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Strumenti di lettura

Strumenti di lettura

Non so bene perché ma associo l’estate alla lettura, come se magicamente avessi molto più tempo per farlo, in verità non è così, è solo una cosa alla quale mi piace dedicarmi con più intensità quando sono in vacanza e questo di solito accade d’estate.

Oggi vorrei farti pensare a come leggi, nel senso di come organizzi le tue letture e cambiare qualche preconcetto.

Intanto vorrei sfatare un’idea, e questo lo posso dire grazie a un’intervista fatta con Giulia di @booksdetails, e ricordando i diritti del lettore di Pennac, non occorre leggere un solo libro alla volta, ma sicuramente ogni libro merita il suo tempo e il suo luogo, un po’ come il lavoro, perché, così facendo, potrai godertelo di più e dedicarci anche la giusta concentrazione.

Partiamo da un errore comune: “leggo questo libro di lavoro la sera, così guadagno tempo”

Se è lavoro è lavoro e anche quel testo merita il tuo tempo e la tua attenzione come tutte le altre faccende di lavoro, quindi… trova piuttosto uno slot di tempo nella tua agenda dal titolo “formazione”. Così potrai dedicarti alle sottolineature, note e appunti del caso. Se lo fai a letto e pensi “lo appunto domani”… beh, io lo dimentico nella notte 😉

Pensate di dover sempre leggere libri importanti

E chi l’ha detto che nella vita non ci devono essere momenti di leggerezza? Questo significa anche un libro un po’ più leggero, una storia che ti faccia viaggiare con la mente, magari anche un libro per bambini, perché no! Se ne hai voglia, vuol dire che è quello giusto.

Scegliere solo la carta o solo l’e-book

Leggere è sempre leggere, ma credo anche che per alcuni libri sia meglio la carta per altri il digitale e per altri ancora l’audiolibro. Impara a cambiare il supporto in base a cosa leggi e dove lo leggi.

Io amo i libri di carta, per il profumo, per il fatto di girare le pagine e guardare a che punto sono rispetto alla fine, quindi questi sono i libri che per me sono un regalo, che voglio tenere con me.

Ma in tante altre occasioni l’e-book è estremamente pratico, in viaggio ad esempio, anche se si tratta del tragitto casa lavoro o di un’attesa in coda. In poco ho un sacco di libri sempre con me, posso sfogliarlo con un dito e soprattutto si legge bene in tutte le condizioni di luce. E poi, anche se nemmeno gli archivi digitali sono infiniti, mi permette di usare meglio il mio spazio di casa.

Allo stesso tempo lo trovo scomodo per i libri che devo studiare e anche per leggere le riviste in pdf, sono troppo piccole e non si vedono le immagini. Viceversa probabilmente non riuscirei a leggere una poesia o il testo di una commedia teatrale su uno schermo, lì vince la carta!

Così non amo comprare i libri “leggeri” perché non mi piace poi possederli, voglio leggere la storia senza avere poi l’onere di tenere il volume fisico con me. Infine, per tutti i classici non penso sia affatto una cattiva idea fare tesoro delle biblioteche!

Tenere sempre i libri che leggi

Come ti dicevo, amo l’oggetto “libro”, ma nel tempo ho anche imparato a scinderlo dal racconto, dal contenuto. In particolare, se so che non lo leggerò più, se non mi è piaciuto, se non è uno strumento di studio, posso anche pensare di regalarlo, scambiarlo, fare in modo che altre persone lo possano leggere.

Non è sempre facile trovare un giusto destino per le nostre cose, ma l’idea che ci possa lasciare spazio per un nuovo arrivo, è per me un bel pensiero.

Ho scelto di condividere questi pensieri sulla lettura perché vorrei che non ti bloccassi né davanti all’idea che si deve leggere per forza un libro di carta, né che leggere sia un obbligo. Non dimenticare che per farlo potresti anche ascoltare chi lo fa, o dedicarti all’approfondimento dei tuoi temi del cuore curiosando nel web tra blog, siti o riviste di settore.

Non importa dunque come tu legga, ti informi, l’importante è che tu lo faccia con consapevolezza e utilizzi il mezzo più adatto, perché così non ti preoccuperai di quello e ti potrai concentrare solo sul contenuto!

Photo by Unsplash

Thanks for sending

Thanks for sending

Che tu sia in vacanza o meno… ogni tanto può essere utile far sapere che non ci sei.

Cosa intendo? Intendo che alla ricezione delle tue mail, puoi far sapere che non sei al lavoro, o che leggerai le mail saltuariamente.

