Sii educato con te stesso

Sii educato con te stesso

In tema di bon ton non possiamo non pensare anche a noi stessi. Sei educato con te? Io non sempre, e per questo ogni tanto cerco di ricordarmi le buone maniere. Ad esempio, partendo dalle piccole cose, mi do il buon giorno con un po’ di tempo per me.

Cerco anche di ricordarmi che buona educazione vuole che quando sei felice tu lo esprima, anche con te stesso. Quindi… impara a farti un complimento e a gratificarti. In particolare, quando devo fare qualcosa che mi pesa particolarmente, penso anche a cosa potrò fare una volta terminato l’arduo e noioso compito, qualcosa che mi piace e che mi da’ soddisfazione, così sono più motivata a fare in fretta ciò che mi pesa. Credo sia buona educazione nei confronti di noi stessi alternare compiti noiosi e piacevoli, cercando di dare equilibrio e serenità alle nostre faccende quotidiane. E tu che ne pensi?

Dobbiamo imparare a riconoscerci quando facciamo una cosa fatta bene, magari con una piccola ricompensa.

Quindi, ogni tanto, dirci che siamo bravi, ci sta!

Altro aspetto del bon ton con noi stessi… è saper fare delle pause degne di tale nome. Non tutti riposiamo allo stesso modo, non tutti occupiamo il nostro tempo libero facendo le stesse attività. Ma se ti conosci bene, sai cosa devi fare per ricaricarti e trovare nuova energia.

Ricordati di metterlo in pratica ogni volta che serve! Scegli la tua attività per la pausa breve, mentre lavori o a fine giornata, una telefonata ad un amico, una piccola passeggiata, un tè con un amico, un giro in libreria, una lezione in palestra… e quella per la pausa lunga, magari nel week end, la visita ad un museo, una cena tra amici, una camminata nei boschi!

E tu, quanto sei educato con te stesso?

Oggi si lavora insieme

Oggi si lavora insieme

C’è uno strumento molto utile nella gestione e programmazione delle cose da fare che secondo me per un paio di cose funziona benissimo e così oggi parliamo di Kanban! Come vedi è formato da tre aree: la prima con le cose da fare, la seconda con le cose in corso e la terza con le cose fatte. Si usa quindi facendo la lista delle cose fare nella prima colonna, spostandole mentre si eseguono e poi segnalandole come completate quando si mettono nel terzo spazio. Voglio ora farti notare come può essere molto utile in campi molto diversi tra loro e per questo ti propongo tre esempi. I bambini. Per far svolgere piccoli compiti ai tuoi figli può essere simpatico creare delle tessere che rappresentino i compiti fa svolgere: fare il letto, sparecchiare, lavarsi i denti… magari anche dei disegni fatti dai bambini stessi. Queste tessere verranno attaccate in una lavagnetta o in un foglio appeso che rappresenti il Kanban. Sarà quindi compito del bambino spostare il disegno/compito in questione, quando lo sta eseguendo e poi metterlo nell’ultima colonna quando è fatto. Questo strumento sarà utile per ricordare a tutti i componenti della famiglia i propri compiti, e quindi darà le giuste responsabilità. Al tempo stesso, sarà una presa di coscienza per il bambino di ciò che deve fare dargli la responsabilità nell’eseguirlo. Potrà poi dimostrare ciò che ha fatto e quindi la sua capacità di rispettare le regole e saper fare il proprio dovere mostrando ai grandi.. l’ultima colonna. Per noi grandi può essere utile per tutte quelle mansioni che dobbiamo fare in modo ripetitivo, come le faccende di casa. Così non perdiamo il conto di ciò dobbiamo ancora fare e cosa invece è già fatto. Infine credo sia uno strumento molto utile per il lavoro di gruppo. Pensaci.. spesso quando lavoriamo in tanti sulla stessa cosa, non sarebbe bello ricordare chi deve fare che cosa, e sapere a che punto sono le cose? Perché dunque non usare un Kanban, grande e in bella vista su una parete dell’ufficio? Basta usare tanti post-it colorati, un colore per ogni membro del gruppo e segnalare a tutti cosa si deve fare, su cosa si sta lavorando e quali compiti sono stati già portati a temine? Questa forma di comunicazione e di aggiornamento può rendere il lavoro di gruppo efficace e soprattutto motivante! Provare per credere 🙂 Se ti piace e vuoi usarlo come sfondo del desktop ti segnalo quelli di Paroladordine, della mia carissima collega Alessandra Noseda, che ogni mese ne fa di bellissimi! Ecco quello di ottobre.

Timer: impara a usarlo a tuo vantaggio

Timer: impara a usarlo a tuo vantaggio

La mia mattina è spesso molto intensa, mi sveglio piena di buoni proposti e vorrei fare un sacco di cose prima di mettermi a lavorare. Ahimè però il tempo a disposizione non è infinito.. e quindi se voglio portare a temine tutti i miei compiti, è necessario che mi regoli e cioè che tenga il tempo.

Cosa intendo?

Intendo che per concentrarmi pienamente su quello che faccio ho bisogno di non pensare al tempo che ho a disposizione, ma al contrario, a quello che faccio.

Delego quindi il compito di tenere il tempo e mi concentro su ciò che voglio fare. Ma a chi lo delego? Al mio amico “Timer”! Non pensare che sia una costrizione, vedilo al contrario come una liberazione da un controllo.

Ora ti spiego un po’ come mai funziona.

