Utili tradizioni

Utili tradizioni

A capodanno ci sono tante tradizioni: il vischio, la frutta rotonda, l’intimo rosso, le lenticchie… e anche il buttar via qualcosa di vecchio.

In alcune zone del sud si usava proprio lanciare i cocci dalle finestre per scacciare simbolicamente il male, ma senza arrivare a questi estremi che possono causare incidenti, cogliamo la palla al balzo e sfruttiamo questa tradizione: eliminiamo qualcosa che non ci serve più, che non ci piace, che non funziona più o anche solo che non ci emoziona più.

Buttar via qualcosa di vecchio è una delle tante tradizioni di fine anno, e anche se iniziavi a pensarlo, non se l’è inventata un P.O. Ma come mai c’è da sempre? Perché da che mondo e mondo si cercano i buoi auspici per l’anno che verrà. Questa tradizione ci ricorda che per far posto al nuovo dobbiamo prima di tutto liberarci dal vecchio. Ogni buon P.O. dice che per una cosa nuova che entra, una vecchia esce.

Approfittane! Non limitarti ad uno scambio, inizia il decluttering. 

Elimina il superfluo, liberati da pesi inutili nel tuo tempo, nelle tue relazioni. Libera il tuoi spazi e la tua mente.

Lascia il posto alle novità e a tutto ciò che di bello ha il 2018 in serbo per te.  Prepararti per farti sorprendere dal nuovo anno!

Se poi passi sotto un vischio mano nella mano con la tua dolce metà…

Agosto slow

Agosto slow

Agosto mese cado e profumato, di cicale e giornate intense. Mese estivo che ci invita a rallentare, soprattutto nelle ore centrali della giornata, a scegliere cibi più leggeri, magari ad alzarsi un po’ prima la mattina e a godersi il fresco della sera.

Approfitta anche tu di questo momento dell’anno e dei suoi tempi.

Il caldo, a volte molto intenso, ci abbatte e rende tutto più faticoso. Impara a rallentare anche tu, e seguire i ritmi della giornata e a prenderti del tempo per te.

Rallentare significa anche eliminare le cose che non hanno molta importanza, delle quali si può anche fare a meno… e concentrarsi sulle quelle importanti.

E così, in queste giornate calde, fallo anche tu. Le ore fresche della mattina e della sera saranno le tue ore importanti, le altre.. liberarle.

Sarà il tuo declutter estivo, elimina ciò che non è importante e regalati del tempo per te.

 

E questo.. chi è?

E questo.. chi è?

La settimana scorsa ti ho parlato di decluttering e di semplificazione e soprattutto di spazi della casa e del’ufficio, ma il decluttering non è soltanto fisco, anzi! E oggi mi piace farti pensare agli aspetti digitali sui quali si può declinare l’approccio di semplificazione, pulizia ed essenzialità.. cuore del decluttering 🙂

In particolare l’aspetto digitale sul quale mi voglio soffermare sono.. i contatti. Iniziamo con la rubrica: quanti contatti abbiamo dei quali non ricordiamo nulla? Ha senso tenerli? Se nel telefono abbiamo salvato al volo “Francesco” e poi conosciamo sei persone che si chiamano Francesco… e al momento ci era tutto chiaro, ora.. questo contatto del quale abbiamo un numero e nessun ricordo.. lo chiameremo mai? Io non credo.. quindi, di nuovo, perché tenerlo?

Fai in modo che le informazioni presenti nella tua rubrica siano chiare ed utili. Infatti che c’è una bella differenza tra raccolta di numeri e rubrica. La prima contiene tutto ciò che ha a che fare con i contatti, siano telefonici, mail, indirizzi e via dicendo.. la seconda è ordinata e soprattutto aggiornata e funzionale.

Il primo passo dunque è eliminare tutto ciò che alla mente non dice nulla, o i contatti di persone che hai contattato solo in un’occasione e poi non userai più. Tieni solo i contatti che ti sono utili o delle persone alle quali sei legato, credimi, sarà più semplice trovare ciò che ti serve. Questo non significa eliminare i numeri che hai da tempo ad esempio di persone che senti raramente.. quelli hanno un valore ed un ruolo, sono parte della tua memoria ed è sempre piacere sapere che farai o che stai ricevendo una chiamata da un vecchio amico!

