Il Natale si sta avvicinando e siamo tutti più buoni. Ma lo siamo davvero in tutti i nostri ambienti? Ad esempio… anche in ufficio con i colleghi? Già perché condividere spazi e scadenze non è sempre facile.
Gli spazi appunto.. non sempre si rispettano i confini, sia quelli fisici, sia quelli meno evidenti. Cerca quindi di rispettare la tua scrivania e quella dei tuoi vicini. Sono piccole cose, ma lascia a disposizione ed in ordine le cose di uso comune.. come da fastidio a te non trovarle, succede lo stesso agli altri.
C’è poi lo spazio meno tangibile, quello che ognuno di noi mette a difesa di se stesso, quindi rispettalo.. non solo in ascensore, in mensa, ma anche per tutti gli oggetti personali, anche se si tratta di una semplice penna.
Se poi ti innervosisce tanto il trillo dell’arrivo delle mail del tuo collega, con modi gentili si può dire molto. E’ giusto rispettare le necessità altrui, senza però scordare le proprie, quindi armati di coraggio e esprimi con cortesia le tue idee.
Che dire rispetto al lavoro in comune e le scadenze? Cerca di essere puntuale, chiaro. Perché più lo sarai tu, più gli altri lo saranno con te. Questo non significa fare il lavoro degli altri, ma essere precisi verso i nostri compiti e lavorare al meglio. Del resto non si può pretendere il rispetto dei tempi e del lavoro se non siamo noi i primi a farlo.
Se poi il tuoi lavoro richiede alcune deleghe o il coordinamento del lavoro di un team, sii preciso riguardo a chi fa che cosa e alle scadenze, sarà più semplice fare il punto se le istruzioni sono state corrette.
Ultima cosa.. ricordi il buongiorno? Siamo tutte persone e scambiare qualche chicchera in pausa, prima e dopo lavoro è sicuramente positivo ed arricchente. Magari ricordiamocelo anche quando scriviamo una mail. Oltre lo schermo c’è sempre una persona come noi che legge.
Sono tutte piccole cose e davvero semplici, ma a volte quando si è troppo concentrati sulle cose da fare, passano di mente. Quindi, con un po’ di atmosfera natalizia… approfitta e dedica un po’ di tempo anche a questo.
Scegliere come si diceva non è mai semplice.. come aiutarci dunque in questo passo?
Io faccio così. Se la decisione è veramente importante, inizio con un vero brainstorming. Cioè? Carta, penna e mente libera.. butto giù tutto quello che mi viene in mente, scrivendo perché vorrei o non vorrei fare quella cosa, insomma faccio decidere alla mia pancia quello che penso.
E’ importante lasciar uscire tutto quello che si pensa: scrivi tutto, senza pensare, senza valutare se va bene o meno, senza giudicare. Crea l’atmosfera giusta: prendi la tua penna preferita, fatti un the caldo o scegli un po’ di musica adatta e via!
Una volta che hai scritto i pensieri della tua pancia, ordina le idee dividendole nei punti a favore e contro la scelta. Io non lo faccio da subito, ma in un secondo momento, perché a volte quando butto giù le idee “grezze” mi verrebbe da metterle in una delle due colonne e poi, riflettendo, noto che se vedo la cosa da un altro punto di vista lo devo invece mettere nell’altra colonna.
Se poi posso do anche un peso ai vari punti, magari associo un valore da 1 a 5, perché non sempre tutti i punti hanno la stessa importanza per me. Non lo faccio sempre, ma può essere utile anche questo.
Credo che sia davvero importante scrivere tutto questo, e non lasciar fare solo ai pensieri, perché è solo apparentemente una cosa in più. Scriverlo ci aiuta ad esaminarlo, a vedere lati diversi. A volte aiuta anche a prendere coscienza dei vari aspetti ed anche a liberarli di un po’ del carico di emozioni che portano con sè. Di questo avevamo già parlato un po’, ecco il link all’altro articolo del blog.
Per me è molto utile, completato il brainstorming e ordinati punti, lasciare tutto lì e andare a farmi un giro. Una bella passeggiata, dell’aria fresca e magari una chiacchierata con un amico. Sono tutte cose che mi aiutano molto a far sedimentare le idee e allo stesso tempo a dare il tempo alla mia mente di far suoi tutti i punti che la mia pancia ha fatto emergere per lei.
