche presenti al supermercato, prendi quella che usi abitualmente e al massimo la compari con altre due o con un’offerta del momento. E questa semplice abitudine ti salva dallo sprecare energia e tempo.

Il punto è che se ti trovi in un momento di tante scelte, come un cambio di casa, un nuovo progetto, un nuovo arrivo in famiglia, una situazione nuova al lavoro è normale che le cose debbano essere un po’ più soppesate e che questo ti richieda un po’ di più energia del solito.

Poi, via via che ci prendi la mano, tutto sembra più semplice e le scelte sembrano non essere più così difficili, ancora una volta l’abitudine arriva in aiuto ed evita che tu venga sopraffatto dalla scelta continua.

Perché ti racconto tutto questo? Perché in questo periodo dell’anno spesso ci si ritrova a riprendere le misure con le giornate piene di lavoro, gli impegni quotidiani e si cambiano le abitudini passando dall’estate all’autunno, dalla vacanza al lavoro.

E proprio perché stai cambiando l’equilibrio nella gestione del tempo delle tue giornate è normale che il cervello si fermi un po’ più a pensare a quello che stai facendo e questo “ruba” tempo ed energia e potrebbe stancarti più del solito.

Sì perché le scelte stancano.

Ecco quindi due consigli al volo:

Cogli l’opportunità

Un momento di cambiamento è comunque un’opportunità per rivedere le abitudini, sia quelle buone, sia quelle che vorresti. Potresti infatti mantenere delle buone abitudini prese durante l’estate: nuovi interessi di lettura, una maggiore cura di sé, un diverso equilibrio lavoro-vacanza.
Oppure il fatto che sentire che ti manca qualcosa che hai sempre fatto e che in questo periodo estivo non potevi più fare, darà nuovo valore e motivazione per riprendere a farlo con più entusiasmo.

Datti tempo

Ricominciare e riprendere il tran tran richiede energia e tempo, quindi conceditelo. Ricordati che le scelte consumano energia, quindi inutile buttarsi a capofitto su mille nuove cose, non farai che consumare tutta la tua riserva in un batter d’occhio. Piuttosto sii consapevole che è meglio fare un passo alla volta, anche in fatto di scelte!

Photo by Hector Falcon – Unsplash

Modalità non disturbare

Modalità non disturbare

Ogni buon professional organizer ti ricorda che è bene per concertarsi togliere le notifiche.

E non posso che essere d’accordo.

Così anch’io ho tolto tutti i suoni, disinstallato le App dei social, in modo da non avere la curiosità di andare di volta in volta a vedere se mi aspettava una bella sorpresa o una scocciatura…

Bene, ecco il risultato: ha funzionato talmente bene che ho smesso realmente di controllarli e alla fine mi sono persa i messaggi.

Anche questa soluzione, dunque ho capito, non funzionava per me.

Per questa ragione ho trovato una via di mezzo che va bene per me e che condivido con te.

Quando ho voglia, mi prendo veramente dei momenti di detox totale

Se sono in montagna o sono in giro con qualcuno, che sia una gita, una cena o un aperitivo, dimentico il cellulare, lo spengo proprio, se me lo posso permettere. Si fa un po’ fatica, ma ogni tanto ci sta, ci sta davvero.

Se sto lavorando il cellulare non si guarda

Non lo zittisco, ma non lo considero, per questo ho scelto delle notifiche poco invasive e per molte App le ho tolte. Lascio il cellulare “pancia in giù” così non si accende.

Se però ne arrivano troppe ecco che arriva la “modalità non disturbare” e cioè filtro gli input e lascio entrare solo le chiamate e i messaggi della mia “lista preferiti” e cioè di quelle due o tre persone che possono sempre disturbarmi, la mia famiglia e poco più, perché so che se mi chiamano è urgente.

Così sono serena di non perdere una cosa importante e so che tutto il resto può aspettare.

Nella mia agenda ci sono slot precisi di tempo per controllare social e messaggi, così non è un ciclo continuo, non devo ogni volta interrompere il mio lavoro e perdere poi quasi un minuto a riprendere la concentrazione.

L’uso della “modalità non disturbare” in questo modo mi ha aiutata molto e ti consiglio di provare, ma prima di tutto sii onesto con te stesso e fai una selezione delle App che vuoi sentir suonare e con che suono.

Nonostante tutto il mio consiglio è:

regalati una giornata senza telefono, ma attenzione… crea dipendenza!

Photo by Sarah Gualtieri – Unsplash

Thanks for sending

Thanks for sending

Che tu sia in vacanza o meno… ogni tanto può essere utile far sapere che non ci sei.

Cosa intendo? Intendo che alla ricezione delle tue mail, puoi far sapere che non sei al lavoro, o che leggerai le mail saltuariamente.

Perché lo ricordo? Perché, lo dico spesso, le mail non sono un mezzo di comunicazione istantaneo, ma spesso e volentieri si pensa sia il contrario e che a un messaggio si risponda nel giro di pochi minuti.
E invece la mail è proprio il mezzo per le comunicazioni che meritano la lettura con calma e quindi un adeguato tempo di riflessione per la risposta.

Per questa ragione ti consiglio di:

Comunicare il tuo orario di lavoro

Se hai piacere di far sapere quando lavori e quando no, metti nella firma il tuo orario di lavoro. Questo in particolare se hai un servizio che è disponibile solo certi giorni o se lavori part-time.
Le persone sapranno che rispondi nel tuo tempo di lavoro e che non ti sei scordato di leggere la mail.

Usare il risponditore automatico

Se non vuoi essere disturbato o se sei in vacanza dillo, non c’è nulla di male. Comunica semplicemente che non leggerai le mail, quando tornerai e, se necessario, un contatto per le urgenze. Magari non mettere come data di rientro il primo giorno, aggiungine uno, il primo ti servirà per leggere le mail arrivate.

Potresti personalizzare il testo aggiungendo un’immagine, una citazione o il link ai tuoi ultimi post! E se vuoi un’ispirazione diversa e farti una risata, leggi qui.

Bypassare le chat dei social

Ogni social ha la sua chat, ma se sai che non hai modo di leggere tutti i messaggi, è molto più semplice che sia tu a dire il mezzo con il quale vuoi essere contattato e quindi che metti anche in questo caso un risponditore automatico per dire che leggi saltuariamente quella chat e indica come invece preferisci essere contattato, magari via mail.

E poi per una vera vacanza non ti resta che togliere le notifiche!

Photo by Kate Macate – Unsplash