Natale si sta avvicinando, e siamo tutti più buoni. Ma lo siamo proprio con tutti? Hai pensato ad un regalo per tutti i tuoi cari e per i tuoi amici. Magari un pensiero anche per qualche conoscente.. ma sei sicuro che nella lista ci siano proprio tutti?
Ci sei anche tu?
Spesso tra un acquisto ed un ultima consegna di lavoro prima delle vacanze, questo periodo dell’anno diventa molto stressante. In primis ci si dimentica che i regali non sono necessariamente beni materiali, anzi.. possono essere una vera e propria coccola, sia per gli altri, sia per sé.
Quindi, prenditi cura di te, aggiungiti alla lista e fatti un regalo!
Cosa potresti dunque regalarti? Non hai mai tempo per pensare anche a qualcosa per te? Prova a scrivere ciò che hai fatto oggi.. scrivi proprio tutto.. e poi chiediti come mai non c’è tempo sufficiente per te. Valuta le attività che ti hanno rubato tempo e per una volta.. togliti il lusso di cancellarle. Togli tempo a ciò che non è utile e dedicalo ad un regalo per te. Regalati del tempo per qualcosa che vuoi fare da un bel po’: un massaggio, una visita ad una mostra, una giornata per la tua attività sportiva preferita, una giornata con una persona cara. Non importa cosa scegli, ma regalati qualcosa alla quale tieni, è ora di pensare a te!
Vedrai che così facendo le tue energie torneranno al top e affronterai lo stress e le difficoltà del periodo con positività. Del tempo per sé è il modo migliore per recuperare energie e voglia di fare, provare per credere.
E poi.. ecco il piccolo trucco, si sa, i regali funzionano solo sono piccole eccezioni, non se sono la regola. Ma chi ci vieta di ricordare quel piacere ogni tanto? Ed ecco che una tantum possiamo regalarci un bagno più lungo e rilassante, in una pausa possiamo leggere un articolo dell’autore della mostra alla quale tenevamo, possiamo anche regalarci una sera in palestra… o magari una semplice telefonata ad una persona cara. Questi possono essere piccoli pensieri che hanno comunque valore e che ci ricordano quel momento per noi. Ti ricordi la preziosa routine?
Ma non è tempo di pensare a questo, è quasi Natale ed è tempo di regali. Io la mia lista pronta e tu a cosa hai pensato?
Il Natale si sta avvicinando e siamo tutti più buoni. Ma lo siamo davvero in tutti i nostri ambienti? Ad esempio… anche in ufficio con i colleghi? Già perché condividere spazi e scadenze non è sempre facile.
Gli spazi appunto.. non sempre si rispettano i confini, sia quelli fisici, sia quelli meno evidenti. Cerca quindi di rispettare la tua scrivania e quella dei tuoi vicini. Sono piccole cose, ma lascia a disposizione ed in ordine le cose di uso comune.. come da fastidio a te non trovarle, succede lo stesso agli altri.
C’è poi lo spazio meno tangibile, quello che ognuno di noi mette a difesa di se stesso, quindi rispettalo.. non solo in ascensore, in mensa, ma anche per tutti gli oggetti personali, anche se si tratta di una semplice penna.
Se poi ti innervosisce tanto il trillo dell’arrivo delle mail del tuo collega, con modi gentili si può dire molto. E’ giusto rispettare le necessità altrui, senza però scordare le proprie, quindi armati di coraggio e esprimi con cortesia le tue idee.
Che dire rispetto al lavoro in comune e le scadenze? Cerca di essere puntuale, chiaro. Perché più lo sarai tu, più gli altri lo saranno con te. Questo non significa fare il lavoro degli altri, ma essere precisi verso i nostri compiti e lavorare al meglio. Del resto non si può pretendere il rispetto dei tempi e del lavoro se non siamo noi i primi a farlo.
Se poi il tuoi lavoro richiede alcune deleghe o il coordinamento del lavoro di un team, sii preciso riguardo a chi fa che cosa e alle scadenze, sarà più semplice fare il punto se le istruzioni sono state corrette.
