Che ritmo hanno le tue giornate?

Che ritmo hanno le tue giornate?

Qual è la tua musica preferita? Rock, punk. Classica? Tutte?

Ma tutti amiamo le stesse melodie o a seconda del momento del giorno e di come stiamo ce ne piacciono solo alcune?

A inizio mese ti ho parlato di resilienza versus adattamento passivo. Oggi voglio farti capire cosa significa nella vita di tutti i giorni, a casa e nel nostro tempo libero.

Un esempio tra tutti: il rispetto del nostro ciclo circadiano.

Hai mai pensato se sei una persona mattutina o serale? Qual è il momento del giorno nel quale le cose riescono meglio e con meno fatica?

Fai quest’analisi e cerca pianifica di conseguenza le tue giornate: nei momenti a te più favorevoli pianifica le attività più faticose e lascia le pause negli altri momenti: se la mattina alzarsi è una tragedia, pianifica una lenta routine mattutina e sposta il tuo allenamento di corsa nel pomeriggio. Al contrario, se la sera non vedi l’ora di andare a letto, perché non trovare un modo di leggere il libro che ti piace in treno o in bus mentre vai al lavoro?

Da sempre ci insegnano che certe cose si fanno in certi momenti del giorno, ma in verità nessuno ci insegna che prima di tutto dobbiamo adattare il nostro ritmo alle cose da fare e con questa piccola arguzia… vedrai che avrai molta più energia e farai molte più cose!

Utili tradizioni

Utili tradizioni

A capodanno ci sono tante tradizioni: il vischio, la frutta rotonda, l’intimo rosso, le lenticchie… e anche il buttar via qualcosa di vecchio.

In alcune zone del sud si usava proprio lanciare i cocci dalle finestre per scacciare simbolicamente il male, ma senza arrivare a questi estremi che possono causare incidenti, cogliamo la palla al balzo e sfruttiamo questa tradizione: eliminiamo qualcosa che non ci serve più, che non ci piace, che non funziona più o anche solo che non ci emoziona più.

Buttar via qualcosa di vecchio è una delle tante tradizioni di fine anno, e anche se iniziavi a pensarlo, non se l’è inventata un P.O. Ma come mai c’è da sempre? Perché da che mondo e mondo si cercano i buoi auspici per l’anno che verrà. Questa tradizione ci ricorda che per far posto al nuovo dobbiamo prima di tutto liberarci dal vecchio. Ogni buon P.O. dice che per una cosa nuova che entra, una vecchia esce.

Approfittane! Non limitarti ad uno scambio, inizia il decluttering. 

Elimina il superfluo, liberati da pesi inutili nel tuo tempo, nelle tue relazioni. Libera il tuoi spazi e la tua mente.

Lascia il posto alle novità e a tutto ciò che di bello ha il 2018 in serbo per te.  Prepararti per farti sorprendere dal nuovo anno!

Se poi passi sotto un vischio mano nella mano con la tua dolce metà…

Il vaso ben fatto

Il vaso ben fatto

A Natale si è tutti più buoni. Ma lo siamo per davvero con tutti? Anche con noi stessi?

Per capirlo facciamo un test: dimmi dieci cose delle quali vai fiero e che hai fatto quest’anno.

Se te ne vengono in mente solo una o due o se proprio non te ne viene in mente nessuna, ho un’idea per te: quest’anno prova a farti questo regalo.

Scegli un bel vaso, anche una scatola di latta va benissimo, basta che sia un contenitore che ti piace. Prendi dei fogli di carta, magari riciclane qualcuno, e prepara dei foglietti di piccole dimensioni. Io ne ho di colori diversi per aggiungere un pizzico di allegria 😉

Bene, da oggi in poi, fino al prossimo Natale, ogni volta che sarai orgoglioso di te, che ti sarà capitato qualcosa di bello scrivilo nel foglietto, piegalo e mettilo nel tuo vaso.

Anche se ti capita qualcosa di brutto, ma hai imparato la lezione, scrivi nel biglietto ciò che vuoi ricordarti e ripeterti una volta in più.

Ecco, avrai creato il tuo vaso ben fatto.

Il prossimo anno, svuotalo e leggi tutti i biglietti. Vedrai che le cose belle che sei riuscito a fare sono ben più di quelle che ricordi sul momento e sicuramente ben più di dieci!

Lo so, pare una cosa un po’ lunga e forse quasi un gioco per i più piccoli, ma sapersi riconoscere le cose ben fatte… è un gran regalo!

Questo Natale impacchettiamo green!

Questo Natale impacchettiamo green!

Natale, tempo di regali e pacchetti! Con il mio animo green non potevo non affrontare questo tema che mi sta tanto a cuore… la sostenibilità anche nei pacchetti regalo!! Voglio condividere con te qualche idea per cercare di sprecare meno e di rendere comunque il Natale un momento allegro e di condivisione.

Regola fondamentale, semplice e chiara: riusa. Riusa tutto ciò che puoi per fare i pacchetti.

