#unminutoperme

#unminutoperme

Forse avrai notato che il mercoledì nei miei canali social esce un post dal titolo #unminutoperme .

Da cosa nasce quest’idea? Dal fatto che a volte bastano solo pochi minuti di pausa per ricaricarsi un po’, per mettere il punto e ricominciare con uno slancio in più.  

La nostra giornata è fatta di lavoro, di ore intense, ma anche di pause, di tempo per sé. Come sai a questo concetto tengo tanto, perché spesso ci si dimentica che la pausa vale tanto quanto il lavoro.  

E se nel momento di lavoro si lavora, e intendo lavoro vero, focalizzato, produttivo ed efficace; in quello di pausa… ci si riposa. Non si fa un secondo lavoro (guardare le mail personali), non si perde tempo inutilmente (guardando i social a caso) non si salta la pausa perché in quel momento non si stanchi… poi il fisico chiederà il conto.  

Ma la pausa non è solo quella lunga e cioè la pausa pranzo o il tempo per te, quando non lavori.  

Esistono anche le “micropause”, quelle che fai per pensare a te, quelle che richiedono pochi minuti.

Queste sono quelle che chiamo #unminutoperme e che servono a fare il punto, a rimettere in ordine le priorità, a fare ordine mentale e non solo.  

Significa ricordarsi di riposare gli occhi dal pc ogni tanto, ascoltare una canzone che ci piace per ricaricarci, pensare a cosa farai nella tua pausa lunga, ecco quindi il fatto di pensare al titolo del prossimo libro o alla mostra da vedere o alle vacanze da pianificare. 

Vuol dire anche chiudere gli occhi un minuto e ascoltarsi o darsi nuova energia con un messaggio o una chiamata ad una persona cara.  

Questi minuti danno qualità alla tua giornata e al tuo lavoro. Danno energia e positività alla tua persona, non resta che ricordarsi di metterli in agenda proprio come tutti gli altri, altrettanto importanti delle faccende di lavoro! 

E il tuo minuto per te qual è?  

Raccontamelo nei commenti, e lo aggiungerò nei prossimi post del mercoledì! 

L’importanza della data

L’importanza della data

“Sì, mi aveva detto che mi avrebbe mandato la versione finale, e poi… Sai com’è deve essersene dimenticato, dovrò proprio chiamarlo e ricordarglielo. “

Ti è mai capitato di pensarlo o di essere la persona alla quale viene chiesto qualcosa di questo tipo?
Innanzitutto, permettimi di rincuorarti, ogni tanto è normale. Ma ogni tanto, non deve essere la regola!

Ma come mai tante cose finiscono nel famoso “dimenticatoio”, quella pila che l’Orlando Furioso tanto cerca sulla luna?
Io credo che molto dipenda dal fatto che spesso non si definisca una scadenza chiara e precisa. Il problema è che questo tipo di dimenticanze spesso genera malintesi, attriti, e, a volte, brutte figure.

Ma come può una deadline aiutare l’educazione? Ora ti spiego il nocciolo della questione.

Se ti prendi in carico di vedere qualcuno, di spedire un documento e via dicendo, senza darti una scadenza temporale, beh…diciamocelo: non succederà mai.

Quindi, come sempre, fai venire l’organizzazione dalla tua parte e aggiungi il pezzetto che manca.

“Manderò il file per la prossima settimana” “Perché non ci vediamo prima dell’estate?” “Lunedì ti chiamo” Certo, più definita è la deadline più semplice sarà procedere, ma anche delle scadenze un po’ più generiche aiutano.

Provaci e vedrai che diventerai una persona affidabile, alla quale non occorre rompere le scatole chiedendo tante volte le stesse cose.

Attenzione non vuol dire che tutto deve essere fatto qui e ora, ma al contrario va data una linea temporale realistica e possibile: definisci una scadenza che tenga conto delle tue urgenze e di ciò che ti sta succedendo in tutti gli aspetti della tua vita.

Eh, sì… le scadenze vanno considerate a tutto tondo, solo così non arriverai ad esaurire del tutto la tua energia.

Come sempre il gioco vale anche al contrario e cioè quando sei tu a chiedere le cose. Le scadenze possono essere di grande aiuto. 
Una volta correttamente concordate, ti sentirai legittimato a reclamare ciò che chiedi dopo tale data, senza essere maleducato.

Un esempio? Concordi un lavoro con qualcuno e decidi che entrambi farete la propria parte in due settimane. Ottimo, per due settimane nessuno disturberà l’altro, ognuno potrà organizzarsi il lavoro e procedere come crede, ma allo scadere del tempo sarà lecito chiedere, perché così era stato deciso, non sarà maleducato o invadente chiedere di rifare il punto della situazione.

Come vedi, l’organizzazione è spesso sinonimo di piccole attenzioni che però mettono in ordine il tuo tempo e il tuo lavoro.

E tu, da quando vuoi cominciare?

Evoluzioni

Evoluzioni

Questo è un mese speciale per me: è il mese del mio compleanno e la prossima settimana scatta una cifra tonda tonda – ups – e per questo ho voluto dedicare il mese al concetto di evoluzione.

Sì, perché noi non siamo gli stessi in tutta la vita, cambiamo noi e cambiano le nostre esigenze.

E di questo dobbiamo esserne consapevoli, perché non tutte le cose ci accompagneranno per sempre, anche le cose alle quali siamo molto affezionati prima o poi si romperanno, saranno troppo lise per essere portate, non andranno più bene. Tutte queste cose prenderanno un’altra strada e noi dovremmo essere capaci di lasciarle andare.

