D’estate mi capita spesso di fare dei lunghi periodi fuori
casa, un po’ per le vacanze, un po’ perché mi sposto e non lavoro a Venezia, un
po’ perché cambio un po’ la mia routine per via del caldo… fatto sta che le
giornate sono sempre un po’ diverse dal solito, quindi le mie abitudini devo un
po’ cambiare.
Sì, tutto ciò che fai normalmente non trova più il suo
momento ideale e la sua sequenza. Magari solo il rito del caffè o la lettura
dei quotidiani, sia al lavoro sia a casa.
Credo però che questa sia una grande chance.
Ad esempio, questo è un ottimo momento per provare a fare
qualcosa di nuovo che di solito non fai e valutare se è davvero una buona
abitudine da prendere: cambiare la colazione o l’ordine delle cose che fai
lavorando.
I cambiamenti vanno sempre un po’ provati e quale momento
migliore se non quando già le cose sono diverse dalla normalità?
Quindi… ultimo compito a casa per le vacanze:
prova a fare qualcosa di nuovo e di diverso!
Una colazione migliore, un vestito diverso dal solito, un nuovo prodotto per la cura della casa, un nuovo programma per gestire un lavoro, un nuovo format per le tue riunioni, un nuovo modo per affrontare un vecchio progetto… scegli ciò che vuoi e che ti ronza in testa da un po’ e che non hai mai avuto il coraggio di provare!
Provalo intanto per un po’ di tempo, e se ti fa sentire meglio, allora… considera l’opportunità di cambiare la tua abitudine e aggiungere questa novità.
E tu cosa hai scelto di provare?
Forse avrai notato che il mercoledì nei miei canali social esce un post dal titolo #unminutoperme .
Da cosa nasce quest’idea? Dal fatto che a volte bastano solo pochi minuti di pausa per ricaricarsi un po’, per mettere il punto e ricominciare con uno slancio in più.
La nostra giornata è fatta di lavoro, di ore intense, ma anche di pause, di tempo per sé. Come sai a questo concetto tengo tanto, perché spesso ci si dimentica che la pausa vale tanto quanto il lavoro.
E se nel momento di lavoro si lavora, e intendo lavoro vero, focalizzato, produttivo ed efficace; in quello di pausa… ci si riposa. Non si fa un secondo lavoro (guardare le mail personali), non si perde tempo inutilmente (guardando i social a caso) non si salta la pausa perché in quel momento non si stanchi… poi il fisico chiederà il conto.
Ma la pausa non è solo quella lunga e cioè la pausa pranzo o il tempo per te, quando non lavori.
Esistono anche le “micropause”, quelle che fai per pensare a te, quelle che richiedono pochi minuti.
Queste sono quelle che chiamo #unminutoperme e che servono a fare il punto, a rimettere in ordine le priorità, a fare ordine mentale e non solo.
Significa ricordarsi di riposare gli occhi dal pc ogni tanto, ascoltare una canzone che ci piace per ricaricarci, pensare a cosa farai nella tua pausa lunga, ecco quindi il fatto di pensare al titolo del prossimo libro o alla mostra da vedere o alle vacanze da pianificare.
Vuol dire anche chiudere gli occhi un minuto e ascoltarsi o darsi nuova energia con un messaggio o una chiamata ad una persona cara.
Questi minuti danno qualità alla tua giornata e al tuo lavoro. Danno energia e positività alla tua persona, non resta che ricordarsi di metterli in agenda proprio come tutti gli altri, altrettanto importanti delle faccende di lavoro!
E il tuo minuto per te qual è?
Raccontamelo nei commenti, e lo aggiungerò nei prossimi post del mercoledì!
Oggi non sono riuscito a fare nulla, mi hanno interrotto in continuazione!
Ti capita mai di dirlo o di pensarlo? Ma le cose stanno proprio così?
Mi spiego meglio. Prova a pensare ad un ricordo di tanto tempo fa, ad esempio una cosa che ti è successa da bambino. Cosa ricordi?
Di solito ci rimane in mente un particolare ben definito, chiaro. Magari il colore di un vestito, un particolare di una stanza, magari una frase che qualcuno ci ha detto. Ma se poi pensi meglio al contorno della situazione non riesci a descriverlo. Non ricordi bene dove ti trovavi, con chi eri o quanti anni avevi.
In effetti ci ricordiamo solo le cose che hanno lasciato un segno, ciò che per noi è importante e che possiede un significato in positivo, il profumo di casa, o in negativo, il rimprovero dell’insegnante, ma molto spesso le sfumature nel tempo si perdono.
E così succede anche nella nostra vita quotidiana: se ti chiedessi cosa hai mangiato la settimana scorsa, probabilmente non te lo ricorderesti, riusciresti a ricavare l’informazione pensando a cosa hai fatto, dove sei stato, ma non necessariamente sapresti elencarmi tutti i pasti. Se invece la settimana scorsa c’è stato un pranzo importante, una festa, una ricorrenza, tutto sarebbe più facile.
Dove voglio arrivare?
Al fatto che, anche nella quotidianità, la percezione del tempo dipende da quanto una cosa ci emoziona, in positivo o in negativo.
Così, se ti chiedessi quante volte sei stato interrotto al lavoro, potresti dirmi “tante”, se questo ti ha molto infastidito, perché magari stavi cercando di lavorare in modo continuativo, o potresti dirmi “poche” se magari il lavoro era noioso e quelle interruzioni hanno dato un po’ di colore alla giornata.
Quindi… quello che ti suggerisco oggi è: annotale.
Per un giorno crea la tua lista #distratting!
