Superman e Super Pippo

Superman e Super Pippo

Quante cancellature ha la tua agenda?

Lo ammetto, io ho diverse settimane nelle quali ce ne sono parecchie… sono quelle nelle quali mi sento Wonder Woman o forse sono un po’ super Pippo e cioè un po’ distratta.

In ogni caso, la radice del problema è sempre la stessa… e cioè significa:

pianificare senza fare i conti con il tempo.

Sembra un gioco di parole, ma questa è la pura e semplice verità.

Nell’arco della giornata vuol dire non considerare che c’è un tempo dell’imprevisto, di una telefonata in più, di un momento in cui non hai proprio voglia di fare ciò che devi fare.

Oppure potresti scordare i tempi necessari a iniziare e finire qualcosa, ad esempio quelli necessari a preparare una riunione, quando in agenda hai fissato solo quello della riunione stessa. Questo vuol dire fare il Super Pippo della questione.

Infine, in piena sindrome da supereroe, Superman o Wonder Woman che sia, pensi di riuscire a fare tutto in metà del tempo che normalmente impieghi a fare quella cosa.

Come vedi per distrazione o per aver perso i super poteri… poi fai i conti con la brutta sensazione di non essere stato in grado di fare ciò che desideravi e magari pensi anche di non aver fatto nulla, quando hai solo fatto un errore di strategia!

Quello che vorrei farti capire è che se succede un giorno ogni tanto, beh, pazienza… siamo tutti umani, ma se succede a livello di pianificazione annuale o mensile… beh, questo è un bel problema!

Cosa intendo? Che se fai le dovute proporzioni significa

pianificare pensando di avere sempre il 100% del tempo libero.
E non è così.

Una buona pianificazione toglie:

  • il tempo del riposo (vacanze e simili, perché le hai segnate in calendario, vero?)
  • il tempo dell’imprevisto (quello di cui ti ho raccontato prima)
  • il tempo della routine

Cosa intendo con quest’ultima voce? Che l’errore che vedo fare più di frequente è proprio questo: pianificare il mese o l’anno come se si potesse partire a mille, da subito, senza considerare che comunque ci sono una serie di attività che vanno avanti, come i progetti già in corso ad esempio, o che fai abitualmente, e cioè tutte le attività di routine che comunque potano via tempo ed energie.

Quindi quando pensi ai tuoi grandi progetti

prima di tutto considera cosa stai già facendo e quanto tempo “ti avanza”

per ogni giorno, settimana o mese che sia e sul quel tempo stila la reale pianificazione del tuo progetto. Solo così facendo potrai di fatto rendere la tua pianificazione a medio e lungo termine (cioè mensile e annuale) realistica e fattibile.

Altrimenti penserai… “Eh questo progetto lo dovevo finire un anno fa!”

Vuoi iniziare a pensare alla tua pianificazione? Ecco il corso che fa per te!

Photo by Dakota Corbin – Unsplesh

Aroma di lavoro o di relax?

Aroma di lavoro o di relax?

Il nostro naso fa parte dei sensi più profondi ed è collegato con il cervello primordiale. Per questo tutte le informazioni raccolte da questo potente senso passano in primo piano e arrivano subito in cima all’attenzione del nostro cervello.

Perché non usare questo interessante dettaglio a tuo favore?

Ecco quindi che quando hai bisogno di liberare idee e creatività, “senti” cosa ti può far stare a tuo agio: usa un diffusore con essenze che ti stimolino l’energia!

E allo stesso modo quando vuoi rilassarti… usa profumi che ricordano casa e che ti fanno stare bene.

E come non ricordarlo proprio in questo periodo di vacanza?

Una coccola è anche il profumo del piatto preferito mentre si cucina, un fuoco acceso per rilassarsi ad ascoltarne lo scoppiettio, è il profumo del bagnoschiuma in un bagno riposante.

Visto che questo è un periodo di riposo… vorrei che non ci fosse solo un profumo di vacanza, ma che “i tuoi momenti per te” siano super profumati come tu li vuoi!

E il tuo profumo di vacanza qual è?

Formazione o ispirazione?

Formazione o ispirazione?

La scorsa settimana ti ho parlato di formazione, di quanto sia importante e quanto vada pianificata, ma ci sono altri momenti che vanno inseriti nella nostra pianificazione e che ci fanno crescere come persone e, soprattutto, ci tengono la mente aperta.

Si tratta comunque di formazione, ma sicuramente meno tradizionale. Forse in apparenza penserai che non serva a nulla e che non è poi così importante, ma… è proprio al contrario.

Quello che ti chiedo di fare è di mettere in agenda, una tantum, un tempo di ispirazione.

L’ideale è una giornata al mese, ma puoi sempre scegliere di fare il tuo giorno magico a settimana o due tre giorni per te due tre volte l’anno. A me piace che i momenti siano frequenti, quindi cerco di ricavare la mia giornata al mese, ma su questo fai come funziona meglio per te.

Cosa puoi fare in questa giornata?

Molte cose, ma in particolare solo cose che ti piacciono e che ti ispirano… e funzionano meglio se sono nuove!

Quindi una visita in una città nuova, o una parte meno nota della tua città, una mostra, un corso di un tema che non conosci, una conferenza di un argomento nuovo.
Può essere qualcosa che ti incuriosisce e che pensi ti piaccia o può essere qualcosa che apparentemente non centra nulla con il tuo lavoro, ma che ti incuriosisce ugualmente.

