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Far lavorare le mani

Far lavorare le mani

Quando mi occupavo di organizzazione di corsi, lavoro che ho svolto per più di dieci anni, mi occupavo principalmente della parte scientifica: creazione dell’agenda, ricerca dei relatori, scelta dei casi studio da presentare, role play con i partecipanti. Questo in prima battuta, poi, quando i giorni dei corsi si avvicinavano, diventavo una tutto fare, una piccola ape operosa che si occupava dei materiali: badge, quaderni, stampe e chi più ne ha più ne metta.

Queste attività operative erano un momento molto pratico, manuale, nel quale la mente poteva andare temporaneamente in “off”.

Del resto, se i badge sono progettati bene, per tagliarli basta seguire le linee, no?
E così per creare il quaderno con i materiali (si lo so… ma un tempo si stampava tutto), una volta capita la sequenza di movimenti per sovrapporre correttamente copertina, frontespizio e stampe… poi diventa una cosa piuttosto automatica, anche un po’ noiosa, potrei dire.

Eppure, arrivata a fine corsa, non era una cosa che mi pesava perché, di fatto, ne avevo bisogno.

Cosa vuol dire? Vuol dire che se lavori tanto di concetto, sui contenuti, ogni tanto ci vogliono anche i momenti di scarico. Ed ecco che tornano utili tutte quelle attività manuali, apparentemente perditempo.

Per me era un momento per rilassare la mente, far lavorare le mani mandava la mente in stand-by e, dopo un po’, le idee si riordinavano e tornava alla mente anche quello che apparentemente era passato in secondo piano.

Quindi, se sei in un periodo molto stressante o molto concettuale, ecco che far lavorare le mani può essere davvero la soluzione.

Riordina la scrivania

Questo ti serve ogni giorno proprio per fare il punto, per mettere la parola fine alle attività in corso e per chiudere i cerchi aperti.

Prepara le copertine, le etichette e tutto ciò che serve per il tuo archivio

Avere un archivio ordinato e magari anche un po’ piacevole aiuta il lavoro quotidiano più di quanto pensi. Quindi non sottovalutare un’ora apparentemente persa per creare le etichette come le vuoi tu o una copertina del fascicolo di lavoro con tutte le informazioni che servono. Crea il tuo format una volta per tutte, poi basterà stamparne una copia.

Riordina gli spazi di lavoro

Ogni tanto bisogna spostare e sistemare fascicoli per archiviare il vecchio e far posto al nuovo. Chi ha voglia di mettersi a spostare gli scatoloni? Nessuno! Eppure, il benessere che avrai quando ci sarà spazio per i nuovi progetti… sarà come una ventata di energia!

Sistema i tuoi strumenti di lavoro

Tutte le penne funzionano? E le matite sono appuntite? Come va con il resto della cancelleria? C’è tutto o manca qualcosa, fai un check e fatti trovare pronto per i nuovi lavori!

Questi sono solo alcuni esempi, semplici che ho voluto condividere con te, ma lavorare con le mani, staccare la mente ha davvero mille vantaggi per farla funzionare meglio e per migliorare il tuo ambiente di lavoro. E se queste non ti hanno soddisfatto, ti consiglio un di impastare una torta o una pizza, funziona allo stesso modo.

Provaci, e raccontami come va!

Photo by Austin Ban – Unsplash

Gioca con il tuo tempo

Gioca con il tuo tempo

Oggi voglio raccontarti un po’ come lavoro perché penso ti possa aiutare nella tua organizzazione quotidiana.

Quando faccio delle consulenze sul tema gestione del tempo e agenda, mi capita spesso di utilizzare degli strumenti particolari, che sono più giochi che veri strumenti di lavoro. Uso le carte, il domino, il memory, i post-it e i colori.

Perché te ne parlo?

Perché a volte per poter trattare dei temi astratti abbiamo bisogno di visualizzarli

Ecco che poter toccare con mano il tuo tempo, anche se simboleggiato da una carta da gioco più o meno ingombrante, ti fa rendere conto di come debba essere gestito in maniera consapevole.

Ti sembrerà una cosa semplice, ma spesso è la chiave di volta, il punto di vista diverso per approcciare un problema.

Ecco perché, quando organizzi una giornata nella tua agenda, ti consiglio di segnare l’impegno come se fosse uno spazio occupato.
Puoi disegnarlo con un rettangolo con una linea dall’ora di inizio a quella di fine, non importa, l’importante è che visivamente renda l’idea dell’impegno, sia in termini di tempo che di energia.

