Seleziona una pagina

Come avrai visto nelle mie storie di Instagram, sono spesso in giro in macchina ed è per me un’occasione per ascoltare i podcast che mi piacciono molto. Un paio di giorno fa ne stavo ascoltando uno molto interessante che parlava di Charles Darwin, una persona riservata, semplice, ma con un’ottima osservazione e un intelletto decisamente non comune. Sì, avrai capito, che è una delle persone del passato che ammiro.

Te lo racconto perché riascoltare la sua storia mi ha fatto riflettere su come alcuni principi siano ecologicamente importante, ma anche molto trasversali. In particolare, nel podcast sento che, come ci ricorda il principio di Thomas Robert Malthus, “in un sistema economico o naturale, gli elementi si spartiscono le risorse disponibili, e per questo nasce una competizione che porta il più forte a sopprimere il più debole per emergere”.

Certo, dirai, questa è la base dell’economia demografica, e che, scopro grazie al podcast, ha dato un elemento in più a Darwin per formulare la teoria della selezione naturale. Ma se ripensi alla green economy ti ricordo anche che in un ecosistema nulla si crea e nulla di distrugge, tutto è riusato, riciclato; ciò che è per alcuni uno scarto per altri è risorsa. Questo significa che le risorse non sono infinite, cambiano solo forma e funzione.

Come si conciliano dunque questi due principi? E soprattutto cosa c’entrano con te?

Quali sono le tue risorse finite? Quale il tuo ecosistema?

La risposta alla prima domanda è: soldi, tempo ed energie e la seconda è: tu, il tuo corpo e la tua vita.

Quindi, visto che sai che mi piace essere pragmatica e diretta, come puoi spartire le tue risorse finite nelle tue attività? Se la questione economica esula un po’ da questo post e ne parleremo a tempo debito, andiamo a vedere delle altre due.

Energie

Tieni mai conto delle energie dal punto di vista del tuo corpo? Probabilmente ci pensi se hai dormito male o mangiato poco e dici che sei stanco. Ma ci pensi anche dopo aver fatto un compito difficile? Pensi mai di fare subito dopo qualcosa di più leggero?
E quando lavori con altri pensi mai che il dispendio di energie per fare qualcosa non è necessariamente lo stesso che pensi per te, ma che ognuno impiega differentemente risorse mentali e fisiche?

Quando parlo di pianificazione con i miei clienti vedo spesso che pianificano le giornate e le attività come se fossero sempre al 100% delle proprie capacità, pieni di energia e di voglia di fare. Purtroppo però non è sempre così, che sia per un imprevisto o per un periodo lavorativo intenso, è molto più semplice pianificare le attività pensando a quando sarai produttivo e quando no, e quindi a mettere in agenda prima le pause piuttosto che le attività.

Tempo

Altro grande cruccio “oggi non ho fatto nulla”, quando la risposta più corretta sarebbe “oggi non ho fatto nulla di ciò che volevo, ma ho fatto molte altre cose” forse meno urgenti o importanti, ma che comunque hanno occupato il tuo tempo. Non sto pensando a tutte le attività rubatempo come gingillarsi, far finta di lavorare, sto pensando a tutte le persone che lavorano e impiegano il proprio tempo attivamente e poi pensano di non aver fatto nulla.

Il tempo è una risorsa finita e quindi non è persa, al massimo impiegata diversamente da quanto pianificato. Ecco perché la pianificazione serve, perché ti permette di sapere cosa fare e quando farlo, così puoi gestire il tempo e non pensare di non far nulla o avere la sensazione di essere sempre di corsa.

Come vedi anche nel nostro ecosistema umano bisogna imparare a gestire le risorse, perché non è vero che perdi tempo ed energie, vuol dire che le hai impiegate altrove.

Il primo passo è capire dove e il secondo è scegliere.

Sì, scegliere, far competere la versione meno bella di te e far emergere quella più completa e bella: ciò che veramente sei e puoi fare.

Non ne vale forse la pena? E tu, cosa elimini per cominciare?