In questo è un momento diverso dalla formazione: non cerchi di approfondire qualcosa che conosci, o di accrescere le tue skills, quanto piuttosto cerchi… ispirazione!

Perché ritengo sia altrettanto importante? Perché sei una persona viva e in evoluzione e hai bisogno di avere un approccio positivo e aperto alle novità, quindi… un tempo di questo tipo è quello che “fa bene” a livello di energia e di crescita.

Quindi… oltre al tempo di formazione, metti in agenda il tempo di ispirazione… e raccontami come intendi usarlo!

Il mio balcone succulento

Il mio balcone succulento

E se i compiti non andassero fatti sempre? Oggi ti parlo di “non compiti” e in particolare in due accezioni.

La prima è del tutto personale. Guardo verso il mio balcone e devo dire la verità… un po’ mi si stringe il cuore, c’è la metà dei fiori che speravo… le mie piante succulente e grasse sono una meraviglia, ma il resto lascia molto a desiderare.

Perché te lo racconto? Perché, come sai, la vita è fatta di compromessi, e questo è stato il mio di quest’anno. La primavera ha ritardato e quando avevo tempo, non era stagione… quindi quest’anno il mio “progetto terrazzino fiorito” è saltato. Avrei potuto stringere un po’ i denti e impegnarmi, ma ho scelto di lasciar stare e accontentarmi.

Questo perché ogni tanto anche i compiti vanno saltati:

il tempo è una risorsa finita e non si moltiplica.

Quindi se scegli di usarlo facendo qualcosa non ne avrai più per usarlo per qualcos’altro. Di fatto siamo noi che scegliamo come impiegare il nostro tempo… e a volte ci sono dei compiti, che ci piacciono, che dobbiamo lasciare da parte.

Questo non significa che non curerò mai più il mio balcone, magari il prossimo anno avrò dei fiori spettacolari, significa piuttosto che ho fatto una scelta e quest’estate va così.

Te lo racconto perché spesso si dice di non aver tempo di fare qualcosa, di non riuscire a dedicarsi a qualcosa, di non poter staccare… bene ogni tanto i compiti sono proprio “non compiti”. È questione di consapevolezza e di scelte.

Mio malgrado, dunque, non posso lamentarmi di non avere un balcone sahariano, ho scelto così 😉
Ma cosa ho guadagnato in cambio? Beh, in verità molto: tempo di studio, di lavoro, che quest’anno valevano molto per me.

Quindi impara a vedere anche il rovescio della medaglia: il tempo che non finisce in qualcosa va in qualcos’altro.

Oltre al non fare c’è un’ottima seconda soluzione… ti viene in mente? Sì: delegare! Ecco la seconda accezione dei “non compiti” che ti voglio ricordare oggi.

Nei periodi intensi non farti troppe remore, cerca qualcuno a cui delegare le cose che desideri comunque fare e che al momento non riesci a seguire. Magari non sarà per sempre, oppure sarà proprio l’occasione per scoprire, grazie a questa delega, delle attività che avevi sempre messo da parte! Ricorda: per crescere la cosa migliore è delegare ciò che si fa meglio 😉

E tu, cosa scegli? Il “non fare” o il “delegare”? Pensa anche che ciò che resta sarà ciò che occuperà e, soprattutto, che darà valore al tuo tempo!

Ti lancio una sfida

Ti lancio una sfida

Oggi voglio lanciarti una sfida.
In tema di compiti per le vacanze e di valigie, vorrei farti fare una prova.

Fare le valigie può essere molto complesso e impegnativo. Che tempo farà? E se improvvisamente venisse freddo? E se poi dovessi fare una giornata diversa da quelle programmate e mi servisse anche quel vestito particolare?

Con queste premesse la valigia si riempie di ogni cosa e tu ti sentirai pronto ad affrontare una crociera con serate di gala e allo stesso tempo a essere in cima ad una vetta innevata.

Come sai mi piace molto il concetto di viaggiare leggeri, che, di fatto, è più una questione mentale che fisica.

Nel senso che non vuol dire necessariamente essere senza valigia, quanto piuttosto con una valigia adatta al tipo di viaggio e che contenga ciò che ti serve, con una cosa leggera e una pesante in più 😉

Non occorre, infatti, che la valigia diventi un secondo armadio, se ci pensi spesso si finisce per usare meno cose di quelle che si pensa e che quindi sarebbero potute tranquillamente rimanere a casa.

Questo non vuol dire non avere con sé tutto l’occorrente, quanto piuttosto non esagerare e avere fiducia che, anche con le cose scelte, la vacanza andrà bene, avremo ciò che ci serve e che, anche in caso di imprevisti, ce la sapremo cavare.

Pensa dunque alla valigia dell’ultimo viaggio e ciò che hai riportato a casa senza avere mai usato. Se fai una vacanza simile, lascialo a casa.
Se la vacanza è diversa, fai lo stesso ragionamento, e lascia a casa una cosa che hai aggiunto pensando “e se”.

Questa è la sfida “prova a lasciare a casa qualcosa”.

Vedrai che… si può sopravvivere senza e che se lavori bene su questo concetto, poi non farai più una valigia pensando “e se”, piuttosto ne farai una pensando “se” quindi metterai in lista e in valigia solo le cose utili ad affrontare la vacanza e per il resto, sarà sufficiente un po’ di adattamento!