Hai sempre voluto organizzare una cena perfetta e poi.. non hai coraggio di farlo? Oggi troviamo passo passo la soluzione!
E’ bellissimo incontrarsi e all’ultimo minuto decidere di fare una cena tutti insieme. In questo caso saranno utilissime le scorte del nostro freezer, ad esempio un ragout o una zuppa pronti all’uso, e anche le mitiche conserve sottovuoto e magari un po’ di pesto fatto in casa… ma non è questo quello che intendo. Quello al quale sto pensando è un pranzo o una cena che da tanto desideri organizzare per quella coppia di amici, per i tuoi genitori che devono venire a vedere la tua casa nuova e perché no.. anche per festeggiare una ricorrenza.
Veniamo al dunque e consideriamo un passo alla volta tutti gli aspetti.
Gli invitati: quanti sono? Conosci i loro gusti alimentari o se hanno qualche intolleranza o allergia? Pensa a questi dettagli e fai mente locale.
Il menù: in base alla stagione pensa un po’ a cosa ti piacerebbe preparare e butta giù un po’ di idee.
Poi incrocia queste informazioni e quelle relative ai tuoi invitati e crea il menu. Ti do qualche consiglio pratico in più: se hai tante persone, evita di fare piatti che richiedano una lunga preparazione dell’ultimo minuto. Ad esempio dei cestini di grana per l’insalata da servire caldi, che richiedono cinque minuti ciascuno per essere fatti, vanno benissimo se si è in due o in quattro, ma, a meno che tu non sia un chef, eviterei di farli per una cena di dieci, quindi persone.
Seconda idea: io cerco sempre di avere almeno un piatto pronto in anticipo. Se scegli bene le portate vedrai che almeno una e forse due possono essere pronte prima. Quindi se vuoi fare un risotto, magari pensa ad un secondo che dovrai solo scaldare. Se vuoi fare una tagliata, magari servi prima delle torte salate o un primo al forno. Il fatto di doversi concentrare sulla preparazione di poche portate e non su tutte renderà la gestione più semplice… e potrai anche stare di più con i tuoi ospiti, che è il bello di cenare insieme!
Considera infine che può far piacere agli ospiti aggiungere un dolce o portare qualcosa, quindi coordinati con loro per definire al meglio anche questo dettaglio.
Una volta definito il menù prepara la lista della spesa.
Fai attenzione a inserire tutti gli ingredienti, e se pensi di avere in casa quei 100 g di Farina 0 che ti servono: controlla!
Non scordare il vino, anche quello va abbinato al menù. Se non te ne intendi fatti consigliare da chi ne sa di più.
Bene, ora che hai definito chi inviterai ed il menù, pensa a come vuoi preparare la tavola e fai mente locale se per caso la tovaglia che vuoi usare è pulita o ancora da lavare. Se sei una persona artistica pensa anche ad un possibile centro tavola, altrimenti, va bene lo stesso!
Il momento si avvicina e due o tre giorni prima è ora di cominciare la preparazione.
Due, tre giorni prima puoi: sistemare casa, se necessario, e fare la spesa.
Il giorno prima potrai poi preparare i piatti in anticipo. Quelli che il giorno stesso dovranno essere solo riscaldati o serviti.
Il giorno stesso non ti resterà che:
- preparare la tavola;
- mettere in fresco il vino o lasciarlo respirare;
- preparare la cucina in modo da essere pronta alle preparazioni dell’ultimo. Cosa intendo? Che se prepari già gli ingredienti nella giusta quantità e li disponi pronti sul piano di lavoro, e fai le preparazioni come tritare, sbucciare, tagliare a cubetti e via dicendo, poi anche le preparazioni al momento saranno più veloci ed efficaci.
Che te ne pare? Vedi che con una semplice pianificazione, anche una cena può essere gestita al meglio. Non ti resta che goderti la cena e i tuoi ospiti!
E tu, hai qualche idea da condividere? Scrivilo nei commenti.
Perché ogni tanto sembriamo il coniglio bianco di Alice, sempre di corsa e con l’affanno? Sì, lo ammetto, anch’io ogni tanto sono in ritardo. Capita di avere un imprevisto o di fare male i conti e tardare di cinque minuti. Ma lo stesso vale anche per la mezz’ora? Io ho dei carissimi amici per i quali è normale arrivare mezz’ora dopo. Ormai ci si scherza su e spesso capita di dire un’ora sbagliata pur di non dover aspettare troppo. Lo so, non è una bella cosa, ma il punto è… perché siamo in ritardo?
Perché gestiamo male il tempo.
C’è poco da girarci intorno: gestire male il tempo ha i suoi svantaggi. Significa non aver modo di affrontare un imprevisto: se non calcolo bene i tempi e arrivo al negozio quando è chiuso, non potrò fare la mia commissione. Se sbaglio i tempi e arrivo tardi in stazione, perderò il treno. Pare scontato, vero? Sì perché il ritardo di solito non sia accumula su queste cose, quanto piuttosto su altre faccende.
