Formazione o ispirazione?

Formazione o ispirazione?

La scorsa settimana ti ho parlato di formazione, di quanto sia importante e quanto vada pianificata, ma ci sono altri momenti che vanno inseriti nella nostra pianificazione e che ci fanno crescere come persone e, soprattutto, ci tengono la mente aperta.

Si tratta comunque di formazione, ma sicuramente meno tradizionale. Forse in apparenza penserai che non serva a nulla e che non è poi così importante, ma… è proprio al contrario.

Quello che ti chiedo di fare è di mettere in agenda, una tantum, un tempo di ispirazione.

L’ideale è una giornata al mese, ma puoi sempre scegliere di fare il tuo giorno magico a settimana o due tre giorni per te due tre volte l’anno. A me piace che i momenti siano frequenti, quindi cerco di ricavare la mia giornata al mese, ma su questo fai come funziona meglio per te.

Cosa puoi fare in questa giornata?

Molte cose, ma in particolare solo cose che ti piacciono e che ti ispirano… e funzionano meglio se sono nuove!

Quindi una visita in una città nuova, o una parte meno nota della tua città, una mostra, un corso di un tema che non conosci, una conferenza di un argomento nuovo.
Può essere qualcosa che ti incuriosisce e che pensi ti piaccia o può essere qualcosa che apparentemente non centra nulla con il tuo lavoro, ma che ti incuriosisce ugualmente.

In questo è un momento diverso dalla formazione: non cerchi di approfondire qualcosa che conosci, o di accrescere le tue skills, quanto piuttosto cerchi… ispirazione!

Perché ritengo sia altrettanto importante? Perché sei una persona viva e in evoluzione e hai bisogno di avere un approccio positivo e aperto alle novità, quindi… un tempo di questo tipo è quello che “fa bene” a livello di energia e di crescita.

Quindi… oltre al tempo di formazione, metti in agenda il tempo di ispirazione… e raccontami come intendi usarlo!

Compiti per le vacanze

Compiti per le vacanze

Quando ero bambina e finiva le scuole mi piaceva molto andare subito a comprare i libri per le vacanze.

Non mi piaceva fare i compiti, ma l’idea di avere un libro nuovo da disegnare, colorare, mi piaceva un sacco. C’è da dire che spesso i libri delle vacanze erano più belli del sussidiario, più colorati, più divertenti e quindi mi piacevano di più e mi alleggerivano il “duro” compito delle lezioni in vacanza.

Ti parlo di questo perché anche adesso che sei “grande” vale la pena fare lo stesso sforzo e darsi i compiti per le vacanze.

Non è necessario siano veri compiti, quando il fatto che tu decida cosa vuoi fare e che lo porti a termine.

Spesso l’estate è un momento nel quale l’energia va un po’ a zero, allora il compito per le vacanze sarà: riposarsi.

Se invece lavori in questo periodo, allora il mio consiglio è scegli il lavoro da fare in base a dove sei.

Non ci si pensa sufficientemente, ma non è che per lavorare si debba per forza essere in ufficio. Se sei un libero professionista puoi anche valutare ambienti diversi in base ai lavori che devi fare.

Quindi, se hai bisogno di documenti e di silenzio, di sicuro l’ufficio è di scuro il posto ideale. Ma se devi studiare, leggere, creare allora puoi valutare anche altri luoghi, così da rendere produttivi anche momenti che altrimenti non lo sarebbero.

Ad esempio… perché non stare seduti in terrazza all’ombra a leggere?

Oppure andare in un bosco per fare un po’ di braistorming?

Quello che voglio dire è che questo è un momento dell’anno nel quale si può stare più facilmente all’aria aperta, vale la pena approfittarne e considerare come svolgere in maniera alternativa le cose di sempre.

Cambiare aria e cambiare luogo può fare bene, dare nuova energia, quindi provaci.

Certo, se non sei un amante della natura o se sei facile alle distrazioni, questi esempi non fanno per te. Ma in caso ci sono le biblioteche, i caffè letterari… o anche solo i caffè.

Il compito è proprio questo: pensa in maniera diversa e cerca di aprire la mente. Datti dei compiti precisi e dei luoghi precisi dove svolgerli.

Mi raccomando pensa a cose concrete e fattibili e poi, fammi sapere come è andata!

Tempi morti? Fai lavorare le tue orecchie!

Tempi morti? Fai lavorare le tue orecchie!

Ti ho già parlato del fatto che ogni momento è buono e che a me piace organizzare i tempi morti. Più che altro mi piace dedicare il tempo a ciò che più mi piace. Se sono stanca e ho un tempo morto cerco di rilassarmi e distrarmi, ma se ho dei lunghi tempi morti e voglio fare qualcosa… mi piacere trovare delle soluzioni adatte.

Questo mese ti parlo dell’ascolto.

Quindi, se vuoi darti al relax, perché non ascoltare la natura intorno a noi? La primavera sta scoppiando, aguzza i tuoi sensi e ascolta gli uccellini, il vento tra le foglie, i suoni che ti circondano. E se sei per strada, senza farti troppo gli affari degli altri, ascolta ciò che dicono. Hai mai provato ad osservare e ascoltare il mondo intorno a te? Può essere di grande ispirazione, quindi dedica un po’ del tuo tempo libero a conoscere ciò che ti circonda.

Se invece vuoi fare qualcosa di più impegnativo, hai mai pensato agli audiolibri? Sono molto utili se ad esempio fai lunghi tragitti in macchina o a piedi, sono anche d’aiuto per alleviare la mente se stai facendo cose un po’ noiose e ripetitive.

