Relax anche dopo le feste

Relax anche dopo le feste

Pensi che il giorno di Natale sarà una piccola vacanza e poi non ci sarà più pace e per di più avrai il problema di gestire i regali e gli avanzi?

Niente paura, ecco un breve vademecum:

Regali

Un po’ di onestà fin da subito. Se una cosa non ti piace, ricorda che è importante essere onesti e celeri. Approfitta dei resi e dei cambi, è sempre meglio non tenere una cosa che non userai mai, che non è della tua taglia o che è di un colore che proprio non ti piace. Farai più felice chi te la regala avere una cosa che è proprio fatta per te! Quindi chiedi il cambio e quando fai i regali lascia gli scontrini senza cifra per permettere agli altri di fare lo stesso 😉

Ciò che non piace a te non è detto che non piaccia ad altri, come si dice.. “de gustibus, non est disputandum”, quindi non disdegnare il riuso dei regali. Con un po’ di sentimento però! Ad esempio nei cesti di Natale a volte ci sono prodotti che a me proprio non piacciono, ma sicuramente per altri sono ghiottonerie, perché non condividerli e regaliarli?

Avanzi

Se i pranzi sono stati impegnativi e c’è stato fin troppo cibo, perché poi non dividerlo tra i commensali e portarlo a casa? Nei giorni successivi ci si potrà concere un po’ di relax e non cucinare. E perché non fare un pranzo tra amici dove ognuno porta gli avanzi? Così anche i gusti in tavola potranno essere scambiati!

Io amo il mio congelatore e ci sono proprio poche cose che non possono essere congelate. Quindi armati di vaschette ed etichette e stipa tutto nel magico scrigno. Vedrai che fra una settimana avere una cena pronta con dell’ottimo arrosto già fatto sarà più che utile.

Stress e stanchezza

A Natale si cerca di incontrare tutti i parenti, gli amici e chi più ne ha ne metta. Spesso vuol dire muoversi tanto, cucinare e mangiare più del dovuto. Al di là di fare solo ciò che desideriamo, cerchiamo di rispettare anche la naturale stanchezza.. quindi pensa anche ad un po’ di sano detox!

Detox dal cibo, dalle attività frenetiche, dalla quotidianità… pensaci e programma un’attività adatta al tuo momento di pace e di rilassatezza.

 

A Natale sì a Natale no

A Natale sì a Natale no

A Natale esistono delle regole? Cosa si fa e cosa non si fa?

 

A Natale non si fa il rush “giornata dei regali” se non hai pensato a chi fare i tuoi regali, hai poco tempo e magari non puoi spendere molto.

A Natale si fa il rush regali. Se hai pensato e pianificato a chi regalare che cosa e dove pensi di prendere quell’oggetto.

Vuoi un buon metodo per pianificare i tuoi acquisti? Curiosa qui.

 

A Natale non si fanno cene tutte le sere con amici e colleghi. Sì se per te questo diventa stressante e se significa non godersi il tempo con le persone care. Ne parlavo con te lo scorso anno, leggi qui.

A Natale si fanno cene con amici e colleghi per farsi gli auguri. Sì, se ci si divide il carico per la cena e se.. I colleghi ci stanno simpatici.

Vuoi dei consigli su come organizzare una cena perfetta? Ecco il post che fa per te.

 

A Natale la casa va addobbata. Sì, se ti piacciono gli addobbi di Natale e se aggiungono un pizzico di magia. Ecco delle utili idee per prepararli al meglio.

Ma il Natale non è solo decorazioni, quindi sentiti libero di vivere la casa come più ti fa stare sereno. Vale per gli addobbi e per i regali. Non ci sono obblighi, ma pensieri. Fai ciò che per te è Natale.

 

Esistono dunque delle regole? No, a Natale si fa o non si fa dipende da te.

Stai con le persone che ti fanno stare bene e impara a godere del tempo della festa regalando pace e serenità in prima persona a te stesso.

 

Troppe cose da fare?

Troppe cose da fare?

“Grazie per avermelo chiesto, ma in verità non posso dirti di sì.”

Quanto ci da’ fastidio sentire queste parole? Quando facciamo una richiesta pensiamo sempre di sentirci dire di sì? E soprattutto, queste parole le pronunciamo mai?

Sono sempre stata convinta che nelle cose ci si debba mettere impegno e passione e quando questo non è possibile, le cose non riescono bene, morale della favola, tanto vale non farle.

Ecco che quando mi ritrovo oberata di cose da fare cerco di ricordarmi la priorità delle cose e che a volte è bene saper dire di no.

Già, proprio “no”.

Spesso questa parola viene vista come una cosa solo negativa. In certe culture, è proprio maleducato dire di no e quindi si cerca di esprimere il concetto con un elegante giro di parole. Credo, invece, che saper dire di no dimostri molta educazione, nei confronti degli altri e in primis verso noi stessi.

Quando prendi un impegno, che sia con qualcuno o con te stesso, devi portarlo a termine al meglio delle tue capacità. Quindi se fin da subito prendi un impegno sottogamba o dai una disponibilità quando sai che non potrai portare a temine quel compito, equivale a fare e cose male, a mancare di rispetto.

Cosa centra tutto questo con l’organizzazione?

Essere organizzati significa anche fare i conti con le cose da fare, le nostre energie e il nostro tempo. Quindi, anche saper dire di no equivale ad una forma di controllo sulla gestione dei nostri flussi di cose da fare, sia di lavoro, sia personali.