Come fare poi per i numeri “di servizio”: idraulici, dottori, ristoranti..  Io, ad esempio, ho in rubrica diversi numeri di ristoranti o di b&b che chiamo spesso e che ho piacere di avere a portata di mano. Per riconoscerli facilmente aggiungo una nota per ricordarmi che rientrano in questa categoria “ristoranti” o “b&b”. Scegli il metodo che è più affine al modo in cui cerchi i numeri. Puoi creare un gruppo, puoi mettere una sigla prima del nome, puoi usare delle app specifiche. Scegli quello più semplice!

Il secondo passo è ordinare quelli che rimangono. Se hai più contatti della stessa persona, o un contatto che ha solo la mail ed un altro solo il cellulare, uniscili, così quando dovrai chiamarli.. non dovrai cercare quello che nella lista si riferisce al telefono e non alla @.

Se poi hai dei contatti frequenti, può essere utile personalizzarli, con una suoneria differente ad esempio, e soprattutto metterli nella memoria veloce. Mi raccomando non metterne tanti, già 3 sono sufficienti.. altrimenti dovrai ricordare anche a che numero avrai assegnato il contratto veloce.

Ultimissima cosa.. io ho scelto di creare dei contatti “ICE”. Cosa sono? Sono i numeri da chiamare in caso di emergenza. Così, in caso di necessità.. non chiameranno il primo numero della rubrica, che ovviamente sarà il mio capo o il mio compagno di banco delle elementari, ma quello della persona a me vicina. Se vuoi approfondire la questione, clicca qui.

Bene.. ora che la tua rubrica è sistemata.. perché non fare un bel back up? Io utilizzo la semplice funzione di google che mi permette di avere gli stessi dati sul telefono e sul computer, così in caso di danneggiamento o di perdita, sarà sufficiente riscaricare i contatti. Ma se preferissi altri metodi, ci sono diverse app utili allo scopo ed i vari operatori telefonici propongono molteplici soluzioni.

Di solito mi piace fare questo riordino una volta l’anno.. ma visto che la mia rubrica sta cadendo nel caos, dovrò provvedere quanto prima e quindi.. perché non cominci anche tu?

Una volta che avrò fatto decluttering nei miei contatti.. continuerò anche con i contatti sui social.. già, perché ogni tanto può essere utile scorrerli tutti e valutare di aggiornare un po’ i nostri profili virtuali.

Click!

Click!

Quando sono in difficoltà o comincio a fare qualcosa di importante ho bisogno di avere spazio attorno a me. I miei spazi di lavoro sono sempre molto sgombri, che si parli di scrivania per lavorare ad un progetto o che si parli di preparare una torta e si pensi al piano della cucina. Se però tu dessi una sbirciata dentro casa o in un qualche cassetto della scrivania scopriresti che non sono particolarmente spogli o vuoti. Come conciliare dunque queste due necessità? Ciò di cui voglio parlare oggi è quello che di solito si racconta parlando di space clearing. Per fare questo voglio raccontarti il mio percorso e spiegarti le motivazioni che mi hanno spinto ad apprezzare e sposare quest’approccio, credo infatti che possa essere utile anche a te.

Tutto è cominciato da un momento di malessere, di indecisione sul futuro: avevo la necessità di cambiare qualcosa, dentro di me, era infatti un momento di transizione. Per poterlo affrontare e prendere una decisione serenamente e coscientemente avevo bisogno di chiarire i miei pensieri. Per avere ordine dentro di me era necessario ordinare lo spazio attorno a me, e così ho cominciato. E ti assicuro che come dice il proverbio “chi ben comincia è a metà dell’opera”, così è successo. Già, si inizia da una superficie, poi un cassetto, quindi un mobile.. e via tutta una stanza e poi non basta più! Ci si occupa anche della soffitta. Ma perché questo processo inarrestabile? Come si può provare piacere nel riordinare ed eliminare? Come sempre.. basta ascoltarsi e capire. Spesso, come mi avrai sentito dire, le cose delle quali ci contorniamo non sono necessarie, le abbiamo perché sono un acquisto sbagliato, perché sono un regalo non azzeccato, perché fanno parte di ciò che siamo stati e che ora non siamo più, perché sono inutili e le asciamo lì. Ma tutte queste cose sono un piccolo grande bagaglio, occupano spazio nella nostra casa e nella nostra mente. Sono in verità un carico, qualcosa di cui non vogliamo occuparci e che accantoniamo. Però.. sii sincero.. gli spazi che occupano, il carico che creano, sono in verità rubati al nostro benessere e anche ignorandoli, prima o poi torneranno ad occupare i nostri pensieri e qualcosa bisognerà fare. Quindi se fai tuo questo questo concetto diventerà necessario inizare e sarai felice di liberarti di ciò che ti priva di spazio, di gioia e di energia. L’energia che non sarà dedicata ad occuparsi (o a ignorare) il superfluo sarà invece libera di trovare nuovi spunti, nuove gioie, nuovi progetti. Ed è questo il bello di prendersi cura dei nostri spazi: la casa, l’ufficio.. ma non solo. E per questo che amo sistemare la mia scrivania la sera.. la mattina successiva tutte le mie energie saranno pronte per un nuovo progetto! Il piano della mia cucina dove ho appoggiato tutti e solo gli ingredienti della nuova ricetta che ho deciso di provare, mi permettono di assaporarla in ogni suo dettaglio.. e così anche vale anche per gli spazi della casa: faccio in modo che contengano solo ciò che è importante e nulla di più.. devono trasmettermi la coccola al rientro del lavoro ed il bello di sentirmi a casa, libera pensare a nuove idee.