Tutte le volte che qualcosa ti interrompe, segnalo
nell’elenco e se puoi aggiungi anche il tempo delle interruzioni.
Poi a fine giornata scorri la lista e somma il tempo: quanto tempo hai realmente impiegato in queste distrazioni? In queste perdite di tempo?
Potresti scoprire che sono meno di quelle che pensi! Potresti anche scoprire che alcune cose che ti distraggono sono cose che ti fanno piacere e che devi solo pianificare meglio nella tua giornata: il collega che ti chiede aiuto non è per te un peso, ti fa piacere poter condividere la tua esperienza, ma non ti piace che ti venga chiesto in momenti casuali della giornata.
Ricordati anche che alcune interruzioni non sono eliminabili: il postino che arriva quando deve.
Quindi, ricapitolando, di che natura sono le interruzioni?
Se sono “tempo perso”, ora sai quante sono e quanto tempo ti
rubano. Questo è il primo passo per eliminarle. Usi i social per lavoro e poi
perdi un’ora a guardare gli ultimi post? Datti un tempo per navigare 😉
Se non sono tempo perso, sono gestibili. E qui, intervengo io, aiutandoti ad organizzare meglio il tuo tempo. Se imparerai a gestire bene le mail, non interromperanno il tuo lavoro. Così si può evitare che il tuo ufficio sia un continuo andirivieni di colleghi impostando una buona comunicazione di informazione nel gruppo di lavoro.
Ma, ricorda, il primo passo è sempre la consapevolezza.
Quindi crea la tua lista #distratting e inizia a vedere se veramente la tua percezione corrisponde alla realtà e verifica di quanto tempo si tratta.
Poi… impariamo a gestire meglio il tuo tempo insieme!
Se ti dicessi che pianificare non significa avere tutto ordinato
e in una perfetta sequenza, mi prenderesti per matta?
E invece è proprio così, creare un piano di lavoro non
significa solo avere tutto in ordine e perfetto, o almeno, non è questo il primo
passo.
Il primo passo è confusione, è libertà di idee, è saper
volare alto, è considerare tutti i punti di vista. Di fatto è brainstorming.
Un buon progetto funziona se è chiaro il tuo obiettivo, perché lo fai e cosa significa per te.
Se non hai chiaro tutto questo al primo momento di
incertezza cambierai strada, salterai una parte o metterai in dubbio il tuo
piano di azione.
Quindi il primo passo è definire l’obiettivo. E per
definirlo al meglio devi farti mille domande sul perché, su cosa significa e su
tutte le sue sfaccettature.
Si tratta per l’appunto di un brainstorming e di un’analisi
del proprio pensiero, senza giudizio e senza barriere.
E proprio perché si tratta di pensiero non è necessariamente
lineare, non è ordinato e soprattutto ha i suoi tempi.
Quindi la riflessione è: hai definito chiaramente il tuo obiettivo?
Hai dato modo alla tua mente di capirlo chiedendoti perché lo
vuoi raggiungere e cosa significa per te?
Hai dato alla tua mente il tempo di digerirlo e accettarlo?
Bene, se hai fatto questo, hai definito la tua stella polare e verso quella, e verso nessun’altra, dovrai puntare.
Una volta chiarito il tuo obiettivo, la tua stella polare, il
mio consiglio è di tenerlo sempre a portata di mano o a vista.
Puoi ad esempio scriverlo nero su bianco all’inizio del quaderno che userai per quel progetto, oppure appenderlo alla parete. Può anche essere molto utile raccogliere delle frasi che ti aiutino a riassumere il concetto e a motivarti.
Se invece sei una persona visiva puoi creare un insieme di immagini e visualizzarlo.
Non ha importanza come lo realizzi, l’importante è sia
sempre con te per portarti sulla retta via.
Punta alla tua stella polare!
Il tuo luogo di lavoro è il posto dove passi la maggior parte delle ore della tua giornata. Quindi non credere di perdere tempo se lo riordini o se lo fai diventare come ti piace, anzi, se quando ci entri pensi che sia un posto piacevole e dove ti senti proprio te stesso… beh, stai aiutando la tua concentrazione e la tua produttività!
Allo stesso modo alleggerirlo di tutto ciò che non è lavoro, ti fa lavorare meglio! Già, il tuo luogo di lavoro non è il salotto di casa, non è il posto dove fai anche ginnastica. Evita le distrazioni, lascia fuori ciò che ti rende difficile lavorare.
Non può poi mancare una piccola nota di sostenibilità verso il nostro “corpo” di lavoratori, come ti raccontavo in questo post: tieni la superficie di lavoro libera, fai in modo che ci sia quanta più luce naturale possibile, ma non diretta, cambia l’aria e tieni una temperatura gusta.
Il tocco in più che mi piacerebbe aggiungessi oggi è un elemento leggero e divertente che non deve esserci sempre, ma di tanto in tanto, quando ne hai bisogno. Un elemento che ti faccia lavorare a cinque sensi. Ad esempio?
Ad esempio, un profumo, un’essenza.
Lo sai che il nostro olfatto è uno dei sensi più arguti? Ti capita mai di sentire un odore per strada e… bam! Come per magia, il ricordo è affiorato in un nano secondo! Eh, sì l’olfatto è una delle nostre memorie più forti.
Quindi perché non usarlo per rendere il tuo lavoro un po’ più allegro, un po’ più tuo, e sicuramente più motivante?
Armati dunque di candele profumate se vuoi un ufficio un po’ più hygge, o di un buon diffusore con un’essenza agli agrumi o alla menta se vuoi un po’ di sprint in più!
Provalo e poi raccontami come va 😉