Antifragilità

Antifragilità

Ogni anno mi piace iniziare con un post che parli di ambiente. Ti ho parlato di sostenibilità e di resilienza. Sono tutti parte di un percorso che collega ambiente e organizzazione. Quest’anno facciamo un passo verso ciò che va oltre la resilienza, verso l’antifragilità.

Se ti chiedo cosa significa fragile, cosa ti viene in mente?

Qualcosa che si rompe, che va trattato con cura, che è delicato.

Se ti chiedo di definire il contrario, cosa ti viene in mente? Forse il termine “resistente” o il termine “robusto”. Ma si tratta proprio del contrario di fragile?

Una casa può essere robusta, ma sotto l’effetto di un tornado può non essere “non fragile” e andare in mille pezzi.

Una scatola di cartone può reggere il peso di molti libri se posti nel verso giusto, ed essere quindi molto resistente, ma se il cartone è girato in senso opposto, si piega come la carta, e risulta quindi fragile.

Forse il contrario di fragile non è dunque robusto o resistente, o almeno non lo è necessariamente.

Così infatti accade in natura, i sistemi non fragili sono i sistemi complessi, vari, ricchi di biodiversità: i boschi maturi, le dune ricche di vegetazione, le praterie in fondo al mare. Si tratta di ambienti che oltre ad essere resilienti sono anche ricchi di biodiversità, al loro interno cioè contengono tante specie diverse.

Grazie alla loro natura nei momenti di crisi questi sistemi sono in grado di attuare molteplici strategie. Il passo in più rispetto alla resilienza è proprio questo, sono in grado di superare un evento negativo, agendo, ma soprattutto  agendo evolvendosi, facendo un passo oltre.

Penso a tutti i boschi che sono stati devastati nel bellunese dal grande vento dell’ottobre scorso che hanno mostrato la loro fragilità, nonostante siano ecosistemi solidi e grandiosi hanno incontrato la potenza della natura e ora sono in un forte momento di difficoltà. Come cambieranno? Saranno resilienti? Saranno antifragili?

Probabilmente sì e nasceranno nuovi scenari, nuovi paesaggi e nuovi boschi. Dovremo solo pazientare e dar loro il tempo di evolversi.

Vale dunque lo stesso per noi?

Nei momenti di difficoltà, di fragilità, possiamo mettere in atto due strategie. Possiamo reagire in modo resistente e robusto, andando avanti con decisione e fermezza in ciò che risolverà il problema. Otterremo di certo un buon risultato, ma probabilmente con un comportamento che porterà dentro di noi le tracce dell’evento di crisi e che non necessariamente ci farà essere non fragili al ripetersi della causa di stress.

Possiamo poi essere antifragili e superare l’evento evolvendoci, capendo cosa ha generato la nostra fragilità e in cosa il nostro comportamento può nel tempo diventare robusto, strutturandosi in modo resistente, ma soprattutto antifragile.

Come fare? Qui entra in gioco l’organizzazione.

Saper valutare le nostre priorità, avere un piano B, saper tenere conto del nostro bilancio energetico, conoscere i nostri strumenti organizzativi, conoscere noi stessi, queste sono tutte cose che ci rendono antifragili e che ci permettono di affrontare il sale della vita senza perderne la dolcezza.

E di questi strumenti ti parlerò per i mesi avvenire, nel blog, dandoti suggerimenti pratici ed efficaci, ma anche facendoti riflettere su cosa puoi migliorare partendo dalle piccole cose, dalle abitudini quotidiane.

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Cosa scrivere nel calendario?

Cosa scrivere nel calendario?

Ultimo post dell’anno! E anche di questo mese sì vs no.. quindi vediamo un po’ tre cose che devi aggiungere nel calendario, e tre cose che non devi proprio mettere…

 

Tre sì per il calendario:

Scadenze e appuntamenti

Metti tutte le scadenze: pagamenti pianificati (assicurazioni, rate, etc.), rinnovi (abbonamenti e simili) visite mediche (ebbene sì, non scordarti di metterle!). Se hai già degli appuntamenti fissati, segnali fin da ora, l’importante è che abbiano una scadenza ben definita.

Ricorrenze

Segna i compleanni e le date che vuoi ricordare. Io amo avere un calendario a parte proprio per tutti i compleanni, anniversari e via dicendo. Se ti va eccone uno apposta per te!