Lo space clearing però non è uguale per tutti, non tutti abbiamo bisogno delle stesse cose, ma il principio sì, è uguale per tutti. Se qualcosa è inutilizzabile, privo di valore affettivo, appesantito di brutti ricordi o non adatto a te.. eliminalo! Fai spazio a ciò che ti è utile e ti piace, circondati solo di cose utili e piacevoli.. non sono molte e sono quelle giuste. Vai avanti, procedi, un passo alla volta finché non sentirai il magico “click” il punto che differenzia il tuo percorso di space clearing dal mio e che lo rende tanto forte e potente per te. Il “click” che ti dice ora basta, sono arrivato al momento finale, ho eliminato ciò che per me è superfluo.. ora arriva la svolta e si ricomincia! Ora sei libero di dedicare spazi ed energia a te stesso!

Lo so, magari ti sembra fantascienza, ma io credo fermamente che sia un percorso utile e che porti un profondo benessere, perché l’ho provato su di me e perché ho capito il valore di sapersi ascoltare e seguire le proprie necessità. E ti sembrasse proprio impossibile, io sono qui pronta per farti fare il primo passo ed accompagnarti fino all’ultimo, da brava PO, è mio compito aiutarti a trovare la tua strada 🙂

Sassetti e ricordi

Sassetti e ricordi

Come sai amo andare in montagna, regalarmi delle giornate ammirando montagne, fiori e, se sono fortunata, qualche animaletto. Cammino da sempre e mi è sempre piaciuto ricordare le mie escursioni con qualche nota nel mio quaderno della montagna. Lo faccio da sempre, è un modo per fissare i miei ricordi e di tanto in tanto tornare a ripercorrerli. Quand’ero adolescente avevo preso l’abitudine di raccogliere anche un piccolo sasso, metterlo in un sacchettino e scrivere una nota sulla provenienza e la data della raccolta. Poi il tempo è passato e quest’abitudine si è persa tra una gita e l’altra.

Un po’ di giorni fa riordinando casa ho ritrovato questa raccolta di piccoli tesori, alla quale tenevo tanto e che ora un po’ aveva perso di significato. Cosa fare dunque? Intanto apprezzarne il lato positivo, mi ha ricordato tanti momenti piacevoli, tante belle camminate e le diverse persone che mi avevano accompagnato. D’altro canto questi sassi erano però un ricordo del passato, ed anche un po’ incompleto.. perché nel tempo l’abitudine si era persa. Non ultimo, c’era un problema con il maturato approccio della sostenibilità. Si sa, raccogliere sassi, fiori, sabbia, non è proprio una bella cosa. L’ambiente merita di essere osservato, studiato, goduto, ma deve essere lasciato così com’è. Quindi.. ringraziato il ricordo e tutti i miei sassetti.. li ho liberati nuovamente nel loro ambiente, sollevandomi da quest’abitudine che non era più mia.

Quest’episodio mi ha fatto riflettere su due cose importanti. La prima è che si cambia, quindi una collezione che poteva avere senso o un’abitudine dettata dal momento o dall’età può anche perdersi ed è giusto lasciarsi cambiare e sapersi rinnovare. La seconda.. beh, che forse bisogna prestare un po’ di attenzione a quelli che riteniamo importanti souvenir, il ricordo dell’esperienza, dell’escursione e della vacanza vale ben di più.