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La settimana scorsa ti ho parlato di come passare da dire al fare, di come cercare di non rimanere bloccato dall’indecisione e dalla perfezione, ma c’è un altro aspetto che può bloccarci dall’azione e che è legato al voler essere perfetti, quella che io chiamo “la sindrome del servizio buono”.

Quando ero bambina amavo talmente i miei quaderni nuovi, in particolare quelli con le pagine colorate e profumate, che ritenevo fosse uno spreco usarli così, diciamo “a caso”, e che fosse meglio tenerli da parte per una qualche occasione speciale. Così il mio bellissimo diario dei Mio Mini Pony, che detto per inciso conservo ancora, è rimasto intonso per anni, forse decenni, in attesa della giusta occasione e nel frattempo mi accontentavo dell’arcobaleno delle sue pagine.

Capita spesso di non voler usare qualcosa perché pensiamo non sia il momento adatto. O di non fare qualcosa perché pensiamo ci sarà un momento migliore per farla, un’occasione nella quale ci sentiremo più pronti e adatti. Vale per gli oggetti e per le cose da fare: un quaderno speciale, un abito particolare, un vino di valore, una consulenza per sé.

Ma il punto è… che il giorno migliore per mettere in atto qualcosa è oggi.

Il momento perfetto per usare il vestito che ti piace o il servizio buono è il giorno in cui desideri farlo.

Con questo non ti sto dicendo di buttarti a capofitto in tutte le idee che ti vengono in mente o di sprecare abiti o altro, ma iniziare a pensare alle cose materiali e immateriali come utili a te, a renderti la persona che desideri essere e a farti diventare ciò desideri.

Per questo condivido con te delle idee per uscire dal loop del “servizio buono” e del “vestito della domenica”:

Compra solo ciò usi

Quindi compro qualcosa solo quando so che lo userò: un libro quando lo voglio leggere, un corso on line solo se ho tempo per farlo, un vestito se mi piace al punto che lo metterei subito.

Usa tutto ciò che hai

Non amo sprecare tempo e oggetti, ma ho anch’io cose di uso comune e altre che ritengo più pregiate. Mi sforzo però di usare anche le seconde, nel pensiero che devo dare valore a tutte le mie giornate e quindi rovescio il ragionamento: non metto il vestito buono la domenica, ma faccio in modo che quella giornata sia “una domenica”. Non aspetto il progetto d’oro per quel quaderno, ma faccio in modo che quel quaderno renda speciale il mio progetto. ì

Se pensi che sia ora di fare qualcosa, è tempo di metterla in agenda

E qui torna il concetto che il giorno migliore è oggi, sempre e comunque.
Sì, lo so, pensi che non sia poi così realistico. E qui ti lancio un’altra provocazione: è una cosa che vuoi davvero fare o ti aspetti qualcosa che in verità non sai com’è? Te lo chiedo perché spesso allontaniamo nel tempo qualcosa perché pensiamo di volerlo, ma in fondo non è così. In questo caso, sii onesto con te stesso e lascia stare.
Ma se invece è qualcosa che ti piace, provalo. Il primo passo, quindi, non è valutare per filo e per segno la cosa e continuare a pensare “e se”, ma vedere se quel “se” è proprio come lo immagini, quindi inizia con un assaggio. E per fare questo primo semplice passo, non occorre poi tanto tempo e tanto impegno, quindi si può fare oggi. Se poi ti piacerà, vedrai che sarai spronato a portarlo avanti e a continuare, ma con i “se” e i “ma” non si va certo avanti.

Ecco, anche oggi tre idee per non bloccarti davanti a ciò che pare troppo perfetto, troppo grande, inaffrontabile. Di fatto tutte le montagne si scalano a piccoli passi, no?

Quindi… quale servizio buono metterai in tavola oggi?