Ecco quindi che in internet puoi trovare un sacco di libri letti dagli autori stessi o da voci molto capaci. E perché non ascoltare un manuale su qualcosa di nuovo o dei podcast?

Organizzati in modo da avere sul cellulare o sulla musica della macchina un audiolibro e così anche il prossimo viaggio potrà essere più interessante!

E tu, hai qualche audio libro da consigliare? Scrivilo nei commenti 😉

Mi appunto giusto il nome ed il telefono

Mi appunto giusto il nome ed il telefono

Quante volte siamo ad un incontro, un convegno, una fiera.. e facciamo incetta di biglietti da vista? Conosciamo un sacco di persone e poi.. come ricordarsi tutto a distanza anche solo di una settimana?

Per semplificarmi la vita, appena li prendo, annoto subito qualche parola chiave: in che circostanza mi è stato dato e qualche informazione in più sulla persona. Se posso scrivo direttamente sul biglietto, altrimenti un post-it va benissimo. E’ importante farlo a mente fresca perché in questo caso il “lo farò dopo” è molto controproducente. C’è chi addirittura fa una foto della persona 😉 valuta se è il caso, ma magari pensa a mettere la tua nel biglietto da visita.

Una volta rientrati in ufficio c’è il problema di come metterli via: archiviazione e catalogazione.

A mio avviso sono molto utili i raccoglitori trasparenti, in questo caso raggruppali per evento e metti delle note per ricordare il più possibile delle persone.

In alternativa ci sono dei fogli a buchi fatti apposta. Questo permette, ad esempio, di mettere dei singoli fogli nel raccoglitore del progetto dedicato.

Quello che proprio ti sconsiglio è di metterli nelle scatoline da biglietti da vista, perché così saranno difficilmente consultabili e catalogabili e quindi presto diventeranno inutili.

Anche per i biglietti da visita prevedi una cernita una tantum, non occorre tenere quelli che nel lungo termine non ci servono più, o che non sono aggiornati o dei quali non ricordiamo nulla.

E se poi ti servono e quando non sei in ufficio? Ecco un’idea: io ho scelto un’app dove raggrupparli. Ce ne sono tantissime, io ti consiglio di sceglierne una che abbia almeno queste caratteristiche:

  • faccia il back up dei dati e sia consultabile on line oltre che da cellulare;
  • scansioni i biglietti, così da non dover inserire tutti i dati a mano;
  • abbia la possibilità di mettere delle categorie, così potrai dividere i biglietti da vista dei clienti, dei servizi e magari quelli del ristorante. Non è piacevole tornare in una città visitata e ritrovare quel localino che ci era piaciuto tanto? Ed ecco che la nostra raccolta ci torna utile per tante cose 😉

E mi raccomando, il tuo biglietto da vista.. ricorda che di averne sempre uno con te, quindi, magari lasciane un paio nel portafoglio se proprio non vuoi avere il porta biglietti con te!

Ma in riunione non basta ascoltare?

Ma in riunione non basta ascoltare?

Una riflessione sulle riunioni e le note.. possono esserci davvero d’aiuto? Non è forse sufficiente ascoltare? Ecco un po’ di buone ragioni per prendere appunti con metodo.

Pensando ad una riunione e alle relative note, vengono subito in mente i verbali. Il verbale però è la trascrizione di ciò che avviene durante l’incontro e ci serve piuttosto in un secondo memento per ricordare ciò che è stato detto, fatto e deciso. Sono altre gli appunti che ci possono tornare molto utili in riunione, vediamoli dunque insieme.

Ancora una volta prendiamo carta e penna e iniziamo con il dividere il foglio in due aree.

Mentre ascolti prendi nota delle parole chiave del tuo interlocutore, nell’area di sinistra del foglio. Non scrivere tutto ciò che si dice, annota solo i concetti più significativi.

Questo ti aiuterà ad ascoltare con attenzione. Spesso, infatti, mentre ascoltiamo ci vengono in mente idee, vorremmo dire la nostra, e finiamo per concentrarci su questi pensieri e non ascoltare con tutta la nostra attenzione, che invece è la cosa più importante.

Se poi ti vengono in mente concetti che vuoi condividere legati a queste parole, annotali a destra. Annota anche le domande.

Questa seconda sezione è importante perché ti aiuterà nel momento in cui dovrai intervenire: potrai riprendere la parola chiave detta dal tuo interlocutore e poi esprimere le tue idee secondo la scaletta delle tue parole chiave, quelle sulla destra, senza perderti nel discorso o dimenticare qualche concetto.

E lo stesso vale per le domande., così facendo saranno puntuali e strutturate.

Se poi le idee e le domande non sono adatte alle circostanze della riunione, avrai comunque una nota pronta da aggiungere alla tua “to do list”.

In particolare, se fossi proprio tu la persona incaricata per la moderazione di una riunione, questo tipo di note possono tornarti molto utili per guidare strategicamente la discussione: non perderai concetti e riferimenti e così sarà più semplice dare a tutti il proprio spazio ed il giusto tempo.

Ad esempio puoi:

  • valutare se da più persone emerge una questione chiave comune che non avevi valutato;
  • posporre domande o argomenti se discuterli al momento non risulta efficace;
  • tenere a mente delle assunzioni che vengono dette all’inizio del meeting;
  • riportare l’attenzione su cose solo accentate perché qualcuno aveva poi portato la discussione altrove.

Se fossi interessato a conoscere al meglio la questione ti segnalo l’articolo che mi ha suggerito queste riflessioni.

Ricorda: una riunione è un investimento di tempo ed energie per te e per gli altri, quindi usala al meglio.

Dai ascolto e sii presente, questo è sicuramente il modo per rendere gli incontri efficienti, così come delle buone note!