C’è da dire che un “no” secco e basta non aiuta la nostra socialità, quindi se ti capita di doverlo dire…

  • Ricorda a te stesso perché lo fai, un “no” sincero non significa non voler essere disponibile, ma non essere in grado di dedicare energie e tempo a quel compito.
  • Motiva il tuo “no”, facendo capire il tuo pensiero.
  • Dimostrati disponibile e interessato. Anche se dici di no ad un amico per un aiuto o di no al lavoro per un compito, ricordati poi di essere presente e chiedere come procedono le cose.

Soprattutto ora, che si avvicinano le feste, le scadenze della fine dell’anno, ricordati che un po’ di bon ton non guasta mai, e un “no” detto con educazione e ben motivato, altro non è che una forma di rispetto per te stesso oltre che un buon sinonimo di una corretta gestione di tempo ed energie!

Sii educato con te stesso

Sii educato con te stesso

In tema di bon ton non possiamo non pensare anche a noi stessi. Sei educato con te? Io non sempre, e per questo ogni tanto cerco di ricordarmi le buone maniere. Ad esempio, partendo dalle piccole cose, mi do il buon giorno con un po’ di tempo per me.

Cerco anche di ricordarmi che buona educazione vuole che quando sei felice tu lo esprima, anche con te stesso. Quindi… impara a farti un complimento e a gratificarti. In particolare, quando devo fare qualcosa che mi pesa particolarmente, penso anche a cosa potrò fare una volta terminato l’arduo e noioso compito, qualcosa che mi piace e che mi da’ soddisfazione, così sono più motivata a fare in fretta ciò che mi pesa. Credo sia buona educazione nei confronti di noi stessi alternare compiti noiosi e piacevoli, cercando di dare equilibrio e serenità alle nostre faccende quotidiane. E tu che ne pensi?

Dobbiamo imparare a riconoscerci quando facciamo una cosa fatta bene, magari con una piccola ricompensa.

Quindi, ogni tanto, dirci che siamo bravi, ci sta!

Altro aspetto del bon ton con noi stessi… è saper fare delle pause degne di tale nome. Non tutti riposiamo allo stesso modo, non tutti occupiamo il nostro tempo libero facendo le stesse attività. Ma se ti conosci bene, sai cosa devi fare per ricaricarti e trovare nuova energia.

Ricordati di metterlo in pratica ogni volta che serve! Scegli la tua attività per la pausa breve, mentre lavori o a fine giornata, una telefonata ad un amico, una piccola passeggiata, un tè con un amico, un giro in libreria, una lezione in palestra… e quella per la pausa lunga, magari nel week end, la visita ad un museo, una cena tra amici, una camminata nei boschi!

E tu, quanto sei educato con te stesso?

Il tempo del non fare

Il tempo del non fare

Come mai quando passiamo una giornata piacevole il tempo vola e quando invece abbiamo una giornata pesante il tempo non passa più? Perché la nostra percezione del tempo non è la stessa a seconda di quello che stiamo facendo. Più siamo concentrati e più ci piace quello che facciamo, più il tempo scorre “veloce”.

La percezione che abbiamo del tempo non è sempre la stessa, non solo a seconda delle attività che facciamo, ma anche con il passare degli anni. Quando eravamo bambini, ad esempio, certi tempi ci parevano infiniti e le nostre giornate venivano scandite dal ritmo delle cose da fare: ci si svegliava, si andava a scuola, si mangiava, si giocava e si facevano i compiti, quindi si cenava e poi a letto, quindi tutto ricominciava. Ora invece sappiamo che la sveglia suona alle 7, che dobbiamo uscire alle 8.. e via dicendo riempiendo la giornata di mille impegni.

Ma non esiste solo il tempo del fare, c’è anche il tempo del non fare. E’ un tempo che a me risulta molto difficile ricavare, perché sono sempre tante le cose da fare, ma ho imparato a mie spese… che è bene anche sapersi riposare. E’ bene che ci sia anche un tempo del non tempo.. un tempo in cui non far nulla e magari annoiarsi. Già l’importanza della noia, del riportare le nostre menti ad un livello base, lasciar riposare il nostro cervello.. che proprio nel momento della noia rielabora tutto quello che abbiamo fatto nei nostri momenti attivi, che trova collegamenti che prima nemmeno erano pensabili.. e che dal nulla fa scaturire nuove idee.

Eh, già, perché il tempo del riposo, della noia è un non tempo che si rivela molto utile e del quale spesso sottovalutiamo l’importanza. Lo sottovalutiamo al punto che riteniamo di dover essere sempre impegnati fin dalla tenera età. Ci si scorda che gli interminabili pomeriggi passati da bambini a bighellonare, a fare giochi ripetitivi in verità hanno fatto scattare nella nostra mente nuove idee. A suo tempo ci si ingegnava per creare nuovi giochi e nuove attività, ma ora da “grandi” ci servono ugualmente, per vedere questioni note e familiari da nuove prospettive e con atteggiamenti diversi.

Così nel nostro tempo di riposo, dopo un periodo di rilassamento nel quale lasciamo andare tutti i nostri pensieri, ecco che dal divano la nostra mente è libera di ripensare ad un problema con occhi diversi ed ecco che troviamo una nuova soluzione. E allo stesso modo finalmente capiamo perché quell’angolo della casa non ci piace e decidiamo di cambiare i quadri.. e così tanti altri tasselli ritrovano il loro posto e finalmente abbiamo modo di chiederci che cosa vogliamo veramente fare del nostro futuro.

Quindi impara a rispettare tutti i tempi, i tempi attivi ed i tempi apparentemente inattivi. I nostri tempi di noia e di relax sono importanti tanto quanto quelli impegnati!