Se usi Google Calendar lo fa in automatico ma se lo fai tu a mano prestaci attenzione.

Così eviterai che i tuoi impegni diventino una lista di cose da fare e che quindi tu non abbia consapevolezza dell’impegno che richiede una determinata attività.

Pensa di giocare con le carte del memory e di spostarle sopra e sotto, di fare l’incastro perfetto per la tua giornata.

Vedi come uno strumento che non c’entra con l’organizzazione può, in verità, esserti utile per toccare con mano un concetto intangibile, per farti lavorare con le mani, cosa che aiuta molto la mente a rilassarsi e a fare proprio un concetto, e soprattutto a realizzare i confini materiali del tempo.

Sì, perché il fatto di lavorare con le mani, fa capire proprio che il tempo è quantità finita, limitata e che non può essere riempita oltre la sua stessa quantità. Troppe tessere in fila non ci stanno proprio, cadono tutte, come un domino.

Ultimo suggerimento che ti voglio dare è relativo all’incertezza del tuo impegno

Questo concetto lo prendo a prestito dal mio background scientifico. Dire che quella scatola è larga 9 cm non ha alcun senso. Bisogna sempre dire che è larga 9 ± 0,2 cm. Cosa significa? Vuol dire che prendo le misure con un metro che ha un’incertezza di 2 millimetri e cioè che posso non leggere bene il numero, magari le tacchete non sono chiare o comunque posso confondermi e quindi la scatola potrebbe essere larga 0.98 cm o 9.02 e io misurerei comunque 9 cm.

Cosa c’entra? Beh, nei tuoi impegni in agenda considera anche questo tempo in più prima e dopo, considera l’incertezza. Ti parlavo di incastro perfetto, ma l’incastro perfetto tiene conto proprio di questo!
Se è in più non sarai in ritardo e in affanno, se sarà in meno avrai una piccola pausa in più.

E ora, sei pronto a giocare con i tuoi blocchi? Che carte preferisci? Memory o domino? 😊

Photo by Ryan Quintal – Unsplash

Formazione on line vs off line

Formazione on line vs off line

Uno dei cardini della nostra crescita personale è sicuramente la formazione e se un tempo era quasi tutta in presenza, oggi le offerte online si sono moltiplicate.

Come scegliere tra quella analogica e quella digitale? O meglio: ci sono delle ragioni per scegliere l’una o l’altra? Certo! E non dipendono solo dalle nostre preferenze personali, ma anche dall’argomento.

Ora ti spiego cosa intendo.

ANALOGICA

Per i percorsi formativi che richiedono un grande confronto ed esperienza pratica sul campo, esercitazioni, casi studio e via dicendo, sicuramente la scelta della formazione analogica è da preferire. Certo, se i docenti sono bravi nell’interazione non sentirai molto la differenza, ma c’è anche una seconda ragione per la quale puoi preferire i corsi in presenza.

Ti consiglio, infatti, questo tipo di formazione se vuoi avere mente e corpo dedicati pienamente a questa attività.
Il fatto di essere in un ambiente diverso dal proprio ufficio o dalla propria casa permette una concentrazione diversa, un approccio mentale focalizzato al momento del corso.

Inoltre, se il corso è su più giornate permette anche di esserci al 100% anche nei tempi morti e questo è un bel valore aggiunto per prendersi del tempo per sé, anche oltre al momento formativo vero e proprio. I momenti tra una docenza all’altra sono infatti molto utili per conoscere altri colleghi e anche per “covare” adeguatamente le idee. Quindi per tutti i corsi dove c’è un momento di riflessione, dei compiti da fare, l’offline è perfetto.

E come postilla aggiungo che può essere utile che tu sia legato ad un luogo e un orario. La presenza ti obbliga a staccare dalla quotidianità e a spostarti per essere presente, come dire che già il fatto di andare ti impegna e quindi il primo passo per raggiungere risultato è stato implicitamente fatto.

DIGITALE

I corsi online hanno degli indubbi vantaggi dal punto di vista pratico: non chiedono spostamenti, non chiedono impegno oltre le ore formative vere e proprie, permettono di essere svolti nel proprio luogo preferito. Sono però più impegnativi da seguire da un punto di vista di attenzione e quindi chiedono una buona dose di convinzione.