Vacanze

Segna nell’arco dell’anno anche i tuoi momenti leggeri. Non occorre pianificare tutti i giorni di ferie da gennaio, ma già prevederne qualcuno aiuta!

 

Ma allora ti chiederai.. cosa non devo segnare?

Il progetto del prossimo anno

Se hai deciso che il 2019 è l’anno del famoso corso di chitarra… non scriverlo in calendario, così non funzionerà, scrivi piuttosto… “lunedì 14 gennaio, ore 10.00 ricerca corso chitarra”. Così lunedì 14 non resterà che passare all’azione. Metti in calendario solo azioni concrete e precise, che possano essere messe in atto e che ti porteranno alla realizzazione dei tuoi obiettivi.

I mille impegni di gennaio

Dopo il Natale si vuole sempre ripartire a mille! Quindi ecco che i giorni si riempiono di impegni, commissioni, cose da fare… quindi ne approfitto per ricordarti di prevedere sì una ripresa concentrata ed energia, ma anche soft. Rispetta i tuoi tempi, ma anche le pause. Anche se hai appena fatto qualche giorno di relax, tenere a mente il nostro bilancio energetico è fondamentale, proprio per non perdere il beneficio delle giornate di vacanza appena fatte!

I sassolini del 2018

Le cose che del 2018 non vuoi proprio sentir parlare. Ci sono cose che vuoi lasciar andare, bene, approfitta di questa grande opportunità di quest’anno e lasciale andare, fai in modo che non trovino posto nel calendario del nuovo anno.

 

E tu cosa hai segnato in calendario? Raccontamelo nei commenti!

Oddio, è finito il caffè!

Oddio, è finito il caffè!

E’ mattina presto, ti alzi. Sarà una giornata impegnativa, ci vuole proprio un buon caffè.

Prendi la moka, la riempi d’acqua e prendi il caffè. Apri lo stipetto e…

Oddio, è finito il caffè! Tragedia!

Ecco che la giornata è iniziata male, sicuramente ora non sarai brillante durante l’incontro con i tuoi clienti.

Potresti fermarti a prendere il caffè per strada, ma così devi allungare il percorso e sarai in ritardo…

E poi l’avevi detto tu che bisognava fare la spesa, ecco è sempre tutto sulle tue spalle, se non ci pensi tu… Devi proprio fare un discorsetto a chi di dovere sta sera, non si può andare avanti così!

Ti è mai capitato? Si parte da una sciocchezza e poi come panna montata tutto si ingrandisce e vedi solo nero, pare che ci sono solo difficoltà e imprevisti e soprattutto che capitino solo a te.

Beh, ogni tanto succede a tutti, di dimenticare di comprare il caffè, ma come possiamo vedere le cose in modo diverso ed evitare di rovinarci la giornata esplodendo per delle piccolezze?

Riflettiamo meglio sul nostro approccio

Sì, è vero il caffè è importante, ma dipende proprio da quello il fatto di essere o meno capaci di concentrarsi durante la giornata? Dipende dal caffè quanto le persone intorno a noi ci supportano? Se ci pensi, molte volte le cose dipendono dal nostro approccio, e da quanta importanza noi diamo al nostro obiettivo.

Se sei focalizzato su ciò che per te è importante, quello che accadrà attorno, verrà ridimensionato alla sua vera importanza.

Imparerai a non lasciarti trascinare dalle emozioni degli imprevisti, ma a farli accadere come parte di tutte le cose che succedono e che non ti distoglieranno dalla tua meta.

Questa di fatto è la “resilenza emotiva”. Si tratta proprio di essere capaci di far fronte agli imprevisti tenendo bene a mente ciò che è realmente importante. Anche se per una mattina non si prende il caffè, non cambierà il nostro mondo: i nostri affetti, il nostro valore saranno sempre i medesimi, quindi non occorre dare tanta importanza al fatto in sé. Considerarlo come importante equivale ad uno spreco di energia.

E per il caffè ti consiglio, quando stai aprendo l’ultima confezione, di completare l’azione mettendo nella lista delle cose da comprare la nota “caffè”.