Ultima cosa.. ricordi il buongiorno? Siamo tutte persone e scambiare qualche chicchera in pausa, prima e dopo lavoro è sicuramente positivo ed arricchente. Magari ricordiamocelo anche quando scriviamo una mail. Oltre lo schermo c’è sempre una persona come noi che legge.
Sono tutte piccole cose e davvero semplici, ma a volte quando si è troppo concentrati sulle cose da fare, passano di mente. Quindi, con un po’ di atmosfera natalizia… approfitta e dedica un po’ di tempo anche a questo.
Scegliere come si diceva non è mai semplice.. come aiutarci dunque in questo passo?
Io faccio così. Se la decisione è veramente importante, inizio con un vero brainstorming. Cioè? Carta, penna e mente libera.. butto giù tutto quello che mi viene in mente, scrivendo perché vorrei o non vorrei fare quella cosa, insomma faccio decidere alla mia pancia quello che penso.
E’ importante lasciar uscire tutto quello che si pensa: scrivi tutto, senza pensare, senza valutare se va bene o meno, senza giudicare. Crea l’atmosfera giusta: prendi la tua penna preferita, fatti un the caldo o scegli un po’ di musica adatta e via!
Una volta che hai scritto i pensieri della tua pancia, ordina le idee dividendole nei punti a favore e contro la scelta. Io non lo faccio da subito, ma in un secondo momento, perché a volte quando butto giù le idee “grezze” mi verrebbe da metterle in una delle due colonne e poi, riflettendo, noto che se vedo la cosa da un altro punto di vista lo devo invece mettere nell’altra colonna.
Se poi posso do anche un peso ai vari punti, magari associo un valore da 1 a 5, perché non sempre tutti i punti hanno la stessa importanza per me. Non lo faccio sempre, ma può essere utile anche questo.
Credo che sia davvero importante scrivere tutto questo, e non lasciar fare solo ai pensieri, perché è solo apparentemente una cosa in più. Scriverlo ci aiuta ad esaminarlo, a vedere lati diversi. A volte aiuta anche a prendere coscienza dei vari aspetti ed anche a liberarli di un po’ del carico di emozioni che portano con sè. Di questo avevamo già parlato un po’, ecco il link all’altro articolo del blog.
Per me è molto utile, completato il brainstorming e ordinati punti, lasciare tutto lì e andare a farmi un giro. Una bella passeggiata, dell’aria fresca e magari una chiacchierata con un amico. Sono tutte cose che mi aiutano molto a far sedimentare le idee e allo stesso tempo a dare il tempo alla mia mente di far suoi tutti i punti che la mia pancia ha fatto emergere per lei.
Dopo qualche tempo riprendo in mano la lista, vedo se aggiungerei e modificherei qualcosa e poi si arriva al dunque: analizzo i punti e, con più sincerità possibile verso me stessa, soppeso i pro ed i contro.. e finalmente decido.
Anche una volta presa la decisione mi lascio il tempo di farla mia, ma ancora una volta è solo il tempo necessario a prenderne coscienza, perché tutto questo processo serve solo a far emergere ciò che spesso abbiamo già scelto fin dall’inizio, ma che fatichiamo ad ammettere a noi stessi.
E’ un processo che richiede presenza e un po’ di tempo, ma se si tratta di decisioni impegnative, può proprio essere utile. Provaci e poi raccontami come è andata!
Oggi voglio parlarti del ciclo del cambiamento. Questo perché nelle ultime due settimane sono state per me un momento molto importante e ho dovuto fare delle scelte determinanti per il mio futuro. Un po’ come dire.. sto diventando grande! 🙂
Ok, ok, torno seria.. Tutto parte da una necessità, dal fatto di capire che le cose come sono non vanno più bene, che bisogna cambiare qualcosa nella nostra normalità, nella nostre abitudini. Per me questa è una fase molto delicata e credo anche quella che mi richiede più tempo. Necessita anche molta sincerità con noi stessi, i peggiori interlocutori di sempre. Non è sempre facile essere onesti verso di noi, ascoltare veramente ciò che sentiamo e soprattutto capire cosa vogliamo realmente ed riuscire anche ad accettarlo coscientemente.