Tieni però conto che, visti i vantaggi che ti ho elencato, puoi anche farne di più, ma sempre senza esagerare. Molte volte i corsi online finiscono nella cartella download e lì giacciono per un bel po’, perché non ci si prende un vero e proprio impegno al momento dell’acquisto.

Se è questo il tuo problema ti consiglio di preferire quelli in streaming, che in un certo senso si equivalgono a quelli in presenza.

Scegli invece quelli on demand se i tuoi tempi per la formazione sono solo tuoi, se ad esempio ti piace ascoltarli negli orari che non sono quelli di lavoro canonici, o nel fine settimana. Sceglili anche se pensi di aver bisogno di ascoltarli e riascoltarli o se pensi di avere dei tempi di rielaborazione più lunghi della maggior parte delle persone.

Di contro sappi che dovrai mettere in atto un vero e proprio piano di azione con degli appuntamenti precisi, altrimenti finirai per fare solo la prima lezione del corso e lasciare tutto lì per un “momento migliore” che non arriverà mai.

Come vedi la formazione è di tanti tipi e non pensare che leggere articoli, ascoltare podcast, vedere video non sia parte della formazione, anzi! Questi fanno parte della formazione digitale e come tali devono essere trattati, porta con te tutto ciò che ti incuriosisce e ti ispira: te ne parlavo proprio qui.

Dopo averti fatto riflettere su quale formazione scegliere per che cosa, un’ultima precisazione: quando pensi alla tua pianificazione a lungo termine, scegli cosa mettere in agenda, ricordati che la prima cosa da segnare è il momento di pausa, ma la la seconda è sempre la formazione!

Quale sarà dunque il tuo prossimo tema da approfondire?

Photo by Annie Spratt

Agenda cartacea o webcalendar?

Agenda cartacea o webcalendar?

Una delle cose che mi piace di più fare nel mio lavoro è aiutare le persone a trovare il modo per gestire il proprio tempo e una delle sfide che mi si ripropongono ogni volta è se scegliere il mezzo cartaceo o digitale.

Vado subito al punto, e ti dico senza troppi scrupoli che non c’è un giusto o uno sbagliato, che ognuno deve trovare ciò che è più adatto e per questo oggi vorrei aiutarti a capire quale può essere la tua strada.

Parliamo nel particolare di agende e calendari, che assolvono funzioni ben diverse, mi raccomando:

CARTACEO

L’agenda cartacea è molto funzionale per pianificare: permette infatti di dedicare a questo importante momento di gestione del tempo tutta l’attenzione e il tempo necessari. Più che con un App o un software scrivere nero su bianco gli impegni, deciderne la lunghezza in termini di impegno e la collocazione precisa permette di fare un’assunzione di impegno verso sé stessi.

Quindi è molto utile per tutti coloro che nell’agenda vogliono metterci la testa e che hanno bisogno di lavorare sull’equilibrio delle proprie attività nella gestione dell’agenda. In più, il fatto di averlo fatto a mano, permette anche di cancellarlo una volta portato a termine, e questo dà una bellissima sensazione di compiutezza e di soddisfazione.

Di contro, ogni qual volta non si rispetta il compito, va riscritto o spuntato in modo particolare per dire che è stato rimandato. Inoltre, se i programmi cambiano spesso, può essere troppo il tempo impiegato nei vari cambi, ma qui allora c’è qualcosa che non va nella pianificazione a monte 😉

Il vantaggio o svantaggio è anche che… è solo tua, il cartaceo lo vede solo chi lo possiede e deve averlo sempre con sé.

Per questa stessa ragione anche il calendario cartaceo è molto utile per chi lo può tenere sempre sott’occhio, in caso contrario averlo sulla carta è controproducente. Può essere utile averlo per la gestione di famiglia e introdurre nella routine mattutina il fatto di guardarlo.
Il vantaggio del calendario cartaceo è utile però per avere un colpo d’occhio sull’anno, a che punto siamo, quante settimane ha questo mese e via dicendo.

Per l’agenda caracea non posso che consigliarti MAKE IT HAPPEN di Brand Clearing perché è semplice, chiara e soprattutto ha tutti gli strumenti della pianificazione del tempo per far riflettere sulla giusta pianificazione dell’anno. È un’agenda da tavolo, utile alla pianificazione e alla gestione da tempo, quindi non ti aspettare la versione da borsetta!

DIGITALE

L’agenda digitale è utile per chi ha il pc sempre di fronte e per chi cambia spesso gli impegni o chi delega la gestione dei propri impegni ad altri. In questo caso sicuramente è la scelta migliore. E’ inoltre molto utile per tutti coloro che vogliono avere molti remainder degli impegni o che aggiungono i collegamenti creati da altre App.