Dopo qualche tempo riprendo in mano la lista, vedo se aggiungerei e modificherei qualcosa e poi si arriva al dunque: analizzo i punti e, con più sincerità possibile verso me stessa, soppeso i pro ed i contro.. e finalmente decido.
Anche una volta presa la decisione mi lascio il tempo di farla mia, ma ancora una volta è solo il tempo necessario a prenderne coscienza, perché tutto questo processo serve solo a far emergere ciò che spesso abbiamo già scelto fin dall’inizio, ma che fatichiamo ad ammettere a noi stessi.
E’ un processo che richiede presenza e un po’ di tempo, ma se si tratta di decisioni impegnative, può proprio essere utile. Provaci e poi raccontami come è andata!
Oggi voglio parlarti del ciclo del cambiamento. Questo perché nelle ultime due settimane sono state per me un momento molto importante e ho dovuto fare delle scelte determinanti per il mio futuro. Un po’ come dire.. sto diventando grande! 🙂
Ok, ok, torno seria.. Tutto parte da una necessità, dal fatto di capire che le cose come sono non vanno più bene, che bisogna cambiare qualcosa nella nostra normalità, nella nostre abitudini. Per me questa è una fase molto delicata e credo anche quella che mi richiede più tempo. Necessita anche molta sincerità con noi stessi, i peggiori interlocutori di sempre. Non è sempre facile essere onesti verso di noi, ascoltare veramente ciò che sentiamo e soprattutto capire cosa vogliamo realmente ed riuscire anche ad accettarlo coscientemente.
In verità spesso noi sappiamo perfettamente ciò che desideriamo, ma ammetterlo non è sempre immediato. Questo perché è normale aver paura di dover stravolgere le nostre certezze, di rimettersi in gioco e di ricominciare da capo. Si tratta pur sempre di un passaggio da qualcosa che è noto e sicuro a qualcosa che non lo è, che ci può piacere, ma che comunque non conosciamo. Per questa ragione io mi dico di non accettare scuse, di essere onesti e di ascoltarsi, di capire bene cosa vogliamo e cosa no, di capire cosa ci fa stare bene e cosa no.
Possiamo stare un’eternità in questa fase di limbo, come dice il proverbio: “tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare”. Ma ne vale la pena? Vale la pena non permetterci di essere felici e di fare ciò che più desideriamo? E’ vero ci sono tante cose al contorno ed anch’io lascio il tempo a me stessa per accettare ciò che ho capito è ora di cambiare e via via, un po’ alla volta ne prendo coscienza. Così facendo ecco che il cambiamento diventa però necessario, diventa in qualche modo naturale ed mi rendo conto di avere la forza di farlo. Questo è un altro punto chiave, significa vivere il cambiamento non come una crisi, ma piuttosto come una nuova opportunità. Sì perché ora ci vuole un po’ di coraggio e bisogna fare il salto. E ricorda, sapere che si sta facendo una cosa per farci stare meglio, per allontanare ciò che non ci piace e non è nelle nostre corde.. ci da anche la forza di staccare i piedi da terra e librarci nell’aria della novità.
Swap! Salto!
Ecco, il balzo è fatto.. ora siamo nel nuovo. Felice? No? Io mi sento ancora la pancia ingarbugliata, mi sento un po’ elettrica e continuo ancora a farmi mille domande.. Avrò fatto la scelta giusta? Posso tornare indietro? In questa fase di transizione si alternano momenti di felicità, entusiasmo, voglia di provare il nuovo a momenti di incertezza, di paura, di malinconia. Pensi che sia strano? No, è tutto normale, è una fase di adattamento.. quindi sii buono con te stesso, accetta tutte le emozioni e vivile. Poi si assesteranno, anche questo è perfettamente normale.
Finalmente il tempo passa ed ecco che il turbinio si emozioni contrastanti cessa e noi passiamo da uno stadio di equilibrio instabile a uno nuovamente stabile. La nostra vista si sistema, il cambiamento è fatto ed entriamo in una nuova normalità. Quindi.. godiamocela 😉 Scherzi a parte.. apprezziamo la scelta, il nostro coraggio ed il miglioramento che abbiamo scelto, viviamolo.