In verità spesso noi sappiamo perfettamente ciò che desideriamo, ma ammetterlo non è sempre immediato. Questo perché è normale aver paura di dover stravolgere le nostre certezze, di rimettersi in gioco e di ricominciare da capo. Si tratta pur sempre di un passaggio da qualcosa che è noto e sicuro a qualcosa che non lo è, che ci può piacere, ma che comunque non conosciamo. Per questa ragione io mi dico di non accettare scuse, di essere onesti e di ascoltarsi, di capire bene cosa vogliamo e cosa no, di capire cosa ci fa stare bene e cosa no.
Possiamo stare un’eternità in questa fase di limbo, come dice il proverbio: “tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare”. Ma ne vale la pena? Vale la pena non permetterci di essere felici e di fare ciò che più desideriamo? E’ vero ci sono tante cose al contorno ed anch’io lascio il tempo a me stessa per accettare ciò che ho capito è ora di cambiare e via via, un po’ alla volta ne prendo coscienza. Così facendo ecco che il cambiamento diventa però necessario, diventa in qualche modo naturale ed mi rendo conto di avere la forza di farlo. Questo è un altro punto chiave, significa vivere il cambiamento non come una crisi, ma piuttosto come una nuova opportunità. Sì perché ora ci vuole un po’ di coraggio e bisogna fare il salto. E ricorda, sapere che si sta facendo una cosa per farci stare meglio, per allontanare ciò che non ci piace e non è nelle nostre corde.. ci da anche la forza di staccare i piedi da terra e librarci nell’aria della novità.
Swap! Salto!
Ecco, il balzo è fatto.. ora siamo nel nuovo. Felice? No? Io mi sento ancora la pancia ingarbugliata, mi sento un po’ elettrica e continuo ancora a farmi mille domande.. Avrò fatto la scelta giusta? Posso tornare indietro? In questa fase di transizione si alternano momenti di felicità, entusiasmo, voglia di provare il nuovo a momenti di incertezza, di paura, di malinconia. Pensi che sia strano? No, è tutto normale, è una fase di adattamento.. quindi sii buono con te stesso, accetta tutte le emozioni e vivile. Poi si assesteranno, anche questo è perfettamente normale.
Finalmente il tempo passa ed ecco che il turbinio si emozioni contrastanti cessa e noi passiamo da uno stadio di equilibrio instabile a uno nuovamente stabile. La nostra vista si sistema, il cambiamento è fatto ed entriamo in una nuova normalità. Quindi.. godiamocela 😉 Scherzi a parte.. apprezziamo la scelta, il nostro coraggio ed il miglioramento che abbiamo scelto, viviamolo.
Pensi che sia finita? In parte sì, ma ricorda che io ho parlato di ciclo, non di linea retta: la nuova normalità diventa abitudine ed è comunque il possibile punto di inizio per un nuovo cambiamento, quindi.. non smettere di ascoltarti, non scordare di sentire le tue necessità.. ed ancora una volta, con piena onestà, sii pronto a ricominciare il ciclo!
Perché ho scelto di scrivere questo proprio oggi? Non solo perché lo sto vivendo sulla mia pelle, ma perché se anche tu stai vivendo qualcosa di questo tipo, volevo farti capire che è proprio così. E’ normale avere paura, essere entusiasti, è normale avere il “groppo allo stomaco” e le “farfalle nella pancia” allo stesso momento.. è tutto parte di un cambiamento. E prima accetti tutte le sue fasi, prima spiccherai il salto e avrai tutta l’energia per farlo e per apprezzare appieno la novità.
E se ti avanza un po’ di tempo.. ti consiglio anche una lettura che mi è piaciuta molto in merito a questo tema: “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson. Apparentemente si tratta di gnomi e topolini.. ma in verità ci fa comprendere l’importanza ed il valore del cambiamento, della flessibilità e dell’apertura alla novità.
Nasofino, Trottolino, Ridolino o Tentenna… Dimmi, tu chi sei?
