A settembre mi iscrivo in palestra
Voglio assolutamente fare un corso di pittura
Ora compro l’App per imparare meglio l’inglese
Chi non ha mai pensato che nell’autunno avrebbe iniziato un corso o ripreso qualche sport lasciato in sospeso dall’estate?
Eh, già. E quanti di questi buoni proposti sono poi caduti come le foglie in autunno? Ti sei mai chiesto perché?
La risposta è più semplice di quanto si crede: la questione sta negli obiettivi.
Mi spiego meglio: capita di mettere in agenda troppi corsi, tanti progetti o di scegliere corsi che sono lontani dai nostri veri desideri e dalle nostre reali esigenze.
Ho pensato quindi di proporti un breve esercizio.
Armati di carta e penna che si comincia!
- Scrivi 10 obiettivi che vuoi raggiungere da qui a fine anno.
- Per ognuno di questi scrivi perché lo vuoi fare. Scrivi una frase in meno di 30 secondi per ciascuno.
- Ora con calma rileggi la lista. Se non hai trovato un perché in tempo o se non lo ritieni sufficientemente valido, eliminalo.
- Di quelli che rimangono scegline 3.
- Scrivi poi i pro e i contro di questi obiettivi.
- Se i contro sono maggiori dei pro, cancella l’obiettivo.
- Se invece sono maggiori i pro, dai un voto da 1 a 10 per l’importanza sia ai pro sia ai contro.
- Fai la somma dei pro e dei contro e poi la sottrazione dei pro meno contro. Dovrebbero essere maggiori i pro vero? Se così non fosse… l’obiettivo va eliminato!
- Metti in scala i tuoi tre obiettivi in base al risultato che hai ottenuto.
- Ora ne hai uno solo in cima alla lista, inizia da quello!
L’esercizio che ti ho proposto è utile a stimolare la riflessione con te stesso per capire cosa vuoi fare, come vuoi impiegare il tuo tempo. Spesso e volentieri i propositi di fine estate rimangono tali perché non sono fortemente motivati. O anche semplicemente perché sono troppi. O perché la loro realizzazione non viene correttamente pianificata.
Lo scopo quindi dei punti che hai affrontato sopra è proprio quella fare una selezione dei nostri obiettivi in parte istintiva in parte ragionata per avvicinarli al nostro stile di vita e a ciò che desideriamo veramente per noi. Centrando gli obiettivi potremmo poi fare il vero primo passo per la loro realizzazione.
Il fatto poi di metterli in ordine di importanza ti farà capire che intanto si inizia da una cosa e la si fa dall’inizio alla fine. Anche questo è importante perché dà soddisfazione e motivazione per passare al secondo punto!
Direi che non resta che mettere in pratica l’obiettivo in cima alla lista!
Non sai da che punto iniziare? Segui i consigli che ti ho lasciato in questo post o chiamami! Troveremo insieme la tua strategia!
Un po’ di tempo fa ho letto un’articolo che mi ha colpito. Molto in sintesi sottolineava come spesso le nostre insoddisfazioni sono collegate a delle aspettative mal definite. Certo, quando ci si pone un obiettivo e non lo si raggiunge la cosa diventa demotivante e frustrante. Ma, fai un passo indietro: quali sono le tue aspettative?
Sei sicuro di aver messo come traguardo il giusto obiettivo?
Capita a volte di fare male i conti, di puntare a cose che non danno la soddisfazione che pensiamo. Capita anche di puntare troppo in alto o anche troppo in basso. Gli obiettivi sono una cosa seria e non è facile definirli correttamente.
Quello sul quale vorrei farti riflettere oggi è proprio questo: visto che durante le vacanze capita di pensare un po’ a tutto e di fare il punto della situazione, ti chiedo.. quali sono le tue aspettative?
Sono giuste? Approfitta di questo periodo per eliminare tutto quello che non merita la tua energia e il tuo tempo e piuttosto, aggiusta la rotta per raggiungere il tuo obiettivo!
Ci sto pensando proprio perché in questo periodo pianifico l’autunno e le prossime attività e anch’io ho dovuto riprendere in mano idee, progetti di inizio anno e ricalibrare le attività. Penso sia una bella opportunità per crescere e per coltivare la nostra felicità e per questo ho deciso di condividere con te quest’esperienza.
Ogni tanto è necessario fare il punto e orientare meglio la bussola.
Pensaci un po’ su, approfittane, e datti le giuste aspettative!
Agosto mese leggero, parliamo di decluttering! E proprio per questo voglio parlarti di un aspetto del viaggiare leggero, della serie “solo bagaglio a mano”.
Come probabilmente saprai, se mi segui su Instagram, sono un’appassionata di montagna e spesso mi capita di dormire fuori per bivacchi o rifugi. E per questo il “must” è zaino leggero!
Una delle cose che più mi chiedono le persone in merito allo zaino è “come fai ad avere un beauty così piccolo?” In effetti nei bagagli il beauty occupa molto spazio…
Allora vorrei farti fare una prova!
- Scegli dei contenitori piccoli, da aereo, da 5, 10, 15 ml perle creme e da 50, 100 ml per i detergenti.
- Riempili con le creme che usi di solito e con i vari detergenti: shampoo, bagnoschiuma etc.
- Prova a vedere quanto tempo durano, segna i giorni sul calendario.
Vedrai che con questo piccolo trucco scoprirai che per alcune cose bastano davvero contenitori piccoli anche per svariati giorni.
Così facendo la prossima volta che prepari il beauty case per il prossimo viaggio, potrai usare quei contenitori e saprai già per quanto tempo di basteranno. E se un paio non bastano, raddoppia solo quelli.
Poi basterà usare qualche piccolo trucco, come trovare una spazzola e uno specchietto un po’ più piccoli, e il beauty case compatto è fatto!