Perché lo ricordo? Perché, lo dico spesso, le mail non sono un mezzo di comunicazione istantaneo, ma spesso e volentieri si pensa sia il contrario e che a un messaggio si risponda nel giro di pochi minuti.
E invece la mail è proprio il mezzo per le comunicazioni che meritano la lettura con calma e quindi un adeguato tempo di riflessione per la risposta.

Per questa ragione ti consiglio di:

Comunicare il tuo orario di lavoro

Se hai piacere di far sapere quando lavori e quando no, metti nella firma il tuo orario di lavoro. Questo in particolare se hai un servizio che è disponibile solo certi giorni o se lavori part-time.
Le persone sapranno che rispondi nel tuo tempo di lavoro e che non ti sei scordato di leggere la mail.

Usare il risponditore automatico

Se non vuoi essere disturbato o se sei in vacanza dillo, non c’è nulla di male. Comunica semplicemente che non leggerai le mail, quando tornerai e, se necessario, un contatto per le urgenze. Magari non mettere come data di rientro il primo giorno, aggiungine uno, il primo ti servirà per leggere le mail arrivate.

Potresti personalizzare il testo aggiungendo un’immagine, una citazione o il link ai tuoi ultimi post! E se vuoi un’ispirazione diversa e farti una risata, leggi qui.

Bypassare le chat dei social

Ogni social ha la sua chat, ma se sai che non hai modo di leggere tutti i messaggi, è molto più semplice che sia tu a dire il mezzo con il quale vuoi essere contattato e quindi che metti anche in questo caso un risponditore automatico per dire che leggi saltuariamente quella chat e indica come invece preferisci essere contattato, magari via mail.

E poi per una vera vacanza non ti resta che togliere le notifiche!

Photo by Kate Macate – Unsplash

Casanza

Casanza

Quest’anno è un po’ particolare e nel mese di agosto avevo pensato di parlarti di valige, uno dei miei cavalli di battaglia… mi prendono in giro per quanto sono piccole e quante cose possono contenere!

Ma non so se le farai e le userai e allora ho pensato di cambiare un po’ il punto di vista e trovare un po’ di cose che si possono fare per sentirsi in vacanza anche se non siamo di fatto in vacanza, in altre parole…

una casanza!

Ecco quindi una piccola lista, ma sentiti libero di aggiungere le tue idee, mi farebbe piacere se le condividessi con me!

Io mi sento in vacanza se:

  1. finito di lavorare metto in programma una passeggiata nella mia città alla scoperta di parti che non conosco, dotata di guida turistica e macchina fotografica;
  2. se nel mio freezer ci sono dei ghiaccioli con la frutta fresca frullata;
  3. se una volta a settimana mi concedo una cena diversa: un pic nic fuori porta, una cena take away, un paio di “cicheti” per i bacari;
  4. se una volta ogni tanto mi ritaglio un’ora per stare tranquilla all’ombra a leggere un libro o sfogliare una rivista;
  5. se mi viene a trovare qualcuno che gira la città mentre io lavoro e poi la sera si sta insieme a fare anche solo due chiacchere;
  6. se lavoro in un posto diverso del solito, magari in montagna, così quando ho finito di lavorare… faccio due passi nel bosco;
  7. quando interrompo il pomeriggio con un gelato;
  8. quando la sera, al calar del sole, vado a fare un giro per vedere le vetrine dei negozi senza troppa gente in giro;
  9. se programmo una gita fuori porta per il primo giorno libero;
  10. una volta ogni tanto spengo tv, cellulare, accendo le candele e guardo il cielo e mi godo il silenzio e la brezza della sera;

e ora… aggiungi i tuoi 10 punti!

Photo by Masaaki Komori – Unsplash

App d’ispirazione

App d’ispirazione

Ogni buon P.O. ti dirà che più leggero è il tuo telefono, meglio è, ed in effetti è così, ma al di là di questo mi piace avere alcune App per rendere la mia giornata un po’ diversa e oggi ne vorrei condividere una con te.

Si tratta di App di semplice ispirazione, ogni giorno ti presenta un quadro e ti racconta un po’ la sua storia. Non è certo esaustiva e non ha la presa di esserlo, nel senso che non vuole essere un’enciclopedia di arte o un modo per trattare il tema in modo accademico, tutt’altro.

Ma quanto tempo dedichi all’ispirazione nella tua giornata?

Credo molto poco. Ecco che però basta un attimo per suscitare una riflessione, o il semplice pensiero “che bello”, o semplicemente la curiosità di saperne un po’ di più di quell’artista o su quel quadro, o per risvegliare qualche ricordo di scuola.

Ecco che io ho scelto questa App e ho deciso di farmi arrivare la notifica nel pomeriggio, con una suoneria poco invasiva, così se ho voglia la apro e guardo l’immagine, se non è la giornata migliore rimando.