Io amo fare un po’ di stretching la mattina. Siccome sono pigra e non riesco a svegliarmi prestissimo, riesco a dedicarci 20, 25 minuti e non di più. Perché quel breve periodo di tempo possa essere utile e fruttuoso, la mia mente deve essere libera da altri pensieri. Voglio, cioè, essere presente a ciò che faccio e concentrarmi sul mio respiro e sulla mia energia, quindi controllare se mancano ancora 5 o 10 minuti.. è piuttosto controproducente.

Per questo motivo uso un timer (silenzioso) che al termine del tempo mi avvisa che è ora che io passi a qualcos’altro. Di solito imposto un tempo inferiore, così lo spengo e so che ho ancora 2 o 3 minuti per chiudere l’attività in maniera più dolce e completa.

Metto il timer anche per i mestieri di casa. Ma questa volta per un’altra ragione… in casa c’è sempre qualcosa da fare, quindi per evitare di perderci troppo tempo e non averne per il resto dedico un tempo prestabilito alle faccende domestiche. Cerco di fare più che posso in quel tempo e poi.. poi basta 🙂

Il resto del tempo deve essere dedicato alla colazione, alla scelta degli abiti e alla preparazione della borsa prima di uscire. Per questo non occorre timer, non occorre che nella vita tutto sia regolato da sveglie e ticchettii…

ma per liberare la mente o per ottimizzare il tempo, il timer è un vero amico!

E tu per cosa vuoi provare ad usarlo? Raccontalo nei commenti 🙂

Il tempo del non fare

Il tempo del non fare

Come mai quando passiamo una giornata piacevole il tempo vola e quando invece abbiamo una giornata pesante il tempo non passa più? Perché la nostra percezione del tempo non è la stessa a seconda di quello che stiamo facendo. Più siamo concentrati e più ci piace quello che facciamo, più il tempo scorre “veloce”.

La percezione che abbiamo del tempo non è sempre la stessa, non solo a seconda delle attività che facciamo, ma anche con il passare degli anni. Quando eravamo bambini, ad esempio, certi tempi ci parevano infiniti e le nostre giornate venivano scandite dal ritmo delle cose da fare: ci si svegliava, si andava a scuola, si mangiava, si giocava e si facevano i compiti, quindi si cenava e poi a letto, quindi tutto ricominciava. Ora invece sappiamo che la sveglia suona alle 7, che dobbiamo uscire alle 8.. e via dicendo riempiendo la giornata di mille impegni.

Ma non esiste solo il tempo del fare, c’è anche il tempo del non fare. E’ un tempo che a me risulta molto difficile ricavare, perché sono sempre tante le cose da fare, ma ho imparato a mie spese… che è bene anche sapersi riposare. E’ bene che ci sia anche un tempo del non tempo.. un tempo in cui non far nulla e magari annoiarsi. Già l’importanza della noia, del riportare le nostre menti ad un livello base, lasciar riposare il nostro cervello.. che proprio nel momento della noia rielabora tutto quello che abbiamo fatto nei nostri momenti attivi, che trova collegamenti che prima nemmeno erano pensabili.. e che dal nulla fa scaturire nuove idee.

Eh, già, perché il tempo del riposo, della noia è un non tempo che si rivela molto utile e del quale spesso sottovalutiamo l’importanza. Lo sottovalutiamo al punto che riteniamo di dover essere sempre impegnati fin dalla tenera età. Ci si scorda che gli interminabili pomeriggi passati da bambini a bighellonare, a fare giochi ripetitivi in verità hanno fatto scattare nella nostra mente nuove idee. A suo tempo ci si ingegnava per creare nuovi giochi e nuove attività, ma ora da “grandi” ci servono ugualmente, per vedere questioni note e familiari da nuove prospettive e con atteggiamenti diversi.

Così nel nostro tempo di riposo, dopo un periodo di rilassamento nel quale lasciamo andare tutti i nostri pensieri, ecco che dal divano la nostra mente è libera di ripensare ad un problema con occhi diversi ed ecco che troviamo una nuova soluzione. E allo stesso modo finalmente capiamo perché quell’angolo della casa non ci piace e decidiamo di cambiare i quadri.. e così tanti altri tasselli ritrovano il loro posto e finalmente abbiamo modo di chiederci che cosa vogliamo veramente fare del nostro futuro.

Quindi impara a rispettare tutti i tempi, i tempi attivi ed i tempi apparentemente inattivi. I nostri tempi di noia e di relax sono importanti tanto quanto quelli impegnati!

Saper vivere il nostro tempo

Saper vivere il nostro tempo

Il tempo e noi stessi, che cosa difficile! Difficile accettare come passa il tempo e come cambiano le cose.  

E’ inevitabile, si cambia con il passare degli anni. Cambiano idee, passioni e tante altre cose. Al contrario, ciò che ci circonda: i nostri spazi, i nostri vestiti, i nostri oggetti, non sempre cambiano con noi.  

Perché dunque non imparare a gestire il nostro tempo, intenso come la nostra evoluzione nel tempo? 

Non c’è ragione di continuare a circondarsi delle stesse cose perché siamo abituati così. Impariamo ad ascoltarci, impariamo a stare bene con ciò che ci circonda e se qualcosa non ci piace più, o non è più adatto, o non ci è più utile, lasciamolo andare. Teniamo con noi solo ciò che ci fa stare bene e ci serve per come siamo in quel momento di vita. 

I gusti, le necessità cambiano nel tempo: impariamo ad ascoltarci e viverci, impariamo a gestire il tempo anche su di noi.  Così facendo vivremo al meglio ogni tempo della nostra vita.