Già, perché si sa bene cosa significa perdere un aereo a biglietto già comprato, o non aver fatto la spesa a supermercato chiuso, ma se queste considerazioni sono vere, per un principio transitivo sembra che arrivare tardi ad un appuntamento non crei conseguenze.
Ma è davvero così? L’amico che ti attende a cena una mezz’ora non avrà davvero conseguenze sulla nostra serata? Non potrebbe invece voler dire che i ritardi di questo tipo sono sinonimo di non dare sufficientemente importanza al tempo degli altri e di non rispettare anche le loro esigenze?
Che sia il treno o l’amico, impariamo a gestire al meglio il nostro tempo. Ma per farlo bisogna capire cosa non funziona. Anche qui la risposta è diretta:
Vanno considerati tutti i fattori.
Se vuoi fare la pizza occorre acqua, farina, lievito, olio e sale. Ok, se dimentichi il sale sarà solo cattiva, ma senza lievito, proprio non funzionerà.
Ed ecco che se non tengo conto che il mezzo che mi porta alla stazione ci mette sì 15 minuti, ma che se lo perdo ne aspetto altri 15 e quindi non sarò in stazione in tempo, equivale a dimenticare il lievito. Quindi sarà meglio arrivare 5 minuti prima alla fermata, quei cinque minuti sono di fatto il mio lievito. Se poi con me non avrò il libro da leggere in viaggio, pazienza, avrò la pizza senza sale e cioè un viaggio un po’ più noioso.
Un’altra importante ragione che porta ad essere in ritardo è non avere una corretta percezione del tempo. Il famoso “un minuto ed esco” e poi sei in strada venti minuti dopo. Non basta quindi calcolare solo i tempi di movimento, cioè quelli per raggiungere il posto nel quale dobbiamo recarci, ma anche il tempo per concludere quello che stiamo facendo e per prepararci ad uscire. Se vogliamo uscire di casa alle 5, non potremmo pensare di farlo alle 4.55 se dobbiamo chiudere tutti i balconi, spegnere il pc e via dicendo.
Calcoliamo quindi i nostri tempi di movimento, di preparazione e dulcis in fundo anche quelli esterni, che non dipendono da noi: se andiamo in macchina all’ora di punta ci metteremo sicuramente di più che alla mattina presto.
Sono tutte piccole considerazioni, ma fai attenzione, sommale tutte e capirai il perché di tanto ritardo.
Ecco, così facendo potrà solo capitare l’imprevisto, ma questo succede una tantum e solo in questo caso potrai avvalerti del tuo… quarto d’ora accademico!
Come è andata l’estate? Riposato? Divertito? Sei pronto per affrontare i prossimi mesi pieno di energia e di idee? Eh già perché l’estate porta con sé un sacco di buoni propositi e di idee per l’autunno. Ma spesso e volentieri queste idee si perdono nel nulla o cadono dopo poco… come mai? Perché non si ha mai tempo, perché lo farò un giorno e per mille scuse. La verità è che..
Manca un piano d’azione!
Ecco cosa faremo oggi: creeremo il tuo piano d’azione per il tuo nuovo progetto! Così non svanirà come una bolla di sapone, ma si concretizzerà sul serio. Impareremo a gestire il nostro progetto nel tempo.
Prima cosa: fissa l’obiettivo.
Cosa vuoi portare a termine? Qual è il tuo obiettivo? Dai un nome al tuo progetto che aiuti a tenere a mente cosa vuoi ottenere.
Seconda cosa: crea la motivazione.
Perché vuoi portare a termine questa cosa? Scrivi la ragione per la quale questa è una cosa importante per te e perché lo vuoi fare. Non mollare, metti tutto nero su bianco.
Terza cosa: Premiati.
Ok, non ora, ma definisci fin da ora la tua ricompensa: cosa ti regalerai a progetto ottenuto? Prendi carta e penna e annota ciò che desideri.
Bene, ora è tempo di capire come portare a termine il proposito. Ti sembra irraggiungibile? Non ti preoccupare e ricorda che le cime delle montagne si raggiungono a piccoli passi. Scomponi la tua idea in passi minori e concreti. Cosa intendo? Ti faccio un esempio: voi tornare in palestra? (ndr: progetto “gym”, motivazione “ho voglia di farmi nuovi amici e comprarmi dei super jeans stretch”) Ottimo! Cosa devi fare per mettere in pratica il tuo obiettivo? Probabilmente dovrai iniziare a trovare la palestra, quindi la dovrai contattare, chiedere informazioni e quindi scegliere l’attività che fa per te. Dovrai poi decidere quando andare e segnare in agenda l’appuntamento, così da tenere quel tempo libero da altri impegni. Infine dovrai vedere se hai pronte le cose per la palestra o provvedere a qualche piccolo acquisto. Vedi come l’obiettivo “gym” che pare una montagna invalicabile si è diviso in tanti piccoli step. Ognuno è più piccolo e quindi più affrontabile e allo stesso tempo, uno dopo l’altro ti condurranno al tuo obiettivo!