Dobbiamo anche essere capaci di vedere questi cambiamenti come una parte positiva di crescita.

Ciò che ci accompagna: gli oggetti, le persone che frequentiamo, le attività con le quali occupiamo il nostro tempo, sono ciò che fa noi quello che siamo, quindi ogni tempo ha le sue necessità, i suoi ritmi, i suoi compagni di viaggio. E non si passa da una fase all’altra senza aver chiuso la precedente.

Una sola cosa a mio avviso non va persa ed è la passione della scoperta di essere bambini: la voglia di provare, di giocare e di sperimentare. Perché questo è il motore della nostra evoluzione.

Quindi sii partecipe della tua evoluzione e lascia andare ciò che non è più parte di te: oggetti che non ti rappresentano, persone che non ti ascoltano, attività che ti frenano.

Datti sempre la possibilità di essere il meglio di ciò che sei!

E se…

E se…

E se… pianificare vuol dire anche pensare cosa succede se non va tutto come deve andare.

E la verità è molto semplice… a volte capita a tutti di dimenticare qualcosa, di arrivare in ritardo o di essere proprio in una brutta giornata nella quale le cose non vanno come devono andare.

Il punto è che questa deve essere l’eccezione, non la regola.

La pianificazione serve a ridurre al minimo le volte nelle quali dici “e se…” Serve a farti dedicare ai dettagli che rendono speciali e completi gli eventi, serve a farti stare più sereno nell’affrontare le cose.

Ma per quanto cerchiamo di tenere tutto sotto controllo, capita che le cose sfuggano tra le mani. Le ragioni sono tante… e su due voglio farti riflettere.

Capita che abbiamo pianificato tutto troppo e quindi un minimo intoppo manda a monte l’intero programma e non siamo in grado di reagire e di rimettere mano al piano generale.

Succede anche che non sia destino che le cose vadano come le abbiamo pensate. Hai presente quando pensi che stiano succedendo tutte a te e credi di non arrivare a fine giornata? Ecco, quel caso intendo.

Ebbene, in entrambi i casi… stay flex!

Punto numero uno: capita a tutti.

Punto numero due: a volta bisogna ascoltare il destino.

E se sei nel primo caso, hai pianificato troppo, impara dai tuoi errori, e cerca di fare meglio la prossima volta e pianifica solo i 3/4 del tempo non tutto.

Se sei nel secondo caso, beh, qui la regola d’oro è.. punta ad arrivare a fine giornata e soprattutto mantieni un approccio più positivo possibile. Se sta succedendo forse vuol dire che è era proprio ora di cambiare.

Non è detto che sia sempre tutto negativo, come si suol dire “non tutto il male viene per nuocere”! Non è sempre un disastro, a volte è proprio destino e le cose più inaspettate sono anche fortune, sta a noi coglierne il lato bello!

Pianificare serve davvero?

Pianificare serve davvero?

Pianificare è utile, è una semplice verità, che però è altrettanto scomoda da accettare.

Quante volte infatti ci facciamo sorprendere dalle cose all’ultimo minuto con l’idea che è meglio vivere il presente e godersi le cose al momento? Ecco, questo, in verità è un controsenso. Già, perché per godersi appieno le cose è necessaria un po’ di pianificazione.

Lo so, pensarla così dà fastidio, soprattutto se non ami prendere in mano il calendario e decidere, ora, una volta per tutte, il da farsi. Eppure, se non segni dei giorni di vacanza quando possono andar bene a te, rischi di non farli mai o di essere obbligato a prenderli quando non ti sono utili. Se non segni dei momenti per studiare, per la formazione personale, non crescerai mai… e così potrei continuare a lungo.

Vale per i grandi progetti, ma anche per le piccole cose di tutti i giorni: se non pianifichi cosa hai voglia di mangiare durante la settimana, rischi di mangiare sempre la stessa cosa o di sentirti stressato dal fatto che devi decidere “anche oggi” cosa mangiare.

Di fatto non pianificare alcune cose significa lasciarsi trasportare dal turbine degli eventi e agire molto spesso sotto l’effetto dell’urgenza e della necessità del momento.

Diciamo che se non prendi un po’ di tempo per pianificare le cose puoi incorrere nel rischio di sentire sempre qualcos’altro come un po’ più urgente: ma sì dai… aggiungo anche quest’appuntamento, tanto la mezza giornata per me la posso prendere anche domani…

Si tratta, in altre parole, di una scelta rimandata, di un continuo procrastinare.

Ma l’aspetto che più mi spiace è che in verità è un modo per non godersi appieno le cose.

Solo se avrò sbarrato delle giornate per me stessa in agenda potrò pensare a dove mi piacerebbe rilassarmi o cosa vorrei fare in un momento di relax. Solo se a casa avrò tutti gli ingredienti del mio piatto preferito potrò farlo al volo una serata nella quale ne sentirò il bisogno.

Questo è un po’ il peccato della mancanza di pianificazione, il non poter godere al cento per cento di una cosa e di non potersi dedicare alle piccole cose che la circondano e che possono rendere un momento davvero speciale.

Diciamo, molto in sintesi, che bisogna dire sì alla pianificazione, ma proprio per aver modo di incasellare tutte quelle attività che di programmazione non ne hanno: tutti i tuoi momenti creativi e ricarica energie!

Quindi, basta procrastinare, da oggi si inizia a pensare oltre e a pianificare! In cima alla lista ci mettiamo gli obiettivi dell’anno, i progetti personali, il nostro tempo di relax e poi a scendere tutti i progetti di lavoro.

E se la pianificazione non è il tuo forte… beh, ti accompagno io passo passo a partire dal prossimo post!