Come sai, mi piace l’arte in tante forme, ed è per questo che il lunedì sul mio profilo Ig trovi l’hastag #arteè perché mi piace poter iniziare la settimana con un pensiero leggero, ispirazione che voglio trasmetterti attraverso un’immagine e non delle parole.

Questo perché non tutti vediamo le stesse cose in un’immagine, non tutti traiamo la stessa ispirazione e facciamo le stesse considerazioni, ed è per questo che credo che l’arte sia importante per tutti, indipendentemente dalla professione, perché ci stimola a pensare, a riflettere e a tenere la mente aperta.

Nei miei post del lunedì cerco poi di ricollegarla ai concetti di organizzazione per stimolarti un po’ a fare il primo passo e rendere effettiva e pratica la tua organizzazione personale, ma se non ti va, è sufficiente che guardi l’immagine e ti lasci ispirare, come dire, il lunedì si parte con una marcia in più e si trova un’ispirazione per la settimana!

Bene, ora hai un App che puoi scaricare e un profilo Ig che puoi seguire.
E se ti va, raccontami lunedì cosa ti ispira il post!

Photo by Roman Rodriguez – Unsplash

Perfezione, è uguale per tutti?

Perfezione, è uguale per tutti?

Di tanto in tanto mi permetto un piccolo giro nei dintorni di casa e in questi giorni vedo la laguna perfetta, sì perfetta: piatta, di un blu intenso che segna il confine tra spazio calpestabile e spazio navigabile, tra la mio spazio e quello dei gabbiani. Ma è davvero un confine? È davvero uno spazio perfetto? Cosa significa perfezione?
Ecco cosa dice il dizionario.

Perfetto: Completo, compiuto in tutte le sue parti: un lavoro p.; totale, assoluto: un silenzio p.

Ma io, in verità, vorrei chiederti quale sia la tua personale definizione di perfezione.

Perfetto per me: …

Ci hai pensato?

Ora pensa al tuo lavoro perfetto e alla tua giornata perfetta. Come sono? Sono completi in tutte le loro parti? Compiuti in ogni aspetto?
Lo so, sono volutamente provocatoria, ma vorrei farti riflettere su cosa è perfetto per me e non lo è per te, e viceversa.

Per me, ad esempio, la natura è perfetta. Non è necessariamente giusta o sbagliata, bella o brutta, ma sicuramente perfetta: tutto è compito, ha una ragione e una sua logica. Ti sto facendo riflettere su questo perché in questo periodo particolare devi pensare ciò che fa stare bene te e cosa per te significa la perfezione e agire di conseguenza.

Pensa a ciò che ti circonda

Perché sia perfetto vuol dire che deve contenere solo ciò che ti serve e che ti dà emozione. In questo periodo di quarantena, cosa ti è mancato? Ti serviva davvero quell’oggetto? Cosa di ciò che possiedi in fin dei conti è solo un oggetto in più? Penso questo periodo complesso possa essere molto utile per farci riflettere e porre l’accento su ciò che vogliamo faccia parte del nostro ambiente di vita, personale e lavorativo.
Come sai, credo sia importante saper alleggerire tempo e spazi, ma penso proprio che in questo momento si possa fare dell’ottimo decluttering degli oggetti che ci circondano.

Pensa a come impieghi il tuo tempo

E qui vorrei veramente che riflettessi su ciò che è perfetto per te e ciò che non lo è. Te lo dico perché vorrei che nella tua giornata ci fossero le attività che vanno bene per te e per te solo.
Spesso quando mi occupo di gestione del tempo la prima cosa che faccio è scardinare le abitudini relativamente al fatto di iniziare a lavorare leggendo le mail, alla riunione del lunedì mattina in ufficio. Programma le attività secondo la tua perfezione. Per alcuni vorrà dire pianificare una giornata, per altri vorrà dire quattro ore. Non c’è un giusto e uno sbagliato, c’è piuttosto un perfetto per te.
E’ un principio che spesso ripeto, ma che in questo periodo mi viene ancor più da suggerire, quando tra mille dirette, contenuti gratuiti per ventiquattrore, riunioni on line ci si sente in dovere di non perdere nulla. Quindi quando scegli come pianificare le giornate pensa a questo: punta alla tua perfezione. Che è una cosa solo tua.

Così sei hai lavorato bene a fine giornata ti guarderai attorno ed esclamerai: perfetto!

Perfetto: In funzione di avv., bene, sì, usato come escl. per esprimere soddisfazione, compiacimento: perfetto!

Photo by Scott Webb – Unsplash