La condivisione è sicuramente il pregio del calendario digitale e quindi il fatto di poter condividere impegni e eventi in gruppi di lavoro. Inoltre, permette anche di poter vedere solo gli impegni di lavoro, solo quelli personali o entrambi a seconda dell’impostazione del momento. Ma ancora meglio permette di salvare delle date in modo ricorrente: compleanni, scadenze, visite mediche ricorrenti senza doverle di volta in volta copiare o aggiornare.

Il contro è sicuramente il non poter spuntare le cose fatte e il dover avere sempre un device per poterlo vedere, ma può essere poca cosa rispetto a una fruttuosa condivisione.

I calendari e le agende digitali sono tantissimi, ma io punto sempre alla semplicità e quindi non posso che consigliarti Google Calendar, facile da usare e visibile ovunque.

E tu che tipo sei? Ami cancellare o vuoi tutto perfetto? Vuoi condividere con altri i tuoi impegni o li preferisci solo visibili a te?
Non scegliere calendario e agenda perché ti piacciono o te li regalano,

usali per ciò che sono: veri e propri strumenti di gestione del tempo.

E se ancora non hai capito cosa fa al caso tuo… perché non chiamarmi?

Photo by Unsplash

Approccio foglia

Approccio foglia

Un anno fa a di quest’epoca ero appena rientrata dal Perù, un bellissimo viaggio che porto con me in ogni suo dettaglio per i suoi colori, la vastità dei paesaggi e i sorrisi della gente. Diciassette giorni di viaggio con un bagaglio a mano.

Quando le persone sentono questo a volte si chiedono come sia possibile. Ho deciso di condividere con te questo ricordo perché penso che in molte situazioni un approccio leggero sia di grande aiuto.

Il viaggiare leggero, il non avere ingombro, mi ha permesso di muovermi con meno fatica, di perdere meno tempo nel fare e disfare i bagagli, di non avere troppo pensiero nell’occuparmi delle mie cose e mi ha concesso di concentrarmi sul viaggio in sé. Non mi è mancato nulla, ma solo perché non era un bagaglio improvvisato, quanto più pianificato. E questo lo aggiungo perché essere leggeri non vuol dire essere sprovveduti, e cioè non avere quella cosa in più o, tanto per dire, le medicine giuste.

L’esempio pratico è per spiegarti quello che io chiamo “approccio foglia”, che è stato il mio leitmotiv quando ho deciso di iniziare questo lavoro. Te ne parlo in questo post perché credo caschi a pennello con tutto ciò che ha a che fare di con gli imprevisti e i piani B, tema di questo mese.

Il fatto di voler avere sempre tante cose con sé spesso dipende dal fatto di pensare di non poterne fare a meno in tante occasioni, come se fossero gli oggetti e le cose che ci circondano a renderci capaci di affrontare ciò che succede. Il punto è che c’è un

magico equilibrio, diverso per ognuno di noi, in cui ciò che abbiamo è solo ciò che serve

il resto non è certo con noi come oggetto, ma dentro di noi, come capacità e giusto approccio.

L’”approccio foglia” ti porta a considerare ciò che per te è importante, ciò su cui tu hai voglia di investire, ti fa planare sulle cose della vita, dando valore alle tue capacità e al tuo lavoro, perché questo è ciò che conta.

Così come in viaggio non ha importanza se ho una maglietta blu o verde, ma di fatto conta solo che io abbia una maglietta pulita, beh, anche nel nostro lavoro importa come lavoriamo, come raggiungiamo gli obiettivi, il resto è, di fatto, una questione in più.

Quindi, soprattutto in un momento di difficoltà, di imprevisto, di cambiamento, sentiti come una foglia e plana sulle cose, ti aiuterà a essere leggero e sentire il tuo vento che ti sostiene, saranno le tue capacità che non ti faranno rovinare a terra e ti permetteranno di compiere il tuo viaggio.

Fai tuo questo approccio, cerca le giuste risorse e lascia andare il resto. Non hai idea di quanto

una mente leggera e fresca sia in grado di trovare nuove soluzioni, nuove idee

che ti permetteranno di raggiungere i tuoi obiettivi in quel magico equilibrio di momenti difficili e momenti fortunati che accadono quotidianamente.

Pronto a planare?

Photo by Zhen Hu – Unsplash