L’ultima volta abbiamo parlato di decluttering digitale e di contatti, quella però era solo la prima parte di ciò che volevo dirti : non sono meno importanti infatti i nostri dati. Infatti spesso abbiamo file di ogni genere con mille versioni e.. poco ordine. Come già si diceva corre una grande differenza tra archivio e insieme di dati.
Ho pensato quindi di condividere un po’ di idee che possono tornarti e utili. Piccole cose che però possono semplificare il nostro modo di lavorare.
- Mentre sto lavorando a qualche progetto mi piace tenere traccia delle varie versioni dei file, soprattutto se il lavoro è condiviso con altre persone, nel caso si perda qualcosa o si voglia riprendere una vecchia idea. Per questo il file sul quale lavoro e che rappresenta le ultima versione lo evidenzio con la data di lavorazione “titolo_data”. Puoi anche scegliere di mettere la versione e ed relativo numero, quindi “titolo_v1”. Ti sconsiglio di mettere parole come definitivo “_def”, finale “_fin” o rivisto “_rev” durante le lavorazioni.. creano molta confusione. Idem il nome dell’ultima persona che ci ha lavorato. Il trucco è lasciare un solo file, il più recente, e raggruppare tutti gli altri in una cartella “vecchi” o “versioni precedenti”, così sai subito su quale lavorare ed in caso ce ne fosse bisogno.. vai a recuperare gli altri.
- Una volta finito il progetto, elimina i file vecchi e fai ordine su quelli che rimangono. Sarà facile al momento e quasi impossibile quando tonerai ad usare quella cartella fra qualche mese. Ricordati che il segreto di un buon archivio è che sia ordinato e chiaro. Quindi perdi un po’ di tempo a scegliere quale può essere il metodo migliore per te, e cioè quante e quali cartelle creare. Tieni a mente che la soluzione migliore è la più semplice: ricorda quindi di mettere nomi chiari e date per esteso che ti aiuteranno in futuro, non scordare l’anno che il tempo passa per tutti!
- Se hai dei file che usi spesso, tipo la carta intestata o “lettere tipo”, crea un file “modello”. Poi ogni volta che lo devi usare, non lavorare sul modello, piuttosto fai una copia, cambia il titolo e lavora sulla nuova versione, così avrai sempre il formato base a disposizione e non rischi di creare confusione.
- Per quanto riguarda le fotografie, ti consiglio di scaricarle regolarmente e archiviarle per data, sempre a mente fresca perché sarà più semplice. Fai anche uno sforzo eliminando quelle che non sono venute bene o che non ti piacciono e sistema le rimanenti. Evita di tenere cartelle di foto alla rifusa e piene anche di immagini che… non riguarderai mai! Tieni quelle significative e belle, il resto via! Ti consiglio anche di eliminarle dalla carta SD e fare invece un backup dei dati, altrimenti ogni volta dovrai scaricare le ultime immagini le dovrai scegliere o scaricare molti dati.. quindi tieni leggera anche la tua memory card.
- Ricordati anche che l’archivio è uno e non tanti, quindi se usi molti dispositivi, chiavette o cartelle condivise nei cloud, è fondamentale che uno solo sia il punto di riferimento. Io di solito uso i cloud per i file di lavoro, così da averli sempre a portata di mano, ma una volta finito il progetto.. si sistema e si archivia, liberando anche il cloud. Idem le varie memorie: sono utili per copiare e spostare i file, ma non possono essere un pezzetto dell’archivio, sono mezzi di lavoro.
- Come per i contatti della rubrica, una volta l’anno riguardo un po’ il mio archivio e vedo se ci sono cose da eliminare. Un po’ su tutto: raccolte di fotografie, libri, film.. e dati, faccio insomma il mio decluttering digitale anche sui dati. Ti consiglio di provare anche tu, tieni aggiornato e chiaro il tuo archivio, rendilo funzionale alle tue esigenze e di questa versione finale, fai un bel back up. Non ne occorrono svariate versioni, ma almeno una è necessaria.
Che dici? Da quale punto vuoi iniziare?