Quindi quarta cosa: crea la lista dei tuoi passi, delle tue azioni concrete.
E soprattutto metti la prima nelle cose da fare, così.. detto, fatto il progetto si concretizzerà in un baleno! Definisci per ogni step una scadenza, e crea la tua to do list temporale, cioè a fianco a ogni punto metti una data e segna nel tuo calendario le tue scadenze. Lunedì, telefonare palestra e chiedere informazioni, mercoledì, conferma corsi da seguire, venerdì shopping e lunedì prossimo, si comincia!
Per aiutarti, ti ho preparato uno strumento concreto: colora una stella per ogni passo completato!
E se nei vuoi uno ad hoc, perché non mi chiami? Scrivimi e troveremo il tuo piano d’azione su misura!
Basta sprecare tempo e idee.. è ora di rendere concreto il tuo buon proposto!
Ma come mai quando torniamo da un viaggio le valigie sono sempre così piccole e non ci sta tutto quello che ci stava all’andata?
Sarò molto pragmatica, di solito le ragioni sono due.
La prima è che quando l’abbiamo preparata non abbiamo tenuto conto della famigerata regola dei ¾. Ti starai chiedendo che mai può significare.. in breve, non va riempita fino all’orlo, perché quando partiamo è tutto impacchettato e ben sistemato e poi, quando siamo in vacanza, la rifacciamo alla rinfusa e di solito con cose che abbiamo spiegazzato e usato. Ma ormai, seguendo i principi di onestà, elasticità e fiducia, non ci sono più problemi a riguardo 😉 .
Per evitare che anche il rifare la valigia sia uno stress, ecco qualche idea: quando hai usato qualcosa e sai che non ti servirà più, piegalo già e mettilo sul fondo della valigia. Non occorre piegarlo bene, puoi arrotolarlo o semplicemente piegalo al volo (io giro le cose a rovescio e, per le maglie ad esempio, le piego in quattro). Ma già lasciando le cose sotto, si schiacceranno un po’ tornando al volume originale. Io non uso sacchetti per le cose sporche, perché di solito a fine vacanza sono la maggioranza delle cose, quindi piuttosto, metto da parte quelle pulite!
Lo so.. ti pare noioso lavorare anche in vacanza, ma ti do un’ottima ragione per usare ancora una volta la tua valigia al meglio, del resto.. è sempre il tuo mezzo preferito per vivere la vacanza 😉
Se man mano che usi le cose le metti anche via, alla fine non avrai lo stress di fare la valigia e soprattutto non te le dimenticherai in giro! Pare ovvio, ma alzi la mano a chi non è capitato di scordare una sciarpa o una camicia da notte, perché non era sottocchio al momento di fare la valigia per il rientro.
Seconda cosa, proprio per questo motivo, io cerco di creare delle piccole routine. Mi servono soprattutto nei viaggi durante i quali cambio tanti posti, tante stanze d’albergo o tanti rifugi. In cosa consistono? Ad esempio le cose del beauty, dopo averle usate le rimetto al loro posto e idem il caricatore del cellulare. Quanti ne ho lasciati attaccati alle prese! E quante preziose boccette di bagno schiuma, dimenticate in doccia 😉 Così, imparando dagli errori, cerco, una volta finito di usare le cose, di sistemarle.
Veniamo quindi al secondo motivo per il quale la valigia pare di una taglia più piccola: i souvenir.
Tasto dolente, ma solo in apparenza. Anche sta volta la verità è semplice: se sono troppi, non ci staranno mai. Sì, è giusto avere dei ricordi delle vacanze, ma non valgono gli acquisti a caso, ad esempio solo perché hai visto quelle cose per tutti i giorni della tua vacanza. Quando compri qualcosa, pensa già a dove lo metterai in casa e se ti piace veramente. Non acquistare solo seguendo l’onda della vacanza.
Io ad esempio amo portare con me prodotti tipici, ma anche quelli a volte non sopportano il viaggio, quindi è un peccato rovinarli, meglio gustarli sul luogo… Quindi, ancora una volta sii onesto con te stesso e chiediti: mi piace? Lo userò?
In caso contrario, sono certa che non occorre ricordarti che vivere la tua vacanza, con i suoi sapori, odori, esperienze.. quello sarà il tuo vero souvenir perché comunque ritornerà con te, leggero e pieno di energia, nei tuoi ricordi.