Vedrai che anche il tuo non sarà più così ingombrante, e con poco sarà leggero e con il giusto contenuto.
Provaci e fammi sapere come è andata!
In ecologia la buffer zone è una zona cuscinetto, tra un’area protetta e un’area di sviluppo, una zona di passaggio nella quale le due realtà si mischiano. E così la mia mente ha pensato al parallelismo tra la il momento in cui lavoriamo e il momento nel quale siamo nella nostra vita privata. Tra le due c’è la nostra buffer zone.
Questo è uno spazio virtuale e fisico spesso non utilizzato consapevolmente che invece può tornare molto utile. Ma prima di capire come usarlo, cerchiamo di capire meglio cos’è.
E’ il tragitto che fai per andare a casa da lavoro e viceversa, è il momento in cui sistemi le cose del tuo ufficio in casa e ti dedichi alle tue cose personali, è il momento nel quale pianifichi un aperitivo con gli amici prima di tornare a casa.
Non è però il momento nel quale prendi i tuoi bimbi da scuola, o il momento nel quale sei in palestra, perché queste attività fanno già parte delle occupazioni del tuo tempo non lavorativo.
Vorrei farti capire bene cosa intendo perché, come ti dicevo, spesso è un tempo non sfruttato e non vissuto con consapevolezza.
E’, di fatto, lo spazio fisico e virtuale che separa il momento lavorato da quello personale e viceversa.
Perché è tanto importante?
Perché puoi usarlo per tante cose che ti sono utili sia nel tuo lavoro, sia nella tua vita personale:
- E’ un ottimo momento per fare mente locale. È il momento nel quale, chiusa la lista delle cose da fare in un ambito, si prende in mano quella dell’altro. Hai appena chiuso l’agenda con la programmazione per domani e riprendi in mano la lista delle commissioni di casa. Esci di casa e ricapitoli gli appuntamenti del giorno. È un momento quindi nel quale fai staccare la tua testa da un ambito e la metti nell’altro. Se lo fai con questa consapevolezza puoi chiudere molto meglio il tempo lavorato e dedicarti a quello personale e viceversa.
- Può essere un momento per svagarsi. Perché nel viaggio casa lavoro non ascolti un audio libro, non leggi o non senti un podcast? Può essere un buon momento per alleggerire la tua mente, fare una cosa che ti piace e caricarti un po’.
- Può essere un momento di riposo, nel quale non fai nulla, ma ancora una volta basta che tu sia consapevole di questo e cioè che stai usando la tua buffer zone per il tuo relax mentale.
- Può anche essere un momento organizzato, nel quale pianifichi le commissioni da fare e ciò che farai nel tempo successivo pensando al percorso migliore per compierne il maggior numero.
Qualunque attività tu scelga nella tua buffer zone, fallo consapevolmente, sfrutta al meglio questo momento, avrai una marcia in più nell’attività che segue, al lavoro o nel tuo tempo personale, perché avrai avuto modo di fare mente locale, di riposarti, di ricaricarti o di alleggerirti di quale commissione.
E tu come usi la tua buffer zone?
Molto spesso le persone con le quali lavoro mi chiedono consigli su come organizzare il proprio archivio. Oggi voglio parlarti proprio di questo, perché prima delle vacanze è molto importante sistemare le ultime cose e archiviare il necessario.
Vorrei però essere un po’ più specifica e parlarti del tuo archivio fisico, cioè dove metti via le cose perché spesso mi capita di vedere due situazioni opposte:
- faldoni enormi contenenti solo poche pagine
- cartelline straripanti di mille informazioni
Le prime occupano molto posto, inutilmente, le seconde diventano difficili da gestire: non si chiudono bene, scappa qualche foglio, non è facile utilizzare il materiale all’interno perché non si riesce a sfogliare comodamente.
La risposta al perché si generano queste situazioni di solito è che si pensa l’archivio in modo statico e non dinamico.
L’archivio di lavoro è un’entità viva che deve crescere e cambiare secondo le nostre esigenze. Quindi se inizialmente si pensa a una soluzione, bisogna essere anche elastici, se necessario, a cambiarla.
Perché ti dico questo proprio ora?
Perché se non presti attenzione a quest’aspetto, ora che stai sistemando le cose prima delle vacanze, potresti incorrere in due errori frequenti: archiviare alla bene e meglio le cose nella prima cartellina che ti capita sotto mano, magari scoprire di non avere più posto sullo scaffale e decidere di metterla altrove; poi, al rientro delle vacanze, non ricordare più dove avevi deciso di archiviare i tuoi documenti.
La seconda cosa che capita spesso è cercare di far entrare qualcosa in una categoria già presente nell’archivio per la pigrizia di non aggiornare faldoni ed etichette e, ancora una volta, non ritrovarlo più dopo il sano black out delle vacanze.
E poiché un elemento archiviato male, è un elemento perso, fai in modo di alleggerire la tua mente.
Ecco tre semplici e utili idee:
- fai in modo che il tuo archivio sia flessibile: usa delle cartelline inizialmente piccole, ma a seconda delle esigenze, fai in modo di poterle sostituire con dei faldoni più grandi;
- crea delle etichette che possano essere modificate, aggiornate, in maniera chiara e ordinata;
- lascia dello spazio nei ripiani dove crei l’archivio, così sarà più semplice implementarlo in modo ordinato.
Se sei in chiusura estiva, approfitta, fai un passo in più e chiudi bene i tuoi lavori, archiviando il necessario in modo flessibile, logico e ordinato, poi avrai un pensiero in meno al rientro delle vacanze!
E se non sai da dove cominciare… perché non chiamarmi? Sono pronta ad aiutarti a trovare il tuo metodo!