  • Inizia con l’utilizzare le carte dell’anno precedente. E quando ti prepari all’operazione “scarto dei regali”, armati di forbice e un po’ di pazienza, vedrai che molto può essere riutilizzato così com’è.
  • Recupera le immagini di calendari dell’anno ormai andato, sono molto utili per creare dei piccoli pacchetti o fare delle buste.
  • Scegli una carta da regalo che sia di carta e non plastificata, così poi potrà essere riciclata. Anche la carta da pacchi va benissimo, puoi arricchirla con un fiocco, una decorazione, un disegno o anche da qualche riga al posto del biglietto.
  • I fiocchi e le “ciocchette”, possono essere riutilizzati di anno in anno. In particolare se scegli di chiudere le confezioni con dei nastri o degli spaghi, fai nodi che possano essere riaperti e che ne facilitino il riuso.
  • Cerca di fare pacchetti utilizzando meno scotch possibile. Se usi la carta di carta vedrai che è sufficientemente rigida da consentirti di chiudere facilmente il pacco senza scotch, provare per credere! Dovrai solo usare bene lo spago per tenere tesa la carta.
  • Scegli sacchetti e contenitori che possano essere facilmente aperti e chiusi, così da poterli riutilizzare. Non esagerare però con queste due tipologie d pacchetti, ricorda “less is more”, altrimenti poi ti riempirai di cose inutili durante tutto l’anno.
  • La carta non è l’unico materiale per fare i pacchetti, si possono usare ad esempio i foulard di stoffa, secondo l’arte del furoshiki, che trovo davvero bellissima!

Se hai voglia di curiosare un po’ ho creato per te questa bacheca su Pinterest con qualche idea per creare dei pacchetti alternativi e più sostenibili.

Ti consiglio poi di aggiungere sempre un biglietto, una riga o una frase che dia valore al tuo regalo e che lo renda speciale, ancor più che il pacchetto.

Se puoi fai solo il biglietto: regala un’emozione, un pensiero, un’esperienza.

Cosa intendo? Intendo tutte quelle cose che non lasciano pesi da gestire e non ci sono utili. Questo mese te ne suggerisco un po’ sulla mia pagina Facebook, segui #ideesottolalbero

Come ogni regola ha la sua eccezione, così anche i regali ce l’hanno. I pacchetti colorati, di carta sgargiante e con tanti fiocchi facciamoli per i bambini. Lasciamo loro il desiderio di immaginare cosa contiene un pacco, la magia di scartarlo, di rompere la carta e perché no anche di giocare un po’ proprio con carta e fiocchi!

E tu hai qualche altro consiglio da suggerire? Scrivilo nei commenti!

Fotografie, ricordi con un pizzico di bon ton

Fotografie, ricordi con un pizzico di bon ton

Stai facendo una cena piacevole con una coppia di amici. È tutta l’estate che non vi vedete e c’è tanto da raccontare. Siete ormai al dolce e… avete reciprocamente raccontato della vostra vacanza in Islanda e della loro traversata degli States. In verità ti è sempre piaciuta l’idea di vedere la “Route 66” e così fai molte domande… ed ecco che scatta l’idea: “vuoi vedere le fotografie della vacanza?

In effetti le vorresti anche vedere, ma in breve ti viene propinata una sequenza di immagini storte – “eh, sì in effetti perdona, ma le devo girare” “beh, basta fare click qui… ehm, scusa il pc è un po’ lento” –  doppie – “sì in effetti volevo essere sicuro che almeno una venisse”, alcune di indirizzi  “ah scusa questa l’ho fatta solo per ricordare il posto dove tornare a cena…” Insomma è passata la mezzanotte e tu onestamente non vedi l’ora di tornare a casa.

Il punto è che tu ci tenevi proprio a condividere la vacanza e a vedere un po’ di foto, ma ci vuole anche un po’ di bon ton!

Ecco quindi il vademecum per le tue fotografie

  • Scaricale velocemente dalla scheda SD al tuo PC.
  • Fai subito la selezione ed elimina quelle sfuocate, quelle che non ti ricordi perché hai fatto, quelle che mai vorrai rivedere e far vedere. Sì, proprio quella in cui sei venuto malissimo e ti imbarazza anche solo l’idea che qualcuno la possa vedere.
  • Elimina anche i doppioni inutili.
  • Raddrizza quelle che hai fatto in verticale e che la macchina ha registrato in orizzontale.
  • Ora archivia per bene la cartella di fotografie. Nel mio PC c’è una cartella chiamata “fotografie” dentro la quale ci sono diverse sotto cartelle che identificano i grandi temi: foto di viaggi, foto delle feste, foto di montagna e via dicendo. All’interno poi le fotografie sono archiviate per data (anno mese giorno) con l’aggiunta del luogo. Così facendo le posso ritrovare facilmente per tema e poi sono in ordine dalle più recenti alle più vecchie.
  • Poi faccio una selezione “da mostrare”. Faccio cioè una copia della cartella dove però lascio solo quelle più significative e soprattutto elimino tutte le foto che ho fatto solo per me e che non ho interesse a far vedere. Con questo metodo, quando le voglio mostrare a qualcuno, ho già la versione ridotta e sistemata.
  • Ultima cosa, visto che le foto sono dei ricordi che amo, faccio un back up.

E a te è mai capitata la serata di fotografie infinite? Come è andata? Raccontamelo nei commenti!