Se hai deciso cosa portare con te in vacanza.. sei a metà dell’opera. Ora devi solo scegliere la valigia giusta e impacchettare tutto al meglio. Un’altra impresa impossibile? Vedrai che anche questo diventerà un gioco da ragazzi!
Ti ho già raccontato come scelgo cosa mettere dentro, ma non ti ho detto che di solito comincio qualche giorno prima e dispongo tutte le cose su un piano: il letto, il divano o una qualsiasi superficie che non uso per un po’. Metto tutto lì, in modo da controllare tutti gli abbinamenti e magari controllare anche se ho scordato qualcosa.
Poi, la sera prima della partenza procedo con l’impacchettamento, che però è diverso a seconda del tipo di vacanza che sto per fare.
Mi spiego meglio…
Se sto per andare in un posto dove rimarrò per un po’ come un appartamento, un hotel o comunque un posto dove so che disfarò la valigia e potrò riporre le cose sui piani e nei cassetti, allora userò il metodo “classico”: sul fondo della valigia pantaloni, giacche, nella parte alta maglie, magliette e negli spazi ai lati della valigia metterò scarpe, intimo e accessori. In questo caso io non uso sacchetti o divisori perché cerco di sfruttare tutto lo spazio disponibile. Nel mio profilo Pinterest puoi trovare tante idee di come impacchettare al meglio le cose.
Per questa valigia va benissimo sia quella morbida che quella rigida, l’importante, a mio avviso, è che abbia le rotelle! Queste valigie infatti sono spesso risultano molto pesanti e quindi cerca di pensare fin da subito anche a come farai a trasportarle.. e soprattutto scegli una valigia che potrai gestire e portare in giro da te (che significa anche alzare, non solo trascinare), quindi comunque non sceglierla troppo grande o scomoda, come i borsoni giganti, soprattutto se la forza non è il tuo forte.
Qualche piccolo accorgimento in più:
- I vestiti possono essere schiacciati nelle borse sottovuoto della Domopack.
- Le scarpe vanno messe rigorosamente nei sacchetti, magari una contro l’altra e utilizzando lo spazio interno per i calzini.
- Se hai tante magliette con il collo, fai una pila dove inverti alto e basso, così da avere uno spessore uniforme.
- Attenzione ai tessuti delicati che tendono a scivolare, intervallali agli altri, così da non farli sgualcire.
- Se pieghi le giacche solo con le maniche sul corpo e poi a metà, occuperanno lo spazio in modo più uniforme, piuttosto che piegandole con il metodo classico della camicia.
- Le cose possono essere arrotolare, così si stropicciano meno, es. le magliette di cotone, i pantaloncini etc..
- L’intimo è un ottimo tappabuchi!
Se, invece, sto per fare una vacanza itinerante, dove non avrò la possibilità di disfare la valigia ogni giorno, allora sarà tutto diverso. In questo caso divido gli abiti per tipologia: magliette con magliette, pantaloni con pantaloni e ad ognuno assegnerò un sacchetto diverso. Se poi non ho tante cose allora farò un sacchetto con le cose che uso di giorno ed uno con le cose della sera, uno con tutto l’intimo e uno con gli accessori. E’ importante per questo tipo di valigia che tutto sia contenuto in un sacchetto, che tu lo riconosca facilmente e che non ci siano cose sparse, perché così potrai trovare tutto facilmente.
In valigia metterò quindi i vari pacchettini e aggiungerò uno zainetto o una borsa dove, di volta in volta, metterò solo le cose che mi servono, scegliendole dai sacchetti, così in macchina rimarrà la valigia grande e io prenderò solo lo stretto necessario. Per questo tipo di viaggio vanno meglio le valigie morbide, che nel bagagliaio si adatteranno meglio agli spazi. Attenzione però che siano facili da aprire senza essere tirate fuori del tutto!
Qualche consiglio in più:
- Scegli sacchetti di colori diversi che ti ricordino cosa c’è dentro.
- Non farli diventare troppo grandi, piuttosto suddividi le categorie.
- In valigia cerca di lasciare sopra le cose che penso che userò per prime. Quindi, se sto andando al mare, le cose pesanti che ho portato via solo per sicurezza staranno sul fondo, costumi, magliette e pareo invece saranno in alto.
- Anche in questo caso le scarpe avranno il loro sacchetto dedicato, uno per paio.
- Porta un sacchetto in più che ti servirà per le cose sporche.
Come vedi, io non uso lo zaino, a meno che non debba stare via solo pochissimi giorni, perché è più complesso da riempire e non è facile da gestire se è necessario prendere una cosa all’ultimo momento senza stropicciare tutto. Però.. come sai, vado spesso in montagna.. e allora sì che serve lo zaino, ma questa è un’altra storia e, non ti preoccupare, ne parleremo presto!
Continua a seguirmi la prossima volta vedremo come gestire la nostre valigie anche durante le vacanze!