Non c’è urgenza per il passo successivo e cioè quello di comprarlo. Avrai tutto il tempo nel quale consumerai l’ultima confezione e così non ricadrai nella situazione iniziale. D’altro canto non ti riempirai con otto confezioni di caffè perché “non si sa mai”.

Come sempre è questione di un pizzico di organizzazione, la nota giusta al momento giusto, così da scaricare la mente e mantenerla focalizzata sulle cose importanti e libera di accogliere le novità della giornata!

 

 

Energia a zero? Tre idee per gestirla meglio

Energia a zero? Tre idee per gestirla meglio

Ti sei mai trovato a metà giornata che sei già senza energie? E ti chiedi come arriverai a sera? Sei appena rientrato dalle vacanze e di colpo… è come se non ci fossi mai andato? 

Come mai?

Si tratta del bilancio delle energie. Non sempre ci si ricorda di tenerne conto, si parte in quarta pensando “ora faccio tutto!” Ed è proprio qui l’errore… bisogna mantenere la visione d’insieme delle cose e, oltre a programmare adeguatamente la giornata, fare anche il conto con le energie che volta per volta mettiamo in campo.

Ecco tre suggerimenti che possono ottimizzare l’uso delle tue energie e preservarti dal bruciare le tue energie come cerini al vento. 

Inizia con qualcosa che ti piace fare

Quando inizi a lavorare fai qualcosa che ti introduca al lavoro che dovrai fare nella giornata, fai qualcosa che ti piace, così inizierai senza “bruciare” troppa energia. E’ come se fosse un riscaldamento al lavoro.

Le pause sono importanti

Durante la giornata, non dimenticare le pause. Anche se al momento non ti pare di averne bisogno, poi ne sentirai la mancanza. Quindi scadenza sempre il tuo lavoro con delle pause. Non occorre siano lunghe, ma piuttosto che siano vere pause. Leggere le mail personali, cercare qualcosa in internet, fare un lavoro del proprio hobby non è una pausa. Alzarsi, fare due passi, prendere un caffè, fare due chiacchiere… queste sono pause.

Gratificati per il lavoro che fai

Regalati delle ricompense a lavoro finito. Anche qui, non occorre siano cose grosse o impegnative, è solo un modo per prendersi cura di sé e ricordarti che sei una persona che vale e che merita di gratificarsi per l’impegno dedicato al proprio lavoro!

E se questi tre suggerimenti ti sono piaciuti, segui #unminutoperme sui social. Ogni mercoledì un’idea, un piccolo suggerimento per non perdere il conto delle nostre energie, gratificarci e ricaricarci un po’.

Basta poco, basta anche un minuto ogni tanto! Raccontami anche tu cosa fai in #unminutoperme!

 

Decluttering estivo, il tempo

Decluttering estivo, il tempo

Il tempo dell’estate è un tempo magico, le giornate sono calde e lunghe e spesso le città si fanno deserte. E’ un momento nel quale è indispensabile rivedere i nostri ritmi, il nostro tempo. Vuoi per il caldo, vuoi per la stanchezza, siamo costretti a rallentare.

Ma questo è sempre un male? Io dico di no, perché è un’ottima scusa per fare un po’ di decluttering del nostro tempo, è, infatti, un’occasione per rivalutare ciò che facciamo nella nostra giornata.

E’ tutto importante?

Ci sono cose che facciamo solo per abitudine e che in verità sono una perdita di tempo? Come scoprirlo? Di solito in vacanza o quando le giornate non sono pressanti e di corsa, capita di cambiare la routine e di fare cose che fino a quel momento non si sono fatte:

  • fare attività diverse: una passeggiata in più, leggere un libro nuovo…
  • cambiare la colazione o provare un abbinamento a pranzo mai sperimentato
  • mettere un vestito che non avevi ancora messo quest’anno

Cosa ci insegna tutto questo?

Che siamo esseri dai mille colori e dalle mille opportunità, diamoci la grande occasione di cambiare qualcosa e rinfrescare la nostra giornata!

Elimina le cose che non hanno importanza e se proprio c’è qualcosa che devi fare e non ti piace molto, cerca di farlo in modo efficiente, senza sprecare tempo e poi gratificati facendo qualcosa che ti piace di più.

Approfitta della leggerezza dell’estate e rendi anche la tua giornata più solare e più adatta a te!