Pensi che sia finita? In parte sì, ma ricorda che io ho parlato di ciclo, non di linea retta: la nuova normalità diventa abitudine ed è comunque il possibile punto di inizio per un nuovo cambiamento, quindi.. non smettere di ascoltarti, non scordare di sentire le tue necessità.. ed ancora una volta, con piena onestà, sii pronto a ricominciare il ciclo!
Perché ho scelto di scrivere questo proprio oggi? Non solo perché lo sto vivendo sulla mia pelle, ma perché se anche tu stai vivendo qualcosa di questo tipo, volevo farti capire che è proprio così. E’ normale avere paura, essere entusiasti, è normale avere il “groppo allo stomaco” e le “farfalle nella pancia” allo stesso momento.. è tutto parte di un cambiamento. E prima accetti tutte le sue fasi, prima spiccherai il salto e avrai tutta l’energia per farlo e per apprezzare appieno la novità.
E se ti avanza un po’ di tempo.. ti consiglio anche una lettura che mi è piaciuta molto in merito a questo tema: “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson. Apparentemente si tratta di gnomi e topolini.. ma in verità ci fa comprendere l’importanza ed il valore del cambiamento, della flessibilità e dell’apertura alla novità.
Nasofino, Trottolino, Ridolino o Tentenna… Dimmi, tu chi sei?
Quando sono in difficoltà o comincio a fare qualcosa di importante ho bisogno di avere spazio attorno a me. I miei spazi di lavoro sono sempre molto sgombri, che si parli di scrivania per lavorare ad un progetto o che si parli di preparare una torta e si pensi al piano della cucina. Se però tu dessi una sbirciata dentro casa o in un qualche cassetto della scrivania scopriresti che non sono particolarmente spogli o vuoti. Come conciliare dunque queste due necessità? Ciò di cui voglio parlare oggi è quello che di solito si racconta parlando di space clearing. Per fare questo voglio raccontarti il mio percorso e spiegarti le motivazioni che mi hanno spinto ad apprezzare e sposare quest’approccio, credo infatti che possa essere utile anche a te.
Tutto è cominciato da un momento di malessere, di indecisione sul futuro: avevo la necessità di cambiare qualcosa, dentro di me, era infatti un momento di transizione. Per poterlo affrontare e prendere una decisione serenamente e coscientemente avevo bisogno di chiarire i miei pensieri. Per avere ordine dentro di me era necessario ordinare lo spazio attorno a me, e così ho cominciato. E ti assicuro che come dice il proverbio “chi ben comincia è a metà dell’opera”, così è successo. Già, si inizia da una superficie, poi un cassetto, quindi un mobile.. e via tutta una stanza e poi non basta più! Ci si occupa anche della soffitta. Ma perché questo processo inarrestabile? Come si può provare piacere nel riordinare ed eliminare? Come sempre.. basta ascoltarsi e capire. Spesso, come mi avrai sentito dire, le cose delle quali ci contorniamo non sono necessarie, le abbiamo perché sono un acquisto sbagliato, perché sono un regalo non azzeccato, perché fanno parte di ciò che siamo stati e che ora non siamo più, perché sono inutili e le asciamo lì. Ma tutte queste cose sono un piccolo grande bagaglio, occupano spazio nella nostra casa e nella nostra mente. Sono in verità un carico, qualcosa di cui non vogliamo occuparci e che accantoniamo. Però.. sii sincero.. gli spazi che occupano, il carico che creano, sono in verità rubati al nostro benessere e anche ignorandoli, prima o poi torneranno ad occupare i nostri pensieri e qualcosa bisognerà fare. Quindi se fai tuo questo questo concetto diventerà necessario inizare e sarai felice di liberarti di ciò che ti priva di spazio, di gioia e di energia. L’energia che non sarà dedicata ad occuparsi (o a ignorare) il superfluo sarà invece libera di trovare nuovi spunti, nuove gioie, nuovi progetti. Ed è questo il bello di prendersi cura dei nostri spazi: la casa, l’ufficio.. ma non solo. E per questo che amo sistemare la mia scrivania la sera.. la mattina successiva tutte le mie energie saranno pronte per un nuovo progetto! Il piano della mia cucina dove ho appoggiato tutti e solo gli ingredienti della nuova ricetta che ho deciso di provare, mi permettono di assaporarla in ogni suo dettaglio.. e così anche vale anche per gli spazi della casa: faccio in modo che contengano solo ciò che è importante e nulla di più.. devono trasmettermi la coccola al rientro del lavoro ed il bello di sentirmi a casa, libera pensare a nuove idee.
Lo space clearing però non è uguale per tutti, non tutti abbiamo bisogno delle stesse cose, ma il principio sì, è uguale per tutti. Se qualcosa è inutilizzabile, privo di valore affettivo, appesantito di brutti ricordi o non adatto a te.. eliminalo! Fai spazio a ciò che ti è utile e ti piace, circondati solo di cose utili e piacevoli.. non sono molte e sono quelle giuste. Vai avanti, procedi, un passo alla volta finché non sentirai il magico “click” il punto che differenzia il tuo percorso di space clearing dal mio e che lo rende tanto forte e potente per te. Il “click” che ti dice ora basta, sono arrivato al momento finale, ho eliminato ciò che per me è superfluo.. ora arriva la svolta e si ricomincia! Ora sei libero di dedicare spazi ed energia a te stesso!
Lo so, magari ti sembra fantascienza, ma io credo fermamente che sia un percorso utile e che porti un profondo benessere, perché l’ho provato su di me e perché ho capito il valore di sapersi ascoltare e seguire le proprie necessità. E ti sembrasse proprio impossibile, io sono qui pronta per farti fare il primo passo ed accompagnarti fino all’ultimo, da brava PO, è mio compito aiutarti a trovare la tua strada 🙂
Buongiorno e buon venerdì! Oggi è proprio una giornata autunnale o quasi invernale e alzarsi pare una piccola impresa. Proprio per questo ho deciso di mettere in pratica la mia routine mattutina per.. come si suol dire.. “iniziare con il piede giusto”.
Appena alzata accendo un po’ di musica, mi piace infatti caricarmi un po’ e tenermi compagnia.
Poi apro la finestra, anche se piove o se è brutto. Cambiare l’aria in casa è importante, ridona energia alla casa e rinfresca l’ambiente, oltre che le mie idee 🙂
Punto fermo della mattina per me è la colazione. La cambio spesso, ma comunque è il pasto per me più importante e quindi ha bisogno del suo tempo e della sua attenzione.
Prima o dopo colazione cerco sempre di ricavarmi un po’ di tempo per me, bastano 10-20 minuti, per qualche esercizio di stretching, di yoga, di meditazione, o quello che più è affine al tuo modo di essere, l’importante è che sia un momento per te e per star bene.
Una sistemata alla casa, letto, cucina e qualche faccenda domestica.. così quando tornerò a casa durante la giornata potrò non avere quest’incombenza ancora da fare (uno dei famosi cerchi aperti che poi rimarrà a pesare nella mia mente).
Ecco, ora è il momento di prepararsi per uscire. Mi vesto in funzione di quello che dovrò fare nella giornata, ma anche in funzione del mio umore. Scegli quello che ti piace e che ti fa stare bene, affronterai la giornata con l’approccio migliore! E se piove, beh, una buona scusa per scegliere qualcosa di colorato!
Prendo la borsa e faccio mente locale di ciò che dovrò fare durante la giornata per vedere se mi sono ricordata tutto, magari aiutandomi con uno sguardo in agenda. Se abbiamo lavorato bene è già tutto pronto dalla sera prima, ma giusto per non sbagliare, ultimo check e via!
Ricordati che ora è un buon momento per camminare un po’ o per andare in bici, anche questo piccolo gesto può aiutare la tua giornata a essere energetica, salutare e frizzante! E non farti spaventare dai primi freddi, un po’ d’aria fresca o qualche goccia di pioggia non è nulla di grave.
E la tua routine? Pensa a ciò che ti piace fare, programma i tuoi punti, e dalla